Violenta tempesta di vento spazza l’Atlantico e il nord Europa. Raffiche fino a 200 km/h alle Far Oer

martedì 29 novembre 2011, 14:15 di

Le grandi ondate che hanno fatto seguito alla tempesta di vento che ha spazzato le Far Oer

Come anticipato in vari articoli nei giorni scorsi, durante il weekend appena trascorso, una violenta tempesta di vento ha spazzato l’intera Europa settentrionale, dalla Scozia alle coste norvegesi, Danimarca e Svezia meridionale, con raffiche di vento che in alcuni casi sono andate ben oltre la soglia dei 140-150 km/h. I fortissimi venti da O-SO che hanno sferzato il nord del continente erano associati ad un profondissimo ciclone extratropicale che dall’Atlantico settentrionale si è spinto dapprima verso il mare di Norvegia per poi penetrare nel cuore dell’entroterra montuoso norvegese e svedese, dove è andato lentamente a colmarsi. La profondissima area ciclonica, figlia del notevolissimo contrasto termico fra l’impetuoso richiamo mite oceanico sud-occidentale contro le masse d’aria più fredde e pesanti in discesa dalle latitudini artiche, si è mossa all’interno di un letto di intense correnti da O-SO che scorrevano a gran velocità sopra il bordo più settentrionale di un robusto promontorio anticiclonico di blocco, posizionato con i propri elementi fra la penisola Iberica, la Francia e la MittelEuropa, con massimi al suolo di oltre i 1030 hpa. L’ingente divario barico, ossia il “gradiente barico”(differenza di pressione) che si è venuto a creare tra l’Europa centrale e settentrionale, ha provocato un netto infittimento delle isobare su larga scala, generando una rapida intensificazione dei forti venti occidentali che seguivano l’ampia circolazione depressionaria in spostamento verso la regione scandinava. Sul nord Atlantico, nel tratto poco a nord-est delle coste settentrionali scozzesi, le isobare sono divenute talmente fitte, nei bassi strati, da attivare degli autentici uragani, con venti talmente tempestosi da raggiungere delle velocità davvero impressionati.

Si nota la profondissima area ciclonica che ha causato i venti di uragano sul nord Atlantico, a ridosso delle Far Oer

Alcuni arcipelaghi, come le Far Oer (abituate alle tempeste invernali) le raffiche di vento dal quadrante occidentale sono divenute talmente violente da sfondare la soglia dei 190-200 km/h. La raffica di picco più intensa si è registrata a Akraberg, località molto esposta alle potenti tempeste atlantiche, dove la locale stazione meteorologica avrebbe misurato una velocità di circa 204 km/h.Si tratta di un valore notevolissimo. Oltre ai 204 km/h di Akraberg sono notevoli pure i 165 km/h di Thorshavn. Potenti mareggiate, con grosse ondate alte anche più di 9-10 metri, hanno flagellato per ore le coste più occidentali delle isole, frangendosi in modo spettacolare lungo le scogliere che caratterizzano l’intero arcipelago. Purtroppo la furia eolica ha cagionato ingentissimi danni alle abitazioni e infrastrutture del piccolo arcipelago danese. Le case e le abitazioni di molti villaggi sono state letteralmente scoperchiate dalle formidabili raffiche da O-SO, che in alcuni punti, meglio esposti, hanno sfondato i 200 km/h. Il vento ha causato danni anche ad alcune infrastrutture e agli scali portuali che sono stati concepiti per reggere alla furia delle grandi tempeste atlantiche. Per fortuna la bufera non avrebbe provocato ne vittime e ne feriti gravi. Le tempeste di vento hanno causato anche un naufragio, sul mare d’Irlanda, 15 miglia ad ovest della della penisola di Lleyn, di un cargo russo di ottantuno metri che trasportava tremila tonnellate di calcare verso l’Isola di Wight.

