Lo straordinario clima degli Stati Uniti d’America

Natale a New York o Capodanno a Miami? In tanti dall’Italia e dall’Europa sono partiti o stanno partendo per le festività negli Usa. E allora andiamo insieme a scoprire il fantastico mondo climatico, naturalistico e geografico di questo straordinario Paese.
Gli Stati Uniti d’America, con una superficie di oltre 9,37 milioni km² e con più di 310 milioni di abitanti, sono il quarto paese più esteso al mondo dopo Russia, Canada e Cina e il terzo più popolato dopo Cina e India.

Quasi interamente nell’emisfero boreale, gli Stati Uniti d’America sono una repubblica federale composta da 50 Stati, di cui 48 continentali più l’Alaska e le Hawaii. I 48 Stati continentali confinano a nord con il Canada e a sud con il Messico, e sono bagnati da entrambi i principali Oceani del mondo: a est dall’Atlantico e a ovest dal Pacifico.

L’Alaska, situato a nord/ovest del Canada, è lo stato più vasto con una superficie di 1.530.693  km², grande cinque volte l’Italia, ed è anche uno dei più belli dal punto di vista naturalistico. Le sue acque territoriali confinano con la Russia nello Stretto di Bering. Lo stato delle Hawaii è formato da un arcipelago localizzato nel centro dell’oceano Pacifico.

All’Akaska spetta anche il primato della vetta più alta del Paese, il Monte McKinley che raggiunge i 6.194 metri di quota sul livello del mare.

Il territorio degli Stati Uniti d’America è molto variegato: sulla costa orientale dell’Atlantico è pianeggiante, ma verso l’interno si trovano boschi e colline fin sulla catena montuosa dei Monti Appalachi che si sviluppano quasi parallelamente alla costa dal golfo del fiume San Lorenzo, in Canada, fino all’Alabama, per almeno 2500 km con vette anche elevate come il Monte Mitchell, che raggiunge i 2.037 metri di quota, o il Monte Washington che arriva a 1.917 metri.

Più a ovest, nel settore centrale del Paese, c’è a nord la Regione dei Grandi Laghi e a centro/sud le praterie del Midwest, attraversate dal Mississippi-Missouri che è il quarto sistema fluviale più lungo del mondo.

Nella regione dei Grandi Laghi, al confine fra Stati Uniti e Canada, si trovano alcuni tra i maggiori laghi del mondo, a partire dal più grande in assoluto dopo il mar Caspio, il Lago Superiore. Altri grandi laghi in parte o completamente in territorio statunitense sono il Michigan, l’Erie, lo Huron e l’Ontario.

I laghi sono comunicanti tra loro ma disposti a diverse altitudini, in particolare l’Erie riversa nell’Ontario le sue acque con un salto di 99 metri, formando numerose cascate come quelle, famosissime, del Niagara.

Le piatte e fertili praterie delle Grandi Pianure si estendono per svariate migliaia di chilometri e questa zona è tipicamente continentale, dove si formano i famosi tornado ambiti da tutti gli “stormchasers” del mondo, tanto che gli Stati di Oklahoma, Kansas, Arkansas, Missouri e Iowa, il nord-est del Texas, il Colorado orientale, il nord della Louisiana, il centro e il sud di Minnesota e Sud Dakota, il nord-ovest del Mississippi, il centro e il sud dell’Illinois, l’Indiana sudoccidentale, il sud-est e il sud-ovest del Nebraska, piccole aree dell’estremo ovest di Tennessee e Kentucky e alcune regioni del Wisconsin vengono inserite in un’area climatica chiamata “Tornado Alley” proprio per l’assidua frequenza e l’eccezionale violenza di questi fenomeni.

Ancora più a ovest sorgono le famose Montagne Rocciose, che si estendono da nord a sud per tutto il Paese, superando i 4.300 metri di altitudine nel Colorado.

Le Montagne Rocciose separano la costa occidentale del Paese, quella bagnata dalle acque dell’Oceano Pacifico, dalle Grandi Pianure del centro.

Nelle Montagne Rocciose sorge il Gran Lago Salato che con i suoi 4.400 km² di superficie è uno dei più vasti laghi salati del mondo.

