DISCOVERY, UN BRACCIO ROBOT ISPEZIONA DANNI DOPO DECOLLO

a cura di Giovanni Simonelli

NEW YORK – A meno di due ore dal debutto della sua missione, lo shuttle Discovery ha aperto il suo braccio robotico di 15 metri con una telecamera speciale per verificare gli eventuali danni provocati durante il decollo da frammenti che si sarebbero staccati dalla navetta. Utilizzando un sensore laser e la speciale telecamera, gli astronauti devono controllare la presenza di rotture che potrebbero rappresentare un pericolo nella fase di rientro nell’atmosfera terrestre dello shuttle.

NEW YORK – A meno di due ore dal debutto della sua missione, lo shuttle Discovery ha aperto il suo braccio robotico di 15 metri con una telecamera speciale per verificare gli eventuali danni provocati durante il decollo da frammenti che si sarebbero staccati dalla navetta. Utilizzando un sensore laser e la speciale telecamera, gli astronauti devono controllare la presenza di rotture che potrebbero rappresentare un pericolo nella fase di rientro nell’atmosfera terrestre dello shuttle. Il Discovery è stato lanciato in orbita ieri alle 10.39 (le 15.39 in Italia) dal Kennedy Space Center, inaugurando così la prima missione spaziale americana dopo la tragedia del Columbia il primo febbraio del 2003, causata proprio da un pezzo di isolante che si era staccato in fase di decollo danneggiando un’ala. Durante il rientro sulla terra la navetta si era disintegrata provocando la morte dei sei astronauti A Cape Canaveral ieri, durante i due minuti di ascesa del Discovery, la Nasa ha visto staccarsi due frammenti. Secondo il direttore delle operazioni di volo, John Shannonm, si potrebbe trattare di un pezzo di isolante della grandezza di 3,8 centimetri e di un detrito di cui ancora non si conosce l’origine, ma che sembra non avere urtato la navetta. Si prevede che l’operazione di controllo attraverso il braccio elettronico duri sette ore, secondo una delle misure di sicurezza adottate a seguito della tragedia del Columbia.