Spazio: 60 anni fa il via allo ’Zoo Spaziale’, in orbita scimmie, cani, gatti, topi, rane, ragni, api e pesc i

A cura di redazione Meteoweb

Scimmie, cani, gatti, topi, rane, ragni, api, pesci: un vero e proprio zoo spaziale, un’Arca di Noe’ orbitante per scoprire i segreti del cosmo prima di lanciare nello spazio gli esseri umani.

Le ’guerre stellari’ per il predominio dello spazio sotto il profilo delle conquiste scientifiche e non solo, cominciano poco piu’ di 60 anni fa. Ma i pionieri di questa corsa cosmica non sono gli uomini, bensi’ gli animali. E se nel 1947 gli Stati Uniti lanciano in orbita a bordo di razzi V-2 intere famiglie di moscerini, l’anno successivo tocca alla scimmia Albert, protagonista (involontaria) di una missione che pero’ fallisce sul nascere. Riesce, invece, il lancio effettuato l’anno seguente: a bordo c’e’ sempre un primate, Albert II, che raggiunge i 150 chilometri di altezza. Da allora, lo zoo orbitante delle missioni spaziali, anche dopo lo storico lancio del primo uomo nello spazio, l’astronauta russo Yuri Gagarin, si e’ arricchito di sempre nuovi protagonisti, pescati qua e la’ fra le varie specie animali: dai ragni ai topi, dai cani alle farfalle, dai gatti alle api, dai pesci agli scarafaggi, ai vermi, le lumache, i gamberi, gli scorpioni, le ostriche, i vermi. L’astronauta a quattro zampe piu’ famoso della storia spaziale e’ senza dubbio Laika la cagnetta russa che per prima, nel 1957, orbito’ intorno alla Terra a bordo della navicella spaziale Sputnik 2. Mori’, pero’, poco dopo il rientro sul nostro pianeta per via dello stress. Le sue ’colleghe’ Belka e Strelka, assieme ad un coniglio, due topi e due ratti, furono le prime a tornare vive e vegete sulla Terra da un volo spaziale, a bordo dello Sputnik5.

I topi sono stati tra i primi animali a raggiungere lo spazio. Nell’agosto del 1950, il quinto lancio del razzo Albert aveva a bordo proprio un roditore. Sfortunato, pero’, dal momento che il paracadute di recupero non funziono’ a dovere, causando la morte del ratto. Un’altro missile americano, l’Aerobee, volo’ alla conquista dello spazio con una squadra di unidici topi a bordo. Segui’ poi il test ’Mouse in Able’, che prevedeva il ritorno sulla Terra di tre topi su tre razzi differenti. Ma anche questa missione si concluse tragicamente. Dieci anni prima della missione Apollo che porto’ l’uomo sulla Luna, ancora una missione sfortunata, questa volta per 14 topi che morirono a bordo del razzo Jupiter. Neppure alle due rane lanciate nello spazio dalla Nasa nel 1970 per una serie di esperimenti sull’assenza di peso ando’ bene: rimasero in orbita per ben 6 giorni, ma scomparvero con tutta la navetta negli abissi dello spazio al momento del rientro. Era andata meglio un paio di anni prima a due tartarughe inviate in missione nello spazio dai russi a bordo della navetta Zond 5. Al loro rientro sulla Terra, le tartarughe avevano perso peso, ma almeno erano sopravvissute. E nel novembre 1975, ancora tartarughe nello spazio, e ancora una volta lanciate dai russi: rimasero nel cosmo per ben 90 giorni.

In orbita ci sono andati pure i gatti. Il primo, nel 1963, e’ stato Felix, felicemente, e’ il caso di dire, rientrato sulla Terra a bordo del razzo francese Veronique. Una settimana piu’ tardi i transalpini ritentarono, spedendo nel cosmo un altro felino, che pero’ non fu fortunato come il suo predecessore, morendo durante il rientro. Di ragni ne sono stati inviati tanti nello spazio, ma i primi in assoluto per questa specie animale sono stati gli europei Arabella e Anita, a bordo dello Skylab 3, nel 1973. Anche i porcellini d’India sono stati astronauti per un giorno (e anche piu’), a bordo dello Sputnik 9 nel marzo del 1961, insieme ad un cane di nome Chernushka, un finto cosmonauta ribattezzato Ivan Ivanovich ed un assortimento di topi e rettili. Nel 1990 la Cina ha lanciato il satellite FSW-13 con a bordo oltre 60 tra piante e animali, porcellini d’India inclusi. Dopo otto giorni tutti di nuovo sulla Terra, senza perdite. Alla conquista del Cosmo sono partiti pure i pesci. Il primo e’ stato un mummichog, piccolo pesce d’acqua dolce, utilizzato spesso nei progetti di ricerca per la sua capacita’ di sopravvivere in condizioni ambientali estreme. E se il mummichog e’ stato il pioniere, tra i pesci, dei voli spaziali, molti altri ne hanno seguito la scia, dalle carpe ai pesci killer del Giappone, alle ostriche. (Adnkronos)