Analisi meteo: l’Europa potrebbe sprofondare nel gelo russo/siberiano, l’orso ci riprova dopo decenni…

Mentre scriviamo sta per nascere l’ennesimo colpo invernale per le zone adriatiche del Centro/Sud e per le zone appenniniche meridionali, dove a partire dalle prossime ore e tra la serata e la giornata di domani si manifesterà una moderata ondata di freddo e neve a quote molto basse per questi settori.

Il tempo infatti è già in peggioramento e le ultime ore di sole saranno sostituite da annuvolamenti e prime piogge  e nevicate a quote alte in via di sensibile abbassamento durante la giornata di domani, quando spirerà anche un forte vento di Tramontana e Gregale con raffiche molto forti nello Ionio e nelle zone esposte del Sud e Adriatico.

Ma gli occhi vanno subito a quello che potrebbe accadere dopo che tale moderato raffreddamento avrà cessato di coinvolgere queste zone, si perchè è in agguato una figura barica davvero estrema al quanto rara in questi ultimi anni, stiamo parlando del famigerato “Orso russo“.

Siamo dunque alla soglia di un vistoso cambiamento oppure dell’ennesimo fuoco di paglia dopo tanti eventi mancati eclatanti che sono rimasti solo li fermi in una ipotesi probabilistica da parte dei global model in questi ultimi anni?

Questa è una domanda che non potrà trovar risposta almeno per le sorti italiane fin quando non registreremo una costanza modellistica accertata dell’intero modellame perchè, proprio quando si sente l’odore del suo risveglio dopo anni o forse decenni di questa figura barica così rara ed estrema, la situazione va subito in subbuglio con enormi difficoltà da parte dei modelli ad inquadrare “l’antizonalità“.

Si perchè se ad oggi abbiamo una prosecuzione di run estremi da parte del modello inglese ecmwf, di altro aspetto è il suo collega gfs che vede un’incidenza maggiore del canadese e conseguente ritiro delle truppe russo/siberiane verso l’est nn avanzando verso Ovest in direzione del Continente europeo centrale e dunque far diminuire le possibilità molto gelide anche per le sorti italiane.

Una situazione che andrà senza dubbio monitorata perchè c’è un altro problema in più da vagliare, quello dell’attrazione delle figure bariche depressionarie che intanto andrebbero a formarsi sotto tale ponte di alta pressione che potrebbe collegarsi tra azzorrriano e russo.

Infatti a fine mese il modello inglese individua un canale basso mediterraneo presente ad ovest dell’Italia in sensibile approfondimento e di richiamo al gelo più crudo da E-NE direttamente dalle steppe russosiberiane che, trovando sbocco verso Ovest tracimerebbe con un clamoroso evento di enve e gelo come da anni o forse decenni non si vedeva in cosi tanta crudezza.

Il discorso cambia invece nelle visioni probabilistiche del modello americano gfs che invece si ostina a vedere un rinforzo del canadese che devierebbe tutto il gelo verso l’est rimanendo così nelle zone più orientali europee senza poter interagire con tali figure basso mediterranee e facendo fallire i tanti sogni dei molti appassionati di questo evento di burian puro che potrebbe manifestarsi nel Continente.

Per scoprire come andranno le cose dovremo aspettare e pazientare ancora qualche giorno per vedere quale dei due colossi si inchinerà a sua maestà Hp russo/siberiano oppure quale potranno essere i risvolti per le sorti italiane qualora il gelo potrebbe interagire con queste figure di bassa pressione nelle zone del basso Mediterraneo.