Clima della Sicilia: le piogge

Un po’ di lavoro di raccolta dei dati storici delle stazioni siciliane ed ecco pronto un resoconto, il più possibile dettagliato, della pluviometria della Sicilia.
Utile e immediato, in quanto dà conto immediatamente, in modo visivo, tramite le cartine e le tabelle, della situazione pluviometrica delle varie zone dell’isola.
Per ogni provincia è pubblicata una cartina in cui sono riportati la posizione, i valori pluviometrici medi, il nome delle località in cui sono situate le varie stazioni e una tabella in cui sono indicati anche il numero di anni di rilevamento dei dati. I dati sono ricavati dagli annali idrologici dell’ Istituto Idrografico della Regione Sicilia, che da oltre 80 anni esegue misure meteorologiche, tramite una fitta rete di stazioni.

Pluviometricamente la Sicilia si può dividere in tre zone principali, a cui corrispondono tre diversi regimi pluviometrici:
1) Sicilia settentrionale: comprende tutto il versante tirrenico dell’isola. La pluviometria è caratterizzata da una stagione piovosa (autunno-inverno) ed una secca primavera-estate. Le precipitazioni sono frequenti, soprattutto in inverno (il numero dei giorni di pioggia annui è superiore a 70) e il regime è tipicamente occidentale, con precipitazioni spesso prolungate e raramente violente.
2) Sicilia orientale: comprende il catanese, il siracusano ed il messinese ionico. Anche in questa zona la piovosità è maggiore nella stagione invernale. Le precipitazioni sono meno frequenti rispetto alla zona tirrenica (tranne nella zona etnea) e i giorni di pioggia (>1mm) non superano i 60. Il regime è tipicamente orientale, con gli apporti maggiori da levante.
Le precipitazioni sono spesso concentrate in breve tempo e a volte sono molto violente. Ciò è dovuto al fatto che le depressioni apportatrici di precipitazioni provengono dall’ Africa e sono molto calde ed umide, favorendo forti contrasti termici.
3) Sicilia meridionale: comprende tutta la zona lambita dal Mediterraneo, il Canale di Sicilia e la zona centrale. Come nel resto dell’isola la stagione delle piogge è quella invernale. Il numero dei giorni di pioggia è inferiore rispetto alla zona settentrionale(<60 giorni annui). Il regime è meridionale, con apporti soprattutto da libeccio. In alcune zone le precipitazioni sono rade, soprattutto nella zona costiera.

Le zone con la più alta pluviometria sono le Madonie, i Nebrodi, i Peloritani, l’Etneo e la zona a sud di Palermo.
Le zone più aride sono la Piana di Catania e la costa meridionale, in particolare il gelese.

Ma analizziamo, una per una, la pluviometria delle singole provincie siciliane:

Provincia di Messina
Quella di Messina è certamente la provincia siciliana con la più alta media pluviometrica (886 mm annui).
La posizione geografica e la particolare orografia fanno sì che essa sia la più colpita dai fronti perturbati occidentali e settentrionali, che sono i più frequenti nell’area del Mediterraneo. La provincia si estende lungo la dorsale formata dai monti Nebrodi, da ovest ad est, e dai monti Peloritani, da nord-est verso sud-ovest.
Dal punto di vista pluviometrico, la provincia di Messina può essere distinta in due zone: la zona tirrenica, che comprende tutta la costa settentrionale, fino al crinale nei Nebrodi e dei Peloritani e la zona ionica, che comprende la stretta fascia costiera orientale, fino al crinale dei monti Peloritani. La prima zona riceve gli apporti pluviometrici quasi esclusivamente dai quadranti occidentale e settentrionale ed in particolare le zone interne, sulle pendici dei Nebrodi, hanno medie molto elevate (superiori a 1000-1100 mm annui) a causa dello stau, che in queste zone è molto accentuato. La zona ionica riceve i massimi apporti pluviometrici dai quadranti meridionali e orientali; anche in questo caso i Peloritani centro-meridionali possono dare uno stau accentuato.
I due differenti regimi pluviometrici hanno caratteristiche diverse: il regime occidentale (tirrenico) è caratterizzato da frequenza più elevata di eventi e da piogge più regolari e continue; il regime medionale (ionico) da piogge meno regolari e spesso più intense. Sono relativamente frequenti le alluvioni lampo, soprattutto nella zona sud-orientale della provincia (Taormina).
Un caso particolare è rappresentato dalla zona di Messina: essa, infatti, pur trovandosi nel versante ionico, ha un tipico regime occidentale. Il capoluogo infatti riceve la quasi totalità delle piogge dal quadrante ovest-nord. I margini più settentrionali dei Peloritani sono relativamente bassi e rallentano i fronti occidentali, esaltando i fenomeni. Non è un caso se la zona di Messina è la più piovosa tra le zone costiere siciliane.
Ad esaltare la pluviometria della zona dello Stretto contribuisce anche la presenza dell’ Aspromonte ad est, che blocca i fronti occidentali. Ed anche il Tirreno sud-orientale che, essendo una delle zone più calde del Mediterraneo produce maggiori contrasti termici.
La località più piovosa della provincia di Messina è Antillo, che si trova proprio nelle vicinanze del crinale dei Peloritani meridionali ed ha una ragguardevole media di 1303 mm annui, prima in Sicilia, insieme a Zafferana Etnea.