Il profondissimo ciclone extratropicale, a sud dell'Islanda, responsabile della violenta tempesta di vento

Dopo aver spazzato tutto il nord Atlantico e il mar di Norvegia, con lo spostamento della profonda depressione-uragano verso la Scandinavia, i fortissimi venti da O-SO hanno investito le coste occidentali della Norvegia centro-meridionale, il mar del Nord, la Danimarca e in seguito pure le coste meridionali svedesi. Sulla Norvegia centro-meridionale le tempeste hanno assunto una componente più da SO, divenendo a tratti particolarmente violente, con raffiche di vento fino a 140-150 km/h all’uscita dei principali fiordi. In alcune stazioni, come Nordoyan Fyr, si sono archiviati dei picchi sui 155 km/h. Di rilievo pure i 151 km/h toccati a Krakenes, i 148 km/h di Sklinna Fyr O i 144 km/h di Halten Fyr. Ma raffiche di oltre i 130-140 km/h si sono segnate in molte piattaforme posizionate sul settore più settentrionale del mar del Nord. L’intensa perturbazione atlantica, oltre ai venti davvero molto forti, ha anche prodotto intense precipitazioni sulla Norvegia centro-meridionale, spesso esaltate dallo “stau” e dall’orografia locale. Tra gli accumuli più importanti non possiamo non citare i 62 mm di Sauda, i 59 mm di Fjaerland-Bremuseet, i 55.1 mm di Ualand-Bjuland e i 51 mm di Sirdal-Haugen. Ma i Venti tempestosi hanno sferzato pure tutto il territorio danese, con raffiche fino a 120-130 km/h. La stazione di Thyboroen ha raggiunto i 137 km/h. 133 km/h a Gniben mentre Anholt è arrivata a 129 km/h. A Aalborg la raffica max ha raggiunto i 124 km/h, mentre a Skagen si sono misurati i 116.8 km/h.Anche in Danimarca i forti venti, da O-SO hanno causato molti danni e disagi, soprattutto alla navigazione marittima e aerea. Lungo le coste occidentali danesi, quelle affacciate sul mar del Nord, si sono scatenate anche intense mareggiate, con grandi onde alte anche più di 6 metri, che localmente, nei punti più depressi, hanno creato locali inondazioni.

Piattaforma petrolifera sul mar del Nord durante la tempesta

Nella giornata di ieri, con l’allontanamento dell’intenso vortice depressionario dalla Svezia verso la Finlandia e la Russia europea, le forti burrasche hanno sferzato con grande forza anche le coste meridionali svedesi, il Kattegat (il Canale che separa l’est della Danimarca alle coste occidentali svedesi) e il mar Baltico, con venti molto forti e raffiche sino a 100-120 km/h. A Malmo si sono raggiunti i 105 km/h mentre nella città di Goteborg non si è andati oltre i 97 km/h. Anche sul mar Baltico si sono raggiunti e superati i 100-120 km/h, particolarmente battuta l’isola di Bornholm dove il forte vento ha causato molti disagi, specie alla navigazione marittima. Forti burrasche da Ovest, con venti fino a 100 km/h, non hanno risparmiato neanche le coste settentrionali polacche e le Repubbliche Baltiche, in particolare i principali porti di Lettonia ed Estonia, particolarmente esposti alle sfuriate eoliche da O-SO, in arrivo dall’Atlantico. Come raffiche più intense in Polonia segnaliamo i 108 km/h di Leba, Ustka e Hel, anche se sono diverse, nel nord, le località che hanno sfondato i 100 km/h. In Lituania raffiche fino a 93 km/h sono state registrate a Klaipeda, mentre in Lettonia folate fino a 100.9 km/h si sono lambite a Ventspils. Oltre ai venti molto forti, in genere da SO o O-SO, lungo le coste di Lettonia e Lituania si sono verificate importanti mareggiate che hanno provocato locali allagamenti.

Tra oggi e domani le forti burrasche, annesse alla profonda circolazione depressionaria di vecchie origini atlantiche in spostamento verso est, si estenderanno alle pianure della Russia europea, causando delle nevicate o dei rovesci di pioggia mista a neve lungo le pianure Sarmatiche fino all’area moscovita e al bacino del Volga e all’area degli Urali. Nella città di Kazan, in questo momento, è in corso una fitta nevicata sotto una intensa ventilazione da Sud. Su Mosca, appena raggiunta da un sostenuto vento da Ovest,  invece si alternano delle nevischiate o deboli nevicate ancora troppo bagnate per lasciare accumuli significativi al suolo. Intanto, con il ricompattamento del vortice polare lungo le latitudini artiche ad inizio Dicembre nuove tempeste, anche piuttosto intense, potranno formarsi sul nord Atlantico, andando a sferzare le isole Britanniche, mar del Nord, Danimarca e coste scandinave.

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