Astronomia: il cielo nel mese di dicembre

domenica 28 novembre 2010, 16:30 di

A cura di Giovanni Simonelli

Il giorno 18 passa dalla costellazione dell’Ofiuco a quella del Sagittario. Contrariamente a quanto si pensi non è Santa Lucia (il 13) il giorno più corto dell’anno.

In realtà in prossimità del 13 dicembre si verifica il periodo in cui il Sole tramonta più presto: per le prime due settimane di dicembre l’orario del tramonto si mantiene quasi costante, tra le 16.41 e le 16.42. Il giorno più breve dell’anno in realtà coincide con il giorno del solstizio e inizio dell’inverno, che quest’anno cade il 21 dicembre.

Il giorno 21 il Sole tramonta un po’ più tardi, circa 3 minuti dopo, alle 16.44, ma anche il suo sorgere è ritardato di alcuni minuti, avendo luogo alle 7.36 (il 13 dicembre sorge alle 7.31): in definitiva, il Sole resta sopra l’orizzonte circa 2 minuti in meno rispetto al giorno 13.

Quindi in effetti il giorno più corto dell’anno è il 21 dicembre.

• 1 dicembre : il sole sorge alle 7.20 ; tramonta alle 16.42

• 15 dicembre : il sole sorge alle 7.33 ; tramonta alle 16.41

• 31 dicembre : il sole sorge alle 7.40 ; tramonta alle 16.50

PIANETI

Mercurio: un mese movimentato per il pianeta Mercurio. Lo troviamo il 1° dicembre alla massima elongazione serale, quasi 18° di distanza angolare dal Sole. La sera tramonta circa un’ora e un quarto dopo il Sole, ma solo per pochi giorni è possibile individuarlo sull’orizzonte occidentale. In breve tempo Mercurio si abbassa sempre più fino a scomparire tra le luci del crepuscolo. Il giorno 20 si trova in congiunzione con il Sole e ancora più rapidamente nei giorni successivi ricompare elevandosi nel cielo del mattino, fino a rimanere visibile per quasi un’ora e mezza ad oriente prima dell’alba.

Venere: anche per il pianeta più luminoso l’elevazione del pianeta sull’orizzonte orientale cresce molto rapidamente e nella seconda parte del mese si verifica il periodo di migliore visibilità, il cui massimo avrà luogo il 24, quando lo si potrà osservare per quasi 4 ore prima del sorgere del Sole. Il giorno 12 passa dalla costellazione della Vergine alla Bilancia.

Marte: il pianeta rosso è ormai praticamente inosservabile, trovandosi sempre più basso sull’orizzonte occidentale. Tramonta poco dopo il Sole e si confonde tra le luci del crepuscolo serale. Marte si trova inizialmente nella costellazione dell’Ofiuco; il giorno 3 entra nel Sagittario

Giove: il pianeta culmina a Sud poco dopo il tramonto del Sole. Possiamo quindi osservare Giove ancora per tutta la prima metà della notte. Giove è ancora l’unico pianeta visibile ad occhio nudo protagonista del cielo serale. Il pianeta nel corso della sera scende verso Sud – Ovest e lo si può seguire fino al suo tramonto intorno alla mezzanotte. Il giorno 17 Giove lascia la costellazione dell’Acquario ed entra nei Pesci, avvicinandosi al pianeta Urano.

Saturno: il pianeta continua a guadagnare ore di visibilità prima dell’alba. Cresce ulteriormente la sua altezza sull’orizzonte orientale e lo si può facilmente osservare più in alto in cielo rispetto a Venere. Saturno si trova nella costellazione della Vergine dove è rimasto per tutto l’anno.

Urano: il pianeta è osservabile durante la prima parte della notte. Anche in questo mese non ci sono novità significative, e si confermano le condizioni di osservabilità assolutamente identiche a quelle di Giove. Alla fine dell’anno entrambi i pianeti si troveranno nella costellazione dei Pesci, prossimi alla congiunzione. La luminosità di Urano è comunque al limite della soglia accessibile all’occhio nudo, pertanto per l’osservazione è necessario l’uso del telescopio.

Nettuno: è ormai osservabile solamente nelle prime ore della notte, molto basso sull’orizzonte ad occidente. Data la sua bassa luminosità, il pianeta non è osservabile ad occhio nudo e per individuarlo è quindi necessario l’uso di un telescopio. Nettuno si trova nella costellazione del Capricorno, nei pressi del limite con l’Acquario.