Provincia di Catania
La pluviometria della provincia di Catania è territorialmente poco uniforme. L’Etna a nord, la piana di Catania al centro, gli Iblei a sud fanno sì che le varie zone abbiano una distribuzione pluviometrica disomogenea.
La zona nord è notevolmente influenzata dalla presenza dell’enorme massa dell’ Etna, che funge da vero e proprio ostacolo ai fronti, impedendo, da un lato, alle perturbazioni di passare ma esaltando, dall’altro lato, i fenomeni da stau. La zona settentrionale si trova incastonata tra l’Etna, i Nebrodi e i Peloritani ed è una delle zone più piovose della Sicilia. In particolare il vesante orientale etneo raggiunge valori pluviometrici particolarmente alti. In occasione delle famose “levantate”, l’ Etna e gli altri rilievi fanno da barriera ai fronti, consentendo ad essi di scaricare enormi quantità di pioggia. Molto frequenti sono le piogge alluvionali proprio in questa zona. E, sempre in questa zona, si raggiungono valori pluviometrici tra i più alti dell’isola: Zafferana Etnea raggiunge i 1306 mm annui, il giarrese i 1200 mm annui, 1111 mm Linguaglossa.
Procedendo verso sud e avvicinandosi sempre più alla Piana di Catania, la pluviometria subisce un drastico calo, raggiungendo valori tra i più bassi dell’intera isola (450-500 mm annui).
Nella zona meridionale, la vicinanza ai monti Iblei provoca un nuovo aumento della pluviometria e le media salgono fino a valori compresi tra i 500 e i 600 mm annui.
In ogni caso, tutta la provincia è favorita da correnti orientali e da scirocco.

Provincia di Siracusa
La provincia di Siracusa ha caratteristiche simili a quella di Catania. Anche qui gli apporti maggiori derivano da correnti orientali e anche qui non sono rari gli eventi alluvionali. Proprio in provincia di Siracusa, recentemente, si è verificata una delle più grosse alluvioni italiane (Floridia, settembre 2003, oltre 700 mm in pochi giorni).
Rispetto alla Sicilia settentrionale la frequenza degli eventi piovosi è minore, ma spesso i fenomeni sono più violenti.
La pluviometria cresce procendendo dalla costa verso il versante occidentale dei monti Iblei, dove raggiunge i valori massimi (650-850 mm annui).
Va invece diminuendo procendendo verso sud, e raggiunge i valori più bassi nel’estrema zona meridionale (Pachino, Capo Passero).

Provincia di Ragusa
La pluviometria della provincia di Ragusa è influenzata dalla presenza di monti Iblei, che occupano tutta la parte centro-settentrionale.
I maggiori apporti pluviometrici si hanno con correnti meridionali (libeccio e ostro).
I valori crescono spostandosi verso le zone montuose interne; si passa da valori che oscillano tra i 400-500 mm annui nella fascia costiera, fino a valori compresi tra i 600 ed i 750 mm, nella zona di Ragusa e degli Iblei.
La media provinciale è di 551 mm annui.

