Acqua: 115 milioni di persone non hanno accesso a questo bene

“Senza acqua non v’e’ dignita’, ne’ via d’uscita dalla poverta’”: con queste parole Ban Ki-moon ha riassunto il senso della Giornata mondiale dell’acqua. Nel suo messaggio il segretario generale dell’Onu ha indicato le cifre di quella ch appare “una crisi di governance, politiche deboli e gestione inefficiente, piu’ che di scarsezza di risorse”. Nel passato decennio, ha spiegato Ban, “il numero di abitanti che nei centri urbani non hanno avuto accesso all’acqua e’ aumentato di 114 milioni. Cosi’, l’acqua pulita e’ un diritto negato oggi a 1,1 miliardi di persone. Nei prossimi 20 anni, ha rilanciato Alexander Mueller, assistente del direttore generale della Fao per le risorse naturali, “il 60% della popolazione mondiale vivra’ in citta’, con i Paesi in via di sviluppo in testa alle aree piu’ urbanizzate”. Una forte crescita demografica urbana significa non solo un aumento del fabbisogno di acqua ma anche una crescita della domanda di cibo, che a sua volta si traduce in una maggior richiesta di acqua per usi agricoli. Per Mueller “servono alternative non convenzionali per creare citta’ in grado di far fronte ai nuovi bisogni dei cittadini”. Secondo la Fao, la questione cruciale da affrontare in questo momento di volatilita’ dei prezzi alimentari consiste nel potenziamento in un’ottica di sostenibilita’ dell’agricoltura urbana per ridurre la vulnerabilita’ della popolazione e rispondere alla scarsita’ di risorse. Pakistan e Iraq rappresentano, da questo punto di vista, cio’ che molti luoghi del mondo potrebbero diventare se non si interviene subito. In Pakistan 1,4 milioni di bambini ogni anno muoiono di malattie causate dall’acqua sporca, come la diarrea. In Iraq sono 6 milioni, di cui 3 milioni bambini e adolescenti, coloro che non hanno accesso all’acqua potabile.

Fonte: affaritaliani.it