2012: tempeste solari e alterazione del campo geomagnetico terrestre

Quali conseguenze per l’umanita’?

A cura di Domenico Costantino

Il 2012 l’anno indicato dai Maya ma non solo ,la cosa si fa’ piu’ preoccupante quando a fare eco di tutto cio’ sono gli studiosi della NASA. E’ doveroso a questo punto fare una premessa su un argomento tanto trattato nel nostro portale e nei principali siti di meteo/climatologia ovvero il comportamento della nostra stella: il sole!

E’ da qualche anno infatti che gli occhi e le menti dei piu’ autorevoli studiosi in materia sono puntati in quella direzione e in particolar modo alla quasi totale assenza di macchie solari sulla superfice di essa.

Adesso siamo abituati convenzionalmente a far terminare un ciclo solare quando le macchie del nuovo ciclo iniziano a prevalere su quello vecchio. La cosa di cui dobbiamo accertarci realmente è se il ciclo 23 sia realmente finito dando cosi il via al nuovo ciclo: il 24. E per questo abbiamo interpellato Giovanni Micalizzi esperto di MeteoWeb che conferma, secondo l’ultimo monitoraggio,la comparsa di macchie solari nella superfice, macchie a polarita’ invertita che ,come affermò L.Svalgaard attraverso i suoi studi nel 2006, sono sinonimo dell’avvio del nuovo ciclo.

Alcuno esperti ipotizzano che il ciclo 24 sia gia al suo massimo e potrebbe addirittura abortire dando cosi il via al 25°.

La NASA, invece, inquadra il picco del ciclo 24 proprio nel dicembre del 2012 e mette in guardia l’umanita: il rischio sono le tempeste geomagnetiche.

Qui è possibile leggere l’articolo su questo studio/previsione proprio nel sito ufficiale della NASA.

Tale allarme è stato raccolto rapidamente in tutto il mondo tanto che in Italia è stato ripreso anche da “La Repubblica”, che lo scorso 10 maggio ha pubblicato quest’articolo:

2012, allarme Nasa ”Black out sulla Terra”

Lo scenario apocalittico dell’agenzia spaziale Usa: una tempesta solare spegnerà i circuiti elettrici e bloccherà satelliti e telefonini

Milioni di persone senza elettricità nel 2012, cibo e medicine che vanno a male nei frigo spenti, telefoni e satelliti fuori uso. Uno scenario da “day after” che potrebbe essere derubricato alla voce “catastrofismo”, se non fosse che l’allarme viene dalla Nasa e dalla National Academy of Sciences. E nella parte del cattivo che mette a repentaglio la civiltà, una volta tanto, non ci sono le attività umane, l’inquinamento o il riscaldamento globale. Il nemico a sorpresa è il Sole, artefice della vita sulla Terra, che con un colpo di tosse potrebbe mettere ko le infrastrutture sulle quali l’Occidente prospera.

Da dicembre, l’attività del Sole sta lentamente aumentando. La nostra stella varia il suo campo magnetico ogni 11 anni e a un certo punto si raggiunge un picco di fenomeni (eruzioni solari e getti di massa coronale) dai quali si sprigionano grandi quantità di energia e di radiazioni. Tali getti possono raggiungere la Terra dando luogo a tempeste geomagnetiche. L’atmosfera ci protegge, gli effetti diretti delle tempeste solari sulla salute sono trascurabili, ma il loro impatto sulle strutture socio-economiche potrebbe essere disastroso.

Gli astronomi osservano questi fenomeni dal 1859 quando una tempesta geomagnetica di proporzioni straordinarie, oltre a rendere possibile l’osservazione di aurore come quelle polari in Italia e a Cuba, fece incendiare alcuni cavi del telegrafo in Europa e negli Stati Uniti. A maggio del 1921, un’altra tempesta provocò una serie di cortocircuiti, mettendo fuori uso le linee elettriche e quelle telefoniche sulle due sponde dell’Atlantico. Ma cosa accadrebbe se eventi del genere si verificassero oggi che un’intera civiltà è stata fondata sull’elettricità e le telecomunicazioni?

La risposta degli esperti è tutt’altro che confortante: “L’energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi”, si legge in un rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences. “Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un’enorme devastazione sociale ed economica”. Nel 1989, sei milioni di persone in Quebec sono rimaste senza energia per nove ore a causa di una tempesta geomagnetica dieci volte meno potente di quella del 1921. Secondo John Kappenmann, coautore del rapporto, se un evento come quello del ‘21 si ripetesse, le persone senza elettricità sarebbero stavolta 130 milioni.

Una riedizione della tempesta del 1859, che fu ancor più potente, farebbe danni per duemila miliardi di dollari. Ciò che spaventa particolarmente nelle tempeste geomagnetiche è la loro imprevedibilità. Si sa che questo ciclo solare raggiungerà il prossimo picco tra il 2012 e il 2013, ma nella comunità scientifica non c’è accordo su quanto sarà intensa l’attivita della nostra stella in quel periodo. Spiega lo scienziato Doug Biesecker, della Noaa: “Basta un solo evento per creare enormi problemi: la grande tempesta del 1859 avvenne durante un ciclo particolarmente mite”.

Proprio come quello che sta per iniziare.

Ma non solo anche “La Stampa” ha dato risalto alla notizia con un articolo del 29 marzo 2009 che si intitola così: Anno 2012, dal Sole attacco al Pianeta Terra Il verdetto delle macchine: tempesta magnetica minaccia la civiltà.

In definitiva l’interrogativo che tutti ci poniamo è il seguente: il nostro campo geomagnetico reggerà all’impatto con tempeste solari di grandi dimensioni?

E quali saranno le effettive conseguenze sul nostro pianeta e nella vita di ognuno di noi?