Forte Niña in arrivo. Quali prospettive per la stagione invernale?

Forte Niña in arrivo. Quali prospettive per la stagione invernale?

Imminente forte evento di "Ninà" sul Pacifico, già si notano le importanti anomalie termiche negative davanti le coste peruviane
Imminente forte evento di "Ninà" sul Pacifico, già si notano le importanti anomalie termiche negative davanti le coste peruviane

Importanti novità in vista nel medio/lungo termine. Alcuni modelli climatici a lungo termine iniziano a prevedere una probabile forte fase di “Niña” in attivazione nel corso della futura stagione invernale. Già nelle ultime settimane si sta registrando una progressiva diminuzione delle temperature delle acque superficiali di quel tratto di oceano Pacifico orientale, antistante le coste del Cile settentrionale e del Peru. Segno dell’imminente intensificazione del fenomeno della Niña” su tutta l’area del Pacifico equatoriale centro-orientale, con la propagazione di masse d’acqua più fredde della norma verso ovest. Il fenomeno nelle prossime settimane potrebbe essere agevolato da una temporanea intensificazione degli Alisei di SE sul Pacifico orientale meridionale, davanti le coste sud-americane. Ciò favorirà, al contempo, un irrobustimento di grandi blocchi anticiclonici sul Pacifico meridionale, a largo delle coste cilene. Il calo termico delle acque superficiali del Pacifico orientale dovrebbe iniziare a intensificarsi ulteriormente fra i mesi di Dicembre e Gennaio, raggiungendo un minimo assoluto dell’anomalia termica negativa fra la fine di Febbraio e Marzo. Stando ai dati formulati da uno dei più importanti modelli climatici che studia le oscillazioni termiche a cui è sottoposto il Pacifico, il famoso CFS, l’anomalia termica negativa di questo nuovo episodio di Niña” dovrebbe toccare un picco di ben -2.3° -2.4° su buona parte del Pacifico centro-orientale nel Marzo 2012.Si tratta di un valore molto importante che potrebbe aprire degli scenari evolutivi molto importanti nel medio/lungo termine, in vista dell’entrata di scena dell’inverno. Bisogna pur sottolineare che questi dati potrebbero essere viziati anche da una sottostima di non poco conto.

Scorcio dei monti Peloritani imbiancati durante le forti nevicate del Febbraio 2009

In presenza di una forte “Ninà” quali prospettive bisogna attendersi per la futura stagione invernale ?

 Come ben sappiamo le anomalie termiche delle acque superficiali del Pacifico, il più grande oceano del pianeta, collegate ad “El Nino” e alla “Ninà”, influenzano il clima in quasi tutta l’area tropicale, comportando delle ripercussioni, più o meno dirette, sull’andamento meteo/climatico tra Europa e Mediterraneo. Ad esempio una “Ninà” forte in azione sull’oceano Pacifico può agevolare l’avvento di inverni piuttosto freddi e nevosi in buona parte del vecchio continente e sul nostro paese. Basta ricordare le intense “Ninà” del 1985, 1989, 1996 e 2006, che hanno portato degli inverni piuttosto freddi, a volte pure molto nevosi in determinate regione, secondo le configurazioni ideali dei vari microclimi italici. Stando ai dati statistici la presenza di un evento di “Ninà” piuttosto forte, con scarti di oltre i -2.0°rispetto alla media, dovrebbe deporre a favore di una stagione invernale piuttosto vivace, con frequenti scambi meridiani capaci di produrre imponenti incursioni artiche, sia di origine marittima che continentale, fino al basso Mediterraneo. Ciò comporterebbe un inverno alquanto rigido e nevoso su buona parte delle regioni. Purtroppo non è proprio cosi facile. Oltre alle anomalie delle acque superficiali del Pacifico equatoriale bisogna tenere conto di una lunga serie di fattori e parametri climatici a noi molto vicini. Tra questi non si potrà fare a meno di tenere conto della QBO, l’Oscillazione quasi biennale delle correnti in quota che sembrerebbe avere delle ripercussioni anche in sede troposferica. Una fase negativa della QBO potrebbe favorire forti riscaldamenti stratosferici in area artica durante l’inverno. Di notevole importanza sono anche i comportanti, in chiave teleconnettiva, degli indici NAO (north Atlantic oscillation) e AO (Artic oscillation) che se impostati su valori negativi possono causare una marcata devoluzione del vortice polare costretto a scendere di latitudine, mettendo le basi per proficue avvezioni di aria fredda di origine polare lungo il vecchio continente. Su tutti sarà decisivo, come ad ogni inverno, il comportamento e la reazioni del vortice polare che già si inizia a riorganizzare nei suoi vari lobi principali fra l’area canadese, il mare di Barents e la Siberia orientale. Le basi per una buona stagione invernale ci sono tutte, non resta che monitorare lo stato degli altri principali indici teleconnettivi.
Intanto entro il weekend sarà servita la prima vera incursione fredda di stagione sull’Italia
In attesa della stagione invernale entro il prossimo fine settimana buona parte dei paesi dell’Europa centrale e l’Italia faranno i conti con la prima vera incursione fredda dell’autunno. Tutto merito di una ulteriore riorganizzazione del lobo scandinavo del vortice polare che propagherà un asse di saccatura, colmo di aria fredda di matrice artica in quota, verso la nostra penisola. Ciò comporterà la discesa di intense e fredde correnti dai quadranti settentrionali che dalla penisola Scandinava scivoleranno a gran velocità dapprima sulla MittelEuropa per poi aggirare le Alpi e sfondare sulla penisola italiana tramite la porta del Rodano (Mistral), il golfo di Trieste (Bora) e la porta balcanica (Tramontana e Grecale). L’avvento delle masse d’aria fredde, di origine sub-polare, causeranno un brusco quanto deciso calo termico, anche di -10° -12° rispetto i valori dei giorni precedenti, che rappresenterà l’elemento saliente di questo weekend, assieme ai forti venti e alle piogge e le prime nevicate sulle vette più elevate della dorsale appenninica centro-meriodionale. Sarà solo un anticipo della futura invernale che metterà definitivamente fine alle incredibili anomalie termiche positive registrate in questo inusuale mese di Settembre, risultato fra i più caldi degli ultimi 100 anni in gran parte delle regioni centro-settentrionali.

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