I paesaggi

I paesaggi

A cura di Roberto Sansone

 

Il paesaggio insulare

Nelle forme del paesaggio attuale è impressa la storia di milioni di anni di trasformazioni della superficie del nostro pianeta.Il profilo di una valle, i meandri di un fiume, la struttura di una catena montuosa, la sabbia di una sterminata distesa arida: sono sempre il risultato di un’azione di precisi fattori endogeni e esogeni, spesso riconoscibili con grande esattezza.
Cominciamo oggi una serie di articoli che ci porteranno alla conoscenza dei numerosi paesaggi che contraddistinguono anche gran parte del nostro territorio.

Un’isola è una porzione della crosta terrestre completamente circondata dall’acqua(mare, oceano, lago, fiume):recentemente le isole erano considerate strutture minori della Terra, legate alle più grandi di cui condividevano le origini. Ed oggi?

Attualmente le nuove teorie della tettonica a zolle hanno rivalutato la loro importanza nell’ambito dell’evoluzione del nostro pianeta, considerandole strutture a sè stanti in stretta associazione alla nascita e all’espansione dei fondi oceanici.La maggior parte delle isole, infatti, sorge dalle profondità oceaniche (isole oceaniche)in corrispondenza delle principali strutture morfologiche che caratterizzano il fondale di un oceano: le dorsali(isole delle dorsali) e le fosse oceaniche(archi insulari),dove la crosta nasce e viene consumata.
Le isole oceaniche sono di natura vulcanica e vengono appunto edificate dall’accumulo dei prodotti dell’attività di vulcani sottomarini.La lava fuoriuscita da profonde fratture della crosta terrestre inizia ad affluire sul fondo e ad accumularsi in depressioni.Se l’attività continua per un periodo di tempo sufficientemente lungo, l’accumulo e la coesione del materiale vulcanico riescono a vincere la lotta contro l’azione demmolitrice delle onde e ad accrescersi tanto da emergere e da costituire un’isola stabile.Si calcola, però, che solo i 9/10 dei vulcani marini riescono vincitori nella loro lotta, mentre la maggioranza si estingue molto prima di essere riuscita ad emergere. Le grandi isole oceaniche come l’Islanda, sono dovute all’azione di più vulcani sottomarini che hanno esplicato la loro attività in tempi quasi contemporanei e in uno spazio molto ristretto.Nell’Oceano atlantico le isole oceaniche si allineano lungo la dorsale medio-atlantica e sono edificate da materiali vulcanici di natura basaltica che risalgono direttamente dal fondo dell’Oceano. Le manifestazioni vulcaniche nell’Oceano Atlantico sono scarse se confrontate con quelle del Pacifico, dove le isole vulcaniche sono strutture piuttosto comuni.Nel Pacifico le isole sono raggruppate in arcipelaghi che attualmente sono concentrati nella parte O e S/O del Pacifico centrale. L’attività delle isole del Pacifico è ben diversa da quella delle isole dell’Atlantico. Qui, infatti, i vulcani esplicano la loro attività in modo essenzialmente esplosivo e la natura dei magmi è sub-crostale.

La tettonica a zolle non è ancora in grado di formulare ipotesi sulle origini di tutte le isole vulcaniche oceaniche. I vulcani hanno un’età sempre più recente spostandosi verso S/E e , anche se sembra che le loro origini siano connesse con i movimenti della placca pacifica, essi non possono essere considerati archi insulari. Sembra che le Hawaii si siano formate per movimenti della litosfera sotto l’Oceano spostandosi lentamente verso N/O su un punto caldo (hot spot)fisso nella parte più profonda del mantello.

Nel Mediterraneo
Nel Mediterraneo anche le isole Eolie sembrano un’eccezione della tettonica a zolle.L’origine di queste isole può essere, invece, connessa alla storia del Tirreno e più propriamente alla subsidenza che il bacino tirrenico subì in concomitanza al massimo sollevamento dell’Appennino.Durante la sua subsidenza, il bacino tirrenico fu dislocato in una serie di blocchi da fratture profonde con andamento sia parallelo alla catena appenninica sia trasversali ad essa.Le Eolie probabilmente sono impostate su di una frattura trasversale che interessa un blocco della crosta terrestre in subsidenza. Non tutte però sono di origine vulcanica pur essendo legate all’evoluzione dei fondi oceanici: anzi le più grandi come la Sardegna e la Sicilia, non hanno alcuna reazione con l’attività vulcanica e le rocce che le compongono sono per lo più metamorfiche o sedimentarie.Queste isole sono quindi di origine tettonica e sono parti della crosta terrestre rimaste indietro o isolate rispetto al “continente madre” durante la migrazione della loro zolla portante.Così la Corsica e la Sardegna nel Mar Tirreno si separarono dalla Spagna e quindi ruotarono nella loro posizione attuale a partire da circa 30 milioni di anni fa.

In connessione agli stessi fenomeni tettonici la Sicilia fu separata dalla Calabria tramite una serie di faglie che ribassarono un blocco centrale ora occupato dallo stretto di Messina.

Il Tirreno, un mare giovane

E’un bacino di recente formazione, attualmente in via di continuo approfondimento ed apertura.Le sue coste sono molto poco stabili lungo i versanti occidentali della penisola italiana e quelli settentrionali della Sicilia: varia l’estensione della piattaforma continentale sbloccata in ripida gradinata sul margine orientale della Sardegna e , invece, ben estesa oltre l’allineamento Ustica-Isole Eolie a Nord della Sicilia.Il Tirreno è circondato da vulcani di età variabile da circa 7 milioni di anni ad oggi.

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