Ancora più a ovest delle Montagne Rocciose, prima di arrivare nel litorale Pacifico, però, ci sono altre aree geografiche, molto importanti seppur relativamente “piccole” (se dimensionate alle grandezze degli Stati Uniti d’America), come le rocce del Gran Bacino e deserti come il Mojave.

Le catene montuose della Sierra Nevada e la Catena delle Cascate sorgono praticamente proprio sulla costa del Pacifico.

Anche negli Stati Uniti d’America ci sono molti vulcani attivi in tutta la fascia costiera che va dall’Arcipelago Alexander alle Isole Aleutine, in Alaska, oltre che nelle Hawaii. Poi c’è il supervulcano presente nel Parco Nazionale di Yellowstone, nelle Montagne Rocciose, che è il più grande vulcano presente all’interno della parte continentale degli Stati Uniti.

Il Paese è suddiviso in 5 grandi aree geografiche all’interno delle quali si inseriscono i 48 Stati continentali: si tratta della costa orientale (East Coast), il sud (South), il Midwest, la zona montana (Mountain states, compreso il Southwest), e la costa occidentale (West Coast).

Gli stati della costa orientale sono, da nord a sud, Maine, New Hampshire, Vermont (che non è sulla costa), Massachusetts, Rhode Island (il più piccolo in assoluto), il Connecticut, lo stato di New York, la Pennsylvania (che è vicino alla costa e la cui metà occidentale è spesso considerata parte del Midwest), New Jersey, Delaware, Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia, Florida. Gli ultimi 5 (dalla Virginia) vengono anche contati come stati del Sud.

Geograficamente questa zona comprende le montagne basse e molto antiche degli Appalachi, con un andamento da nord-est a sud-ovest, oltre a molte particolari locali come i fenomeni glaciali a nord, le faglie tettoniche della valle dell’Hudson, e la zona di origine calcarea (corallina) della Florida. Il corso dei fiumi è generalmente da ovest verso est. I fiumi tendono ad essere di lunghezza limitata ma ampi e dal flusso regolare. Le maree sono spesso forti, soprattutto al nord. Gli inverni sono freddi (nel nord) o moderati (al sud) e umidi, le estati ugualmente umide.

Le coste sull’Atlantico sono alte, frastagliate, ricche di insenature nella parte nord, dove si trovano anche l’estuario dello Hudson, e la baia di Baltimora o anche la conformazione costiera che ha dato lo spazio per la creazione di New York. Nella parte meridionale (da Capo Hatteras fino alla punta meridionale della Florida) sono invece più basse, spesso sabbiose. In Florida, dove ci sono molti laghi e paludi, le coste sabbiose si sviluppano in una complessa struttura di penisole e isole (le Florida Keys). Verso il Golfo del Messico la costa diventa via via più paludosa; si trova qui il vasto delta del fiume Mississippi.

Gli stati del Sud sono Virginia, Carolina del Nord/Sud, Georgia, Florida, e anche Virginia Occidentale (spesso considerato parte del Midwest), Kentucky, Tennessee, Alabama, Louisiana, Arkansas, Oklahoma, Texas (spesso considerato fra gli stati del sud-ovest). Questa zona comprende la parte meridionale (e le cime più elevate) degli Appalachi, e più a ovest l’altopiano d’Ozark. I fiumi comprendono le foci del Mississippi e del Rio Grande. La più grande influenza climatica viene dal Golfo del Messico, e determina inverni miti, umidità, e di tanto in tanto anche qualche uragano.

Gli stati del Midwest sono Ohio, Michigan, Indiana, Wisconsin, Illinois, Missouri, Minnesota, Iowa, Dakota del Nord, Dakota del Sud, Nebraska e Kansas. Sono in gran parte stati agricoli e industriali, freddi d’inverno, caldi d’estate, con clima da umido (verso est) a secco (verso ovest). È qui che si trova il “cuore” (“heartland“) degli Stati Uniti, ed è considerata la zona più “vera” americana.

Gli stati della zona montana sono Montana, Idaho, Wyoming, Nevada, Utah, Colorado, Arizona, Nuovo Messico. Gli ultimi quattro spesso anche considerati gli stati del sud-ovest. Soprattutto a sud la zona è secca, con molti deserti (deserto Sonorano) e le Montagne Rocciose. A nord ci sono inverni molto freddi ed estati miti, mentre a sud gli inverni sono miti e le estati calde. Questa è la zona meno abitata del paese, ed è dove si trovano molte delle destinazioni sceniche degli Stati Uniti, per esempio il Grand Canyon (Arizona) e Yellowstone (Wyoming).

