Parte il primo studio sulle stagioni della luna di Saturno

Parte il primo studio sulle stagioni della luna di Saturno

A cura di redazione Meteoweb

Al via il primo studio a lungo termine delle stagioni e delle condizioni atmosferiche di Titano, la piu’ grande luna di Saturno. La ricerca e’ coordinata da Sebastien Rodriguez, dell’universita’ francese Paris Diderot, e si basa su 2.000 immagini inviate dalla sonda Cassini, la missione nata dalla collaborazione fra le agenzie spaziali di Stati UNiti (Nasa), Europa (Esa) e Italia (Asi).

Sebbene Titano abbia stagioni che durano circa sette anni, sia molto fredda e priva di acqua, secondo gli astronomi questa luna di Saturno puo’ essere considerata una sorta di ’sorella’ della Terra. La sua superficie e’ infatti ricca di materiali organici, atmosfera e ciclo idrogeologico sono simili a quelli terrestre, con la differenza che sul nostro pianeta il ciclo e’ basato sull’acqua,mentre su Titano dipende da metano ed etano.

Esaminando le informazioni inviate da Cassini, che includono anche un equinozio avvenuto nell’agosto del 2009, sono stati osservati significativi cambiamenti atmosferici nel periodo compreso fra luglio 2004 (quando era estate nell’emisfero meridionale di Titano) e aprile 2010 (quando l’autunno nell’emisfero Sud e la primavera nell’emisfero Nord erano iniziati da un anno).

Le immagini hanno evidenziato che l’attivita’ nuvolosa di recente e’ diminuita nei pressi di entrambi i poli di Titano, due regioni che sono state pesantemente coperte fino al 2008. Negli ultimi sei anni i ricercatori hanno scoperto intense formazioni nuvolose in tre distinte regioni di Titano: grandi nubi sul Polo Nord, nubi disposte a macchie nel Polo Sud e in una regione vicina. ’’Stiamo osservando evidenze di una circolazione stagionale su Titano: le nubi al Polo Sud sono scomparse prima dell’equinozio e le nubi nell’emisfero Nord si stanno dissolvendo’’ ha osservato Rodriguez. ’’La scoperta – ha concluso – e’ in accordo con le previsioni; ci aspettiamo di osservare una inversione dell’attivita’ nuvolosa da un emisfero all’altro e nei prossimi 10 anni quando nell’emisfero sud si avvicinera’ l’inverno’’.(ANSA)

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