Lo Stromboli e la sua recente attività

Lo Stromboli e la sua recente attività

L’isola di Stromboli è un cono vulcanico alto 924 metri e rappresenta la parte emersa di un grosso edificio che si estende per circa 2000 metri sotto il livello del mare. L’attività usuale del vulcano, talmente tipica da definire, nella terminologìa vulcanica internazionale, questa tipologìa eruttiva come “attività stromboliana”, consiste in frequenti esplosioni di moderata energia che lanciano nell’atmosfera getti di gas ad alta temperatura con emissioni di brandelli di lava incandescente. Le esplosioni avvengono da bocche situate nell’area craterica sommitale e sono accompagnate da attività sismica caratteristica. I getti hanno un’altezza tra 100 e 200 metri, con una frequenza media di 10 esplosioni ogni ora. Questo genere di attività persiste da almeno 2000 anni, e ha fatto si che, fin dall’antichità, Stromboli fosse conosciuta come il “Faro del Mediterraneo” per il bagliore delle sue esplosioni, visibili da grande distanza. L’attività vulcanica ordinaria è interrotta episodicamente da crisi eruttive di maggiore rilievo che possono manifestarsi con l’emissione di colate laviche e con esplosioni più violente; nel corso di questi eventi i villaggi di Stromboli e Ginostra possono essere interessati dalla caduta di blocchi e bombe, e parzialmente investiti da valanghe incandescenti. Tra le ultime crisi  eruttive ci sono quelle del 2002-2003 e del 2007, caratterizzate da colate di lava lungo la Sciara del Fuoco e da esplosioni parossistiche. Il 30 Dicembre 2002 parte della Sciara franò generando un’onda di maremoto alta circa 10 metri. Il 5 Aprile 2003 una forte esplosione liberò una nube vulcanica alta oltre 1000 metri. I prodotti espulsi caddero sul versante sudest del vulcano fino a bassa quota, causando incendi nella vegetazione e provocando il crollo dei tetti di alcune abitazioni a Ginostra. L’eruzione del 2002 terminò nel Luglio 2003. Nel corso dei mesi successivi l’attività esplosiva riprese le caratteristiche della normale attività stromboliana. Nel Febbraio 2007 è cominciata una nuova effusione lavica perdurata fino al 2 Aprile 2007. Dal Gennaio 2003 è operante a Stromboli un moderno sistema per il monitoraggio sismico dell’isola, costituito da 13 stazioni digitali con sensore a larga banda, progettato allo scopo di rilevare ed analizzare la sismicità connessa ai processi eruttivi in corso. I dati trasmessi in continuo al Centro di Sorveglianza dell’INGV-Osservatorio Vesuviano a Napoli vengono analizzati automaticamente in tempo reale. I risultati hanno individuato una zona sorgente per gli eventi sismici situata in area craterica a quote comprese tra 300 e 500 m s.l.m., la cui posizione ha subìto piccole variazioni durante l’ultima eruzione.  Il 4 Maggio 2009 il vulcano ha ripreso l’attività eruttiva.

Tratto da “guida al museo dell’Osservatorio Vesuviano” – Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologìa sezione di Napoli. Immagine tratta da wikipedia.org

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