La geografia della costa occidentale (Washington, Oregon, California) comprende montagne elevate (Sierra Nevada), vari vulcani, deserti (Valle della Morte), e zone molto umide (la costa, soprattutto a nord).

Le coste dell’Oceano Pacifico sono più uniformi rispetto a quelle orientali dell’Atlantico, generalmente sabbiose, in alcuni tratti rocciose ma quasi mai frastagliate tranne in qualche zona californiana (Baia di San Francisco).

Il clima degli Stati Uniti è molto vario, in quanto il Paese è vastissimo e comprende, al suo interno, quasi tutti i climi possibili e immaginabili al mondo. La parte più meridionale della Florida ha un clima tropicale grazie alla corrente del Golfo, così come alle Hawaii. Nei settori orientali, il clima è umido continentale negli Stati del nord e umido subtropicale in quelli del Sud. La  Corrente del Labrador rende particolarmente freddo il clima negli Stati più nord/orientali. Le Grandi Pianure del Midwest sono semi-aride. Gran parte delle regioni montane dell’Ovest sono caratterizzate da un clima alpino.

Il clima è arido nel Gran Bacino, desertico nel Sud-Ovest, è mediterraneo lungo la costa californiana, oceanico lungo le zone costiere di Oregon, Washington e Alaska meridionale. La maggior parte dell’Alaska rientra però nel clima subartico o polare. La costa del Pacifico è riscaldata dalla mite Corrente della California.

Negli Stati Uniti d’America sono frequenti anche fenomeni meteorologici estremi, con le regioni costiere lungo il Golfo del Messico soggette al rischio uragani e le grandi pianure centrali a violenti tornado.

Le zone più calde sono al confine con il Messico, nel sud/ovest degli Stati Uniti, specie nelle zone desertiche come la celebre Valle della Morte (Death Valley), in cui si raggiungono temperatura superiori ai +55°C, ma anche in altri posti come il Nevada, l’Arizona o la California del sud.

Il periodo migliore per visitare gli Stati Uniti non è univoco, dipende da quale zone di preciso volete visitare. Per gli Stati del Nord e quelli di Montagna, sconsigliamo l’inverno a meno che non desiderate trascorrere la settimana bianca su metri di neve o con il rischio di temperature polari. Per gli Stati del Sud sconsigliamo l’estate, in cui il caldo è fastidioso e spesso asfissiante. Per gli Stati del Midwest sconsigliamo la primavera in cui sono frequenti i tornado, e in autunno bisognerebbe evitare la cintura del Golfo del Messico che è a rischio uragani.

Per il resto, il clima nella costa occidentale del Pacifico è gradevole per tutto l’anno, quello della costa orientale dell’Atlantico lo è soprattutto in estate, quando sugli Appalachi e sulle Montagne Rocciose le temperature sono gradevoli senza eccessi nè caldi nè freddi.

Proprio in queste zone, la flora e la fauna rappresentano uno dei motivi di maggiore attrazione turistica del Paese, in quanto un territorio e un clima così vario determina una straordinaria eterogeneità di elementi da poter osservare. Inoltre la presenza, da molti decenni, di Parchi Nazionali a tutela del patrimonio naturalistico, garantisce un’ottima conservazione dello status naturale di piante e animali.

Famose e imperdibili le foreste di conifere, le sequoie secolari e i cactus delle zone desertiche. In tutto, nel Paese sono presenti circa 17.000 specie di piante vascolari e oltre 1800 specie di piante fiorite.

Per quanto riguarda gli animali, negli Stati Uniti si possono ammirare dai giganti come l’orso, il grizzly o il bisonte (anche se questo ha visto ridurre vistosamente il numero di suoi esemplari dal tempo in cui era il dominatore incontrastato delle praterie americane) fino ai serpenti, gli alligatori e a numerose specie di pesci e di volatili. In tutto, gli Stati Uniti sono la patria di oltre più di 400 specie di mammiferi, 700 specie di uccelli, 500 specie di rettili e anfibi, e 90.000 specie di insetti.

Sono presenti 58 parchi nazionali e centinaia di altri parchi, foreste e zone desertiche protette.