Provincia di Enna
La provincia di Enna si estende completamente su un territorio montuoso, tra i Nebrodi, l’Etna e i monti Erei. Solo l’estrema parte orientale si protende verso la Piana di Catania.
I valori pluviometrici oscillano mediamente tra i 500 ed i 700 mm annui. Solo nella zona orientale, ai margini della Piana di Catania, si scende sotto questi valori e nella zona di Centuripe di scende addirittura sotto i 400 mm annui.
La pluviometria media annua della provincia è di 566 mm.

Provincia di Caltanissetta
Mediamente, quella di Caltanissetta è la provincia siciliana dove si registrano i valori pluviometrici più bassi.
Le correnti più favorevoli per questa zona sono quelle meridionali, in particolare da libeccio.
I valori oscillano tra i 500 e i 650 mm annui nella zona settentrionale della provincia, dove sorgono rilievi significativi, e decrescono provedendo verso sud, dove si raggiungono i valori più bassi della Sicilia e tra i più bassi d’Italia. In particolare la piana di Gela ha il primato di zona meno piovosa della Sicilia: in questa zona i valori medi annui scendono sotto i 400 mm.

Provincia di Palermo
La provincia di Palermo è la seconda più piovosa della Sicilia dopo il messinese. La pluviometria complessiva media della provincia è di 724 mm annui.
Il regime pluviometrico del palermitano è quello tipico occidentale e settentrionale. I maggiori apporti pluviometrici si hanno con correnti da maestrale, tramontana e grecale.
Nella zona orientale la presenza delle Madonie esalta la pluviometria e nelle zone più elevate si raggiungono valori elevati (800-900 mm annui), in alcune stazioni si superano anche i 1000 mm annui. Nella zona centrale si ha una diminuzione della pluviometria, con valori che si assestano tra i 500 e i 650 mm annui.
Il capoluogo palermitano, che sorge in
una conca (Conca d’Oro) circondata da una serie di rilievi che raggiungono quote relativamente elevate, ha una buona pluviometria, che varia a seconda delle zone, aumentando dalla costa verso le zone collinari. I valori oscillano tra i 500 e gli 850 mm annui. La zona a sud di Palermo è quella che presenza la più alta piovosità, favorita anche dall’esposizione a nord-ovest.
In questa zona i valori possono superare anche i 1000 mm annui.

Provincia di Agrigento
La provincia di Agrigento è prevalentemente collinare e la pluviometria è abbastanza uniforme, aumentando progressivamente procedendo dalla zona costiera verso l’interno, dove si trovano rilievi anche di discreta quota (Monte Cammarata, 1578 m slm), in particolare i monti Sicani, situati al confine con la provincia di Palermo.
Il regime è tipico meridionale, con eventi poco frequenti e apporti prevalentemente da libeccio.
Nelle zone più interne può raggiungere e superare anche i 700 mm annui. I valori più bassi si raggiungono nell’estrema zona orientale, verso la Piana di Gela, dove si superano di poco i 400 mm annui.

Provincia di Trapani
La provincia di Trapani ha una conformazione particolare: per un buon 50% è pressochè pianeggiante, il resto è collinare. Le colline si trovano in particolare nella zona centro-settentrionale e orientale. Solo nella zona settentrionale si superano i 1000 m slm.
La zona nord è esposta a ovest-nordovest e riceve i massimi accumuli da correnti di maestrale e ponente. Qui le medie oscillano tra i 450 ed i 700 mm annui.
La zona meridionale è esposta a sud-sudest e riceve soprattutto da correnti di libeccio e ostro ed ha valori compresi tra 480 e 670 mm annui.
I valori aumentano procedendo verso l’interno e raggiungono i picchi massimi nella zona nord-occidentale, dove si possono superare anche i 700 mm annui (Alcamo, 716 mm annui).
Il valore medio annuo della provincia è di 569 mm.

a cura di Santi D’Aliberti