Climatologia: l’estate fa le bizze, il parere degli esperti

Climatologia: l’estate fa le bizze, il parere degli esperti

Quest’estate rischia di passare alla storia come una delle più fredde e piovose degli ultimi decenni, così tutti i giornali generalisti, e non solo quelli tematici di meteorologia, iniziano a parlarne. Oggi il quotidiano Torinese La Stampa, ha pubblicato un articolo del meteorologo Luca Mercalli mentre il giornale di Genova Il Secolo XIX ha intervistato Achille Pennellatore, responsabile del servizio meteo di Sanremo Portosole e Nicola Podestà, ex direttore dell’Osservatorio astronomico imperiese .
Cosa pensano, loro, di quest’estate così bizzarra?

Mercalli ha scritto così:

Sulle regioni del NordOvest l’estate continua a non ingranare, a causa della mancata espansione degli anticicloni, sia quello delle Azzorre, sia quello africano. Temporali frequenti, depressioni fredde, nuvolosità insistente, poco sole.

Chiuso l’anticipato exploit estivo di aprile e maggio, due mesi straordinariamente caldi e asciutti, giugno ha avuto una temperatura appena sopra la media, ma soprattutto ben 15 giorni di pioggia sulla pianura torinese.

Ora luglio si conquista pure una posizione di rilievo per le basse temperature, con una media stimata ad oggi di 22 gradi, circa due e mezzo al di sotto della norma, una condizione che a Torino non si verificava dal 1981. Non si tratta di un’eccezionalità da era glaciale, visto che i mesi di luglio dei secoli passati sono arrivati a toccare addirittura i 20 gradi nel 1813, culmine di anni freddi e perturbati che portarono a una grave carestia nel 1815, allorché in Piemonte i raccolti di cereali e uve furono magrissimi.

L’ingegnere idraulico torinese Giuseppe Castellani pubblicava pochi anni dopo, nel 1818, un preoccupato saggio «sull’aumento delle piogge e sul raffreddamento del clima», che registrava le eccessive precipitazioni, i «freddi intempestivi» e il «difetto del calore» delle stagioni estive, responsabili della distruzione dei raccolti e delle frequenti alluvioni.

Benché queste severe estati di due secoli fa non abbiano nulla da spartire con l’attuale andamento climatico, è tuttavia fuor di dubbio che questo fresco si fa notare in quanto ci eravamo ben abituati negli ultimi dieci anni a vivere le cinque estati più calde della nostra storia: quella ormai leggendaria del 2003, e in ordine di intensità quelle del 2009, 2006, 2005 e 2010.

Un’estate fresca anche in epoca di riscaldamento globale dunque ci sta, rientra nella normale variabilità climatica, tanto più che a vivere sorprendenti anomalie di caldo è adesso la Russia, dove Mosca boccheggia a oltre 33 gradi.

Del resto questa situazione non è omogenea nemmeno sull’Italia: Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria sono le regioni più penalizzate dall’assenza di alte pressioni robuste e durature, le Dolomiti oscillano tra sbuffi freddi e pause soleggiate, mentre il CentroSud vede altalenare puntate di soffocante caldo africano e periodi più disturbati da rovesci con termometri in calo.

Se luglio ha fatto cilecca, ora c’è ancora agosto per tentare un recupero. Da ciò che si scorge sulle mappe a medio termine dei modelli di simulazione meteorologica, l’inizio del mese vedrà una pausa con atmosfera più stabile e qualche giornata di caldo e sole dal Nord alla Sicilia; le temperature torneranno ovunque attorno a 30 gradi nei valori diurni, tuttavia il flusso delle correnti atlantiche umide e instabili sembra rimanere in agguato lungo le Alpi, dove i temporali potrebbero tornare dalla metà della prossima settimana.

Oltre è ancora presto per individuare tendenze, tutto potrà capitare: un tardivo rinvigorimento dell’estate, come avvenuto a fine agosto 2009, o un lento declino, non è dato per ora sapere.

Pennellatore ha detto:

Il Mediterraneo è invaso da aria instabile e più fredda. Siamo nelle condizioni climatiche caratteristiche di fine maggio/inizio giugno e l’Italia è lontana da ogni tipo di anticiclone, sia quello delle Azzorre che quello Nord africano. E’ un fenomeno che può avvenire e che ha iniziato a dare i primi segnali già negli anni ’80: è la conseguenza di una modifica generale della circolazione atmosferica ed anche nel 2010 l’anticiclone delle Azzorre si era “imbastardito” con quello nord africano. Di sicuro il riscaldamento dell’atmosfera causato dall’effetto serra ha dato il suo importante contributo, ovvero l’attività umana ha le sue responsabilità. Non è assolutamente possibile fare previsioni a livello stagionale. Questa estate, così come si sta presentando, non era prevista: compromettersi con prospettive di sole e alte temperature può essere soltanto il frutto della sfera di cristallo. Si rischiano soltanto brutte figure e, proprio per questo motivo, io non arrischio previsioni oltre al sesto giorno successivo.

Podestà, infine, ha risposto così alle domande dei giornalisti:

Il mese di luglio del 2000 aveva avuto una temperatura minima media di 19 gradi, ancora inferiore a quella di questo mese che non ha superato i 20. L’anticiclone delle Azzorre è rimasto confinato nell’area atlantica mentre l’altro si è bloccato in Russia con temperature incredibili per quella regione: il risultato è che la media delle massime del mese di luglio nello scorso anno ha toccato i 29 gradi, quest’anno ha appena sfiorato i 26.

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