TERREMOTI: COME SI GENERA UNO TSUNAMI

A cura di Giovanni Simonelli

ROMA – Una gigantesca quantita’ d’acqua spostata dalla liberazione di una fortissima energia: cominciano cosi’ i terribili tsunami, le gigantesche onde come quella generata dal devastante terremoto del 26 dicembre scorso e che ora si teme possa tornare a colpire le coste dell’Indonesia, della Thailandia e di altri paesi della regione

Oltre che dai terremoti, questi fenomeni possono essere generati anche da vulcani sottomarini, da esplosioni o dall’impatto di meteoriti. Il termine giapponese tsunami significa letteralmente ”onda del porto”, a indicare l’impatto violento di questi fenomeni sulle coste. Nel caso di un terremoto, come e’ accaduto oggi, l’onda viene generata dalla spinta che avviene nel momento in cui la crosta terrestre si deforma progressivamente fino a fratturarsi. Le deformazioni che avvengono sul fondale creano perturbazioni nell’equilibrio dell’acqua finche’ l’energia liberata al momento della frattura non provoca l’onda. Una grande quantita’ d’acqua comincia cosi’ a spostarsi ad una velocita’ notevole, paragonabile a quella di un aereo di linea (700 km all’ora). Un fenomeno impressionante ma appena percettibile in mare aperto perche’ l’onda all’inizio e’ lunghissima: la sua lunghezza e’ centinaia di volte maggiore rispetto all’altezza e di conseguenza la pendenza dell’onda e’ quasi impercettibile. Quando, pero’ l’onda comincia ad avvicinarsi alla costa le cose cambiano. L’onda infatti rallenta non appena entra in acque basse e la sua energia puo’ concentrasi fino a creare un vero e proprio muro d’acqua alto fino a 30 metri. L’impatto e’ devastante perche’ onde come queste hanno una capacita’ di erosione tale da cancellare in un attimo spiagge e vegetazione, distruggere le case e gli edifici che si trovano sulla costa e da provocare allagamenti fino a centinaia di metri nell’entroterra. Quando un terremoto nelle profondita’ marine rilascia la sua energia nell’oceano si produce un fenomeno simile a quello generato da un sasso che viene lanciato in uno stagno: delle onde d’urto cioe’ che si allontanano circolarmente dal luogo dell’impatto. Nel caso dello Tsunami tuttavia la forza di queste onde d’urto si esaurisce presto in alcune direzioni, mentre si rafforza in altre, a seconda degli ostacoli che incontra. Lo Tsunami e’ in realta’ costituito da un treno di onde che viaggiano a migliaia di metri di profondita’. Queste onde d’urto non sono molto alte in alto mare e le navi di una certa dimensione non ne sono colpite in modo particolare. Il problema nasce quando l’enorme energia dello Tsunami viene convogliata dalla particolare conformazione di alcune coste (ad esempio quelle frastagliate e piene di insenature di alcuni arcipelaghi dell’Oceano Indiano), dai fondali bassi man mano che la costa s’avvicina o da altri ostacoli, magari artificiali come un grande porto.