Le Alpi: croce e delizia dei meteo/appassionati Euro-Mediterranei

Le Alpi: croce e delizia dei meteo/appassionati Euro-Mediterranei

Come sarebbe il clima dell’Italia senza le Alpi? Se lo chiedono in tanti, soprattutto i freddofili e i nevofili del centro/sud che preferirebbero vedere il gelo piombargli addosso anzichè bloccarsi contro il vero e proprio “muro” formato dall’arco Alpino a difesa dell’Italia dalle gelide truppe del ’Generale Inverno’.

Ma davvero le Alpi sono così deleterie e decisive nel proteggere l’Italia dalle grandi ondate fredde provenienti da nord?

Per capirlo, proviamo brevemente a fare un’analisi dell’arco Alpino a livello meteorologico, ovviamente all’interno del contesto Euro-Mediterraneo.
Le Alpi sono senza ombra di dubbio la catena montuosa più importante d’Europa, con sette cime che superano i quattromila metri di quota tra cui il Monte Bianco, che con i suoi 4.810 metri di altitudine è considerato il “Tetto d’Europa”.

A livello geografico, le Alpi iniziano a ovest del Colle di Cadibona e terminano a est della città di Vienna, coprendo una distanza di circa 1.300 chilometri a forma di arco tra l’Italia settentrionale, la Francia sud-orientale, la Svizzera, il Liechtenstein, l’Austria, il sud della Germania, la Slovenia e l’Ungheria occidentale. Quindi un vero e proprio scudo al confine Italiano.
Proprio tra Verona e Monaco di Baviera, inoltre, raggiungono la larghezza massima.

Senza ombra di dubbio, così imponenti e così posizionate sul territorio continentale, hanno una forte influenza nel clima Euro-Mediterraneo, perchè spesso e volentieri le masse d’aria fredde in arrivo da nord si scontrano contro l’arco Alpino e non riescono ad arrivare in Italia almeno con l’intensità che hanno fin sulle dorsali estere.

Analizzando le situazioni più frequenti, possiamo notare come quasi mai l’aria fredda riesce a valicare i passi Alpini, e comunque quando riesce a farlo arriva in Italia molto meno fredda di quanto non lo sia dall’altro lato della catena montuosa.

Le ondate nordiche provenienti dal mare del Nord, infatti, spesso e volentieri arrivano fin sulle Alpi e poi scivolano rapidamente via verso est, sui Balcani:

Altre volte, più raramente, scivolano a ovest, sulla Francia, ed entrano nel Mediterraneo dalla valle del Rodano, una delle porte del freddo sul Mar Mediterraneo.

Da nord/est, invece, è più facile che l’aria fredda arrivi direttamente sui Balcani e nel Mediterraneo centro/orientale perchè se la sua direttrice è più centro/occidentale, verso la Mitte-Europa, in quel caso facilmente le masse d’aria gelide scivolano addirittura ad ovest, verso Francia e Spagna proprio perchè aggirano l’arco Alpino:

Un altro esempio di affondo Scandinavo che, una volta giunto sulle Alpi, si sposta poi sui Balcani:

E’ vero, quindi,che senza le Alpi il clima dell’Italia sarebbe più freddo.
Ma non è tutto.
Le Alpi, infatti, sono soltanto uno degli elementi che regola il clima Europeo: un altro motivo della relativa mitezza dell’Europa meridionale e Mediterranea, rispetto ad altre aree di altri continenti situate alla stessa latitudine, è la presenza del Mediterraneo, un mare chiuso, che bagna le coste del nord Africa e che rende decisamente più piacevole il clima del sud Europa tanto da riconoscere una vera e propria categoria mondiale di clima, quello “Mediterraneo”, appunto.
E poi c’è soprattutto l’Atlantico, il vero padrone del clima Europeo.
A prescindere dalle Alpi e dal Mediterraneo, anche qualora l’arco Alpino non esistesse e il Mediterraneo fosse tera emersa, l’Europa avrebbe comunque un clima molto più mite rispetto al nord America o all’Asia per via della calda Corrente del Golfo che viene trasportata dall’America centrale fin sul Vecchio Continente proprio dal flusso zonale Atlantico, quella corrente d’aria proveniente dall’oceano e costantemente portatrice di masse d’aria tiepide soprattutto nei settori più occidentali dell’Europa.

