Astronomia: l’espansione dell’universo è solo un’illusione?

Astronomia: l’espansione dell’universo è solo un’illusione?

credit: NASA
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Nel 1929 i cosmologi scoprirono che l’universo è in espansione. Nel 1998 la luce proveniente dall’esplosione delle stelle, le supernove, ha suggerito che non solo l’universo è in espansione, ma che recentemente ha iniziato ad espandersi sempre più velocemente, entrando in una fase di accelerazione. Questa è stata un brutta notizia per il destino del cosmo: un universo in accelerazione va incontro a quello che viene denominato Big Rip, ossia il momento in cui la dimensione sarà infinita e tutto sarà fatto a pezzi. La scoperta è stata una brutta notizia anche per la cosmologìa, che ne immaginava il contrario. Questo perchè la gravità generalmente tende a tirare verso l’interno e non a spingere all’esterno, e quindi per queste ragioni le teorie cosmologiche non hanno trovato riscontro. Quello che i cosmologi non avevano compreso era il meccanismo che sembrava opporsi alla forza di gravità. Oggi però, una nuova teoria suggerisce che l’espansione dell’universo è soltanto un’illusione, simile ai miraggi che avvengono nel deserto. Secondo questa teoria il nostro movimento relativo fa apparire come se l’universo nel suo insieme si stia espandendo sempre più velocemente, ma che in realtà, la sua espansione starebbe addirittura rallentando, tornando a spiegare il fenomeno della gravità. Se queste idee dovessero risultare corrette, la cosmologia si libererebbe del più grande “mal di testa”: l’energia oscura. E cosa ancor più importante, l’universo non avrebbe quel destino citato in precedenza.  Una versione alternativa sarebbe rappresentata da una scoperta recente di Alexander Kashlinsky, cosmologo presso il laboratorio di osservazione cosmologica della NASA. In una serie di articoli nel corso degli ultimi tre anni, Kashlinsky e i suoi colleghi hanno dimostrato che la vasta regione dello spazio-tempo in cui viviamo (una regione ad almeno 2,5 miliardi di anni luce di diametro), è in movimento rispetto al resto dell’universo. Nonostante questa affascinante teoria, molti cosmologi restano scettici, e affermano che sono necessari ulteriori dati per convinvcerli della realtà del fenomeno. Ma le prove che questo “flusso oscuro” esista sono avvincenti. Sulla base della luce raccolta da ammassi di galassie, la nostra bolla spazio-temporale sembra essere alla deriva. Nessuno sa spiegarlo, ma potrebbe esserci qualcosa al di là della parte dell’universo conosciuto. Nel suo articolo, si dimostra che il flusso oscuro causerebbe all’interno del nostro spazio-tempo un’espansione più rapida rispetto a quella dello spazio-tempo esterno (che non sta accelerando). La teoria di Tsagas è supportata, in parte, da altre recenti osservazioni che hanno sconcertato i cosmologi. Alcuni dati raccolti dallo spazio, in particolare dall’osservazione di oltre 500 supernovae, sembrano mostrare che l’universo ha un “asse preferenziale“: nella sua espansione verso l’esterno, sembra che si estenda in un modo più che in un altro. Da queste osservazioni si è scoperto come l’universo sembra essere esteso maggiormente verso la costellazione della Volpetta a Nord, più che in altre direzioni.  Tsagas ha inoltre affermato che questo allineamento non è soltanto causato dalla pura coincidenza: l’asse è un altro effetto illusorio del “flusso oscuro” del nostro spazio-tempo. Per effettuare un paragone, si può immaginare di nuotare in un fiume: se si è a favore di corrente ci si sposta più velocemente di quando ci si trova controcorrente. Questo è il motivo per cui noi percemiamo l’espanzione del nostro spazio-tempo più velocemente in una singola direzione. Kashlinsky, il cosmologo che ha scoperto il flusso scuro, ha detto che la teoria di Tsagas è interessante, ma che non poteva ancora spiegare tutto ciò che osserviamo. Dopo più botte e risposte da parte degli scienziati, Dominik Schwarz, cosmologo presso l’Università di Bielefeld in Germania, che studia anche l’espansione cosmica, trova plausibile la teoria di Tsagas. “Il compito per la comunità sarà quello di trovare il modo di distinguere queste accelerazioni particolari su larga scala da un’accelerazione dell’espansione globale”, ha detto Schwarz. “Se riuscissimo a farlo, saremmo in grado di determinare se vi è veramente un’accelerazione globale o parziale“. Insomma, gli interrogativi sono ancora tanti, ma grandi passi si stanno facendo affinchè l’umanità possa scoprire i misteri che ancora ci riserva il cosmo.

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