Plutone: Plutone è praticamente inosservabile e il giorno 26 si trova in congiunzione con il Sole. Il pianeta si trova ancora nella costellazione del Sagittario, dove è rimasto tutto l’anno. Per la sua luminosità molto bassa lo si può osservare solo con l’ausilio di un telescopio di adeguata potenza.

COMETE

L’ultimo mese dell’anno ci permette di ammirare, nel freddo delle sue notti, due belle comete abbastanza luminose. Godiamocele, perché il futuro non sembra riservarci granché.

P/103 Hartley Comincerà il mese nei pressi degli ammassi Messier M 46 e M 47. Se non l’avete fatto a fine novembre, cercate di godere nei primi giorni di dicembre della spettacolare visione dei tre oggetti racchiusi in un fazzoletto di cielo. A metà dicembre la Hartley interromperà invece la sua decisa perdita di declinazione, sterzando bruscamente nei pressi di Sirio e recuperando qualche grado verso nord. La cometa sarà osservabile già verso mezzanotte, anche se piuttosto bassa. Aspettando qualche ora la troveremo molto più alta in cielo. Le costellazioni interessate dal suo passaggio, come avrete intuito, saranno Poppa e Cane Maggiore. La perdita di luminosità dovrebbe essere inesorabile con una magnitudine che varierà dalla sesta alla decima.

C/2010 V1 Ikeya-Murakami Come già annunciato con un puntuale aggiornamento a inizio novembre, è stata scoperta in visuale una nuova cometa piuttosto luminosa, la C/2010 V1 Ikeya-Murakami. A scovarla nel corso di un outburst che l’ha portata a brillare al di sotto della nona magnitudine, il giapponese Shigeki Murakami, coadiuvato dal connazionale Kaoru Ikeya. L’oggetto è poi aumentato leggermente di luminosità, risultando piuttosto compatto e facile da osservare anche in piccoli strumenti. In dicembre la Ikeya- Murakami, obbligherà all’alzataccia (come in novembre) chi vorrà osservarla. Sarà infatti visibile poco prima dell’alba, piuttosto bassa sull’orizzonte. Comincerà il mese nella costellazione della Vergine, incastonata tra la brillante Spica e il faro Venere, distante meno di tre gradi. Nei giorni seguenti, pur allontanandosi tra loro, pianeta e cometa daranno vita a un avvincente corsa verso la Bilancia, passando entrambe nei pressi di Zuben el Genubi, la stella Alfa della costellazione (il 28 la Hartley transiterà poco più di due gradi a sud della stella). La sua luminosità sarà in calo, mantenendosi però probabilmente al di sotto della decima magnitudine per tutto il mese.

Tirando le somme, in questo 2010 cometario, si riducono a cinque gli oggetti che si sono distinti, raggiungendo una almeno discreta luminosità. Volendo fare una top five tra loro e vestendo i panni di Deejay Comet, possiamo annunciare che al quinto posto si piazza la 10/P Tempel, cometa piuttosto elusiva che nei mesi estivi ha dato il meglio di sé scendendo poco sotto la soglia della nona magnitudine. Al quarto posto la primaverile C/2009 K5 Mc Naught, appena più brillante della precedente ma anche più condensata e quindi meno difficile da osservare. Al terzo posto l’ultima arrivata, la C/2010 V1 Ikeya-Murakami, bell’oggetto scoperto in outburst il mese scorso e arrivato a brillare di 7,5 magnitudini. Avrà sparato tutte le sue cartucce? Al secondo posto la C/2009 R1 Mc Naught, brillante cometa estiva, sfavorita dalla sua geometria celeste. Al momento del massimo splendore infatti, la ragguardevole luminosità di poco superiore alla quinta magnitudine si è annacquata tra le luci del Sole. Al primo posto la 103/P Hartley, che ha raggiunto la quinta magnitudine in ottobre, decimo più o meno. Tra l’altro è risultata ben posizionata in cielo. Decisamente un bell’oggetto, che ancora ci sta deliziando, a cui spetta lo scettro di regina per il 2010. Auspicio è che l’ultimo mese dell’anno scombini le carte e porti sorprese al momento non ipotizzabili.

Commenta


NEWS


MeteoWeb disponibile su App Store

Iscriviti alla Newsletter
Accedi