Reggio Calabria, le foto dell’incredibile incendio che ha carbonizzato 90 automobili

Reggio Calabria, le foto dell’incredibile incendio che ha carbonizzato 90 automobili

Ferragosto di fuoco nella zona sud di Reggio Calabria dove, ieri pomeriggio, alle 14:20 circa, un gigantesco incendio su un’area di sterpaglie si estendeva all’area del torrente torrente tra San Leo e Mortara alla periferia Sud della città, andando ad estendersi anche su un deposito di autovetture attualmente posto sotto sequestro. La Sala Operativa del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco ha dovuto impiegare tutte le risorse in forza alla sede centrale per poter gestire un’emergenza gravissima.
La squadra boschiva, in servizio presso il Comando Provinciale, inviata per prima sul luogo dell’incendio, vista la gravità del sinistro ha immediatamente richiesto il supporto di altro personale ed automezzi, per poter combattere il lungo fronte di fuoco che oramai aveva interessato il perimetro del deposito di autovetture.
Sono immediatamente intervenute 3 autobotti, 2 Autopompe serbatoio ed un’autobotte Kilolitrica (da 20.000 Lt) di stanza presso la sede Aeroportuale VVF, oltre a due moduli per incendio boschivo già presenti sul posto.
Le 18 unità operative coordinate da 1 DOS (Direttore Operazioni di Soccorso) e 3 ROS (Responsabile Operazioni di Soccorso), hanno immediatamente attaccato da più fronti l’incendio, per limitare i danni ed evitare ben più gravi conseguenze alle vicine abitazioni e costruzioni.
Nulla è valso l’immane sforzo di tutto il personale intervenuto, che ha dovuto fare i conti con l’enorme quantità di materiale infiammabile depositato e con le autovetture sistemate all’interno del deposito, 90 delle quali sono andate completamente distrutte.
Per poter combattere l’incendio anche dall’alto, il Direttore delle Operazioni di Soccorso, ha richiesto il supporto di un mezzo aereo, che ha effettuato alcuni lanci per bonificare ulteriormente la zona, durante la fase di raffreddamento, iniziata dalle squadre di terra.
Le operazioni di spegnimento, durate oltre 5 ore, con un enorme dispiego di uomini e mezzi, hanno evitato ben più gravi conseguenze, anche per gli abitanti della zona, che a causa dell’incuria dei terreni, lasciati abbandonati e rigogliosi di erbacce, avrebbero potuto subire gravi conseguenze anche per la salute.
Un evento del genere ripropone gravemente la tematica dell’allarme incendi, proprio nel periodo di “boom” estivo di questo fenomeno che sta diventando insostenibile, soprattutto nelle Regioni meridionali.

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