Stelle cadenti, è la notte delle Orionidi: il picco massimo alle 23

Stelle cadenti, è la notte delle Orionidi: il picco massimo alle 23

Visione delle stelle cadenti

La Terra è in procinto di passare attraverso un flusso di detriti dalla cometa di Halley, fonte annuale dello sciame delle Orionidi. Queste meteore sono conosciute con questo nome in quanto le scie luminose si aprono a ventaglio in una regione a Nord della seconda stella più luminosa della costellazione di Orione: Betelgeuse. Sono normalmente deboli e non visibili da cieli urbani, per cui l’ideale sarebbe spostarsi verso aree rurali per osservarne l’attività. Nei nostri cieli si attendono oltre 15 meteore l’ora, per un picco massimo che sarà tra oggi e domani. Queste piccole particelle, per lo più di dimensioni variabili da granelli di sabbia a poco più, rimangono lungo l’orbita della cometa originaria, creando un fiume di detriti nello spazio. Nel caso della cometa di Halley, che probabilmente ha percorso il suo giro molte centinaia, se non migliaia di volte, la sua scia sporca di detriti è stata distribuita più o meno uniformemente lungo tutta la sua orbita. Quando questi frammenti di cometa entrano in collisione con la Terra, l’attrito con la nostra atmosfera produce l’effetto popolarmente denominato “stelle cadenti“. La cometa di Halley è passata recentemente nel 1835, nel 1910 e nel recente 1986. Il passaggio dei primi anni del ’900 è stato eccezionale, sia perchè la sua distanza dalla Terra è stata limitatissima, sia perchè l’assenza di inquinamento luminoso ha permesso di scattare le primissime fotografie di un evento così eccezionale. Le Orionidi sono incorniciate da alcune delle costellazioni più luminose e più belle del cielo notturno. Le meteore sembrano infatti emergere dalla famosa costellazione di Orione. Da li il percorso passa attraverso il Toro, i Gemelli, il Leone e il Cane Maggiore, sede di Sirio, la stella più luminosa del firmamento. Quest’anno la Luna e Marte prendono parte allo spettacolo. Essi formeranno due vertici di un triangolo celeste nel cielo orientale, proprio quando lo sciame sarà nei momenti di massima attività. I flussi cometari come quelli della cometa di Halley sono molto ampi, così quando c’è una pioggia di meteore sulla Terra, ce n’è uno anche sulla Luna. A differenza della Terra però la Luna non ha atmosfera e tutti i meteoroidi diventeranno meteoriti che si schianteranno sulla superficie lunare. I lampi di luce provocati dal riscaldamento termico delle rocce lunari e dalla polvere lunare sono così luminosi, che a volte possono essere visti anche attraverso piccoli telescopi amatoriali. “Da quando abbiamo iniziato il nostro programma di monitoraggio nel 2005, il nostro gruppo ha rilevato più di 250 meteore lunari“, spiega Cooke. “Alcune esplodono con energie superiori a centinaia di chili di tritolo“. Sino ad ora sono state osservate 15 Orionidi colpire la Luna, due nel 2007, quattro nel 2008 e nove nel 2009. Quest’anno si spera che il numero possa crescere. Guardare le meteoriti che colpiscono la Luna è un buon modo per conoscere meglio la struttura dei flussi di detriti della cometa e l’energia delle particelle in essa contenute. Consente inoltre di calcolare i fattori di rischio per gli astronauti che, un giorno, cammineranno nuovamente sulla superficie lunare. Cosa dobbiamo attenderci quindi da questo passaggio dei detriti di questa cometa? Il momento migliore per osservarle, sarà almeno a mezzanotte, dopo di che il radiante a nord di Betelgeuse sarà sempre meglio osservabile in altezza. Le Orionidi possono essere osservate molto bene da entrambi gli emisferi terrestri. Nella recente tempesta delle Draconidi invece, dagli Stati Uniti ad esempio, non è stato possibile osservare nulla, in quanto al momento del passaggio, quella parte di mondo era alla luce del Sole. Queste meteore sfrecciano nella nostra atmosfera a 66 Km/s, anche più veloci delle “sorelle” Eta Acquaridi di Maggio, lasciando una scia ben visibile nel cielo. Recenti studi hanno dimostrato che circa la metà di tutte le Orionidi che si osservano riescono a lasciare tracce che duramo più di altre meteore di altri sciami di pari luminosità. Questo è senza dubbio collegato in qualche modo alla composizione della cometa di Halley. La prima osservazione precisa di questo sciame è stata fatta da AS Herschel il 18 ottobre 1864, quando quattordici meteore sono state osservate provenire dalla costellazione di Orione. Herschel ha confermato che uno sciame proveniva da Orione il 20 ottobre 1865. Successivamente, l’interesse per questo sciame è aumentato molto rapidamente tanto da essere uno degli sciami più osservati. Non resta che alzare la testa al cielo e goderci lo spettacolo.

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