Ma proviamo anche solo per un attimo a dimenticarci del Mediterraneo e della Corrente del Golfo: siamo sicuri che se non ci fossero le Alpi nevicherebbe di più in tutt’Italia?
Sicuramente farebbe più freddo, ma per quanto riguarda la neve, specie al centro/sud, cambierebbe davvero poco: ci sarebbe comunque l’Appennino settentrionale, quello Ligure, Tosco/Emiliano e Umbro/Marchgiano a fare da ’sbarramento’ e limitare le precipitazioni nevose a nord della “Linea Gotica”.
Ecco, infatti, alcune immagini satellitari di episodi con correnti nord/orentali che determinano nevicate copiose sulla dorsale Appenninica più nord/orientale a causa dell’ingresso dell’aria fredda dalla porta della bora. Da notare come Umbria, Toscana e Lazio siano completamente a secco!

“Se non ci fossero le Alpi…”, insomma, non dovrebbero esserci neanche gli Appennini. E non solo quelli settentrionali, ma anche quelli centrali, o quelli meridionali, in base alla località di residenza di ogni nivofilo e freddofilo che sogna la neve a casa propria, magari pretendendo di vivere alle pendici del primo monte dalla Norvegia in giù: ma l’Europa non è una grande pianura e forse il bello del suo clima è proprio questo.
Anche a livello Alpino.

Le Alpi non sono solo “croce” dei meteo/appassionati Euro-Mediterranei, ma sono spesso e volentieri anche “delizia”.
E non solo per la loro grandissima ricchezza storica, culturale, naturalistica, paesaggistica, sociale, civile, epica, artistica e monumentale, ma anche a livello strettamente meteorologico.

Pensare di “cancellare” le Alpi, seppur virtualmente per realizzare su una cartina al computer il sogno della propria vita, non è solamente sbagliato a livello scientifico, barico e meteorologico (perchè, come abbiamo già visto, anche senza le Alpi quel sogno non si realizzerebbe comunque!), ma sarebbe un delitto per l’umanità che ha nelle Alpi uno dei suoi patrimoni più preziosi per quello che queste montagne rappresentano, per quello che queste montagne sono, per la vita e la civiltà che si celano tra le loro valli, per la storia e le tradizioni che qui si tramandano di padre in figlio di generazione in generazione, ovviamente sempre a stretto contatto con la natura com’è normale per ogni comunità montanara.

Ma torniamo alla meteorologia: senza le Alpi, una parte dell’Italia sarebbe molto meno fredda e nevosa: stiamo parlando della pianura Padana.
Qui le Alpi le amano tutti, almeno i nivofili e i freddofili ma non solo, se è vero com’è vero che il simbolo principale della ’Lega Nord’ è il Sole delle Alpi, segno d’identità Alpina nella tradizione longobarda.

I nivofili e i freddofili del nord adorano le Alpi perchè proprio grazie alle Alpi la panura Padana è protetta dal mite flusso Atlantico proveniente da ovest, e si vengono così a creare le condizioni per uno dei cuscinetti freddi più estesi e intensi del mondo: il cuscinetto freddo Padano, spesso artefice di nevicate straordinarie e di temperature minime bassissime, inimmaginabili su tutti gli altri versanti Alpini che, invece, soffrono l’influenza Atlantica molto più direttamente.

E se la pianura Padana può vantare situazioni simili, è solo e soltanto per merito delle Alpi:

E sono solo due esempi, ma potremmo farne a bizzeffe.
E perchè limitarsi alla neve?
Vogliamo parlare della nebbia?

La pianura Padana ha il clima di pianura più vivace e interessante d’Europa proprio grazie alle Alpi, con fenomeni assolutamente rari e inconsueti in altre località a maggior ragione se pensiamo al nord/est, dove Emilia Romagna, Veneto e Friuli sono addirittura bagnate dal mare.

Tutto sommato, insomma, queste Alpi così da buttare non sono. Anche per il fohn: è vero che si verifica al nord con sole e caldo mentre nevica furiosamente sui versanti esteri dove lo ’stau’ determina accumuli nevosi eccezionali, ma è anche vero il contrario, cioè che quando nevica copiosamente nei versanti Italiani c’è il fohn in Francia, Svizzera, Austria e Germania, e che comunque anche il fohn e lo stau sono dei fenomeni estremamente affascinanti e suggestivi.

Dopotutto lo abbiamo già detto, pur senza le Alpi non cambierebbe quasi nulla al centro/sud in termini di neve.
Basti osservare l’orografia del nord dei Balcani, dove sorgono i Carpazi:

Eppure lì il gelo arriva lo stesso, perchè i Carpazi sono disposti in modo differente rispetto alle Alpi e le correnti hanno un’influenza diversa.
Certo non si può mettere su un piatto della bilancia uno spettacolo così imponente e autorevole come quello Alpino per avere in cambio un paio di gradi in meno senza per giunta sostanziali variazioni precipitative.

Queste sono le Alpi.
Più “delizia” che “croce”. A prescindere dai luoghi comuni …

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