Il clima della Colombia, tra le mete ambite dagli amanti dei fenomeni meteo estremi

La Colombia, con i suoi 46 milioni di abitanti distribuiti su una superficie di 1.141.748 km², è un Paese molto importante da tanti punti di vista: innanzitutto per grandezza e popolazione. E’, infatti, il 4° Paese più esteso del Sud America (il 23° del mondo) e il 3° per popolazione (28° del mondo). E’ un Paese mediamente ricco, con il 4° PIL più alto fra i paesi dell’America Latina, soprattutto per produzione di caffè e l’esportazione di fiori, carbone e petrolio. La capitale, Bogotà, è una delle metropoli più grandi del mondo con quasi dieci milioni di abitanti. Il Paese, dalla storia antichissima, custodisce grandissime bellezze artistiche e culturali. Ma a prescindere da queste peculiarità sociali, economiche e architettoniche, la Colombia è molto interessante anche sotto il profilo ambientale, climatico, scientifico, geologico, meteorologico e naturalistico: è uno dei Paesi, insieme al vicino Venezuela, con la più grande biodiversità del pianeta e per questo viene considerato un autentico paradiso terrestre con moltissime aree incontaminate e tutelate da una specifica normativa sulle riserve naturali.

La Colombia è l’unico Paese del Sud America che si affaccia sia sull’Oceano Pacifico, a ovest, che sul Mar dei Caraibi, a nord. A nord/ovest confina con Panama, a sud con Ecuador e Perù, a nord/est con il Venezuela e a sud/est con il Brasile.

Alla Colombia appartengono inoltre molte isole. Le principali sono quelle dell’arcipelago di San Andrés, la Providencia e Santa Catalina. Sono Colombiani anche gli isolotti di Gorgona, Gorgonilla e Malpelo, situati al largo della costa pacifica e tutti di origine vulcanica. Nel Mar dei Caraibi sono situati, invece, gli isolotti e banchi di Roncador, Serrana, Quitasueno, Bajo Nuevo e Serranilla.

Il territorio Colombiano è molto interessante: il Paese sorge nell’estremo nord-ovest dell’America Latina, e si differenzia per sei regioni geografiche che, come vedremo in seguito, sono anche le rispettive aree climatiche del Paese. Queste Regioni sono quella amazzonica, quella delle Ande, quella dei Caraibi, quella insulare, quella dell’Orinoco e quella Pacifica.

Dal punto di vista geologico, la Colombia fa parte della cintura di fuoco del Pacifico, che rende la regione soggetta a terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche, perchè sorge sulla convergenza tra le placche di Nazca, quella caraibica e quella sudamericana. Nella Colombia, infatti, sorgono moltissimi vulcani tra cui il Galeras (alto 4.276 metri) che è il più attivo e che ha eruttato per l’ultima volta appena pochi mesi fa.

Il territorio colombiano è diviso in una regione montuosa a ovest ed una regione pianeggiante a est.

I monti che sorgono nei settori occidentali del Paese sono quelli della Cordigliera delle Ande, ramificata in tre distinte catene montuose denominate a seconda della loro posizione geografica relativa: Cordillera Occidental, Cordillera Central e Cordillera Oriental.

La superficie del territorio colombiano presenta rilievi nel cosiddetto Nudo de los Pastos e nel Massiccio Colombiano nella regione andina della Colombia da dove discendono le tre catene montuose, a nord.

A ovest, a partire dalla costa del Pacifico, si trova una pianura costiera, interrotta solo dal Serranía del Baudó, una delle più basse e strette catene montuose della Colombia, prossimo al confine con Panamá e delimitata dal corso del fiume Atrato, che fanno parte della zona denominata Chocó biogeográfico e con uno dei climi più piovosi del mondo.

La Cordillera Occidental è relativamente alta, e la più corta delle tre catene montuose, con un’altitudine massima di 4.764 metri di altitudine del vulcano Cumbal. La valle del fiume Cauca si trova tra la Cordillera Occidental e la Cordillera Central, parallelamente alla costa del Pacifico ed è indicata come fra le più adatte per l’agricoltura, nonostante sia soggetta ad alluvioni durante le stagioni delle piogge.

La Cordillera Central presenta numerose vette e vulcani, tra i quali il Puracé, il Nevado del Huila che con i suoi 5.700 metri sul livello del mare e la vetta più elevata delle Ande in Colombia, il Nevado del Ruiz (5.321 metri), il Nevado del Tolima (5.200 metri), il Nevado de Santa Isabel (5150 metri), il Nevado el Cisne, Nevado del Quindío e la Serranía San Lucas; tra queste montagne si trova la Valle d’Aburrá.

La Cordillera Central e la Cordillera Oriental sono separate dalla valle del fiume Magdalena, considerato il più importante fiume del paese, che scorre in direzione sud-nord e sfocia nel Mar dei Caraibi. Le cime della Cordillera Oriental sono moderatamente elevate, ma presentano numerosi bacini idrografici che portano acqua sia nel fiume Magdalena, sia al Rio delle Amazzoni e che al fiume Orinoco. La Cordillera Oriental è la più lunga delle tre catene montuose e si spinge fino al Venezuela, dove si divide nel Nudo de Santurbán. A metà della catena si trova l’Altiplano Cundiboyacense, e a nord c’è la più alta delle vette, la Sierra Nevada del Cocuy.

Il punto più elevato del paese è il Pico Cristóbal Colón, nella Sierra Nevada de Santa Marta, con un’altezza di 5.775 metri sul livello del mare. La Sierra Nevada è divisa dalla catena andina dalla Sierra di Macuira che si trova nella penisola de la Guajira.

Le montagne più alte della Colombia si segnalano per due curiosità: il Picco Cristoforo Colombo ed il Picco Simon Bolivar sono entrambe a 5.575 metri di altezza e tutte e due sono le più alte cime della Terra le cui pendici danno direttamente sul mare (litoranee).

Nel settore orientale del Paese ci sono i Llanos Orientales, dove il territorio è pianeggiante o dolcemente ondulato interrotto a occidente solo dal Massiccio della Guyana. L’area meridionale di queste grandi pianure presenta la tipica vegetazione fitta della foresta amazzonica mentre in quella settentrionale si trova la savana; questa regione pianeggiante copre quasi il 60% della superficie totale del territorio colombiano, ed è ricca d’acqua, con fiumi quali Putumayo, Caquetá, Meta e Guaviare, che si dirigono verso l’Orinoco o verso il Rio delle Amazzoni. L’unica formazione montagnosa di rilievo è la piccola Serranía de la Macarena. In queste aree, vive pochissima gente, infatti nonostante la Colombia sia un Paese montuoso solamente per un sesto della sua superficie territoriale, si può considerare uno Stato fondamentalmente andino perchè sulle Ande sono situate le città più popolose.

La Colombia è uno dei paesi con le maggiori risorse idriche del pianeta, e sul suo territorio si trovano cinque grandi bacini idrografici che svuotano le loro acque rispettivamente nel Mar dei Caraibi, nell’Orinoco, nel Rio delle Amazzoni, nell’oceano Pacifico e nel Catatumbo, quest’ultimo formato dai fiumi che discendono verso il Lago di Maracaibo. I principali fiumi della Colombia sono Caquetá, Magdalena, Cauca e Atrato; gli ultimi tre hanno la particolarità di dirigersi da sud verso nord.

Il clima del Paese è strettamente legato alle caratteristiche del suo territorio: la costa oceanica è molto piovosa, specie a nord; gli altipiani andini sono molto freddi e quasi desertici; la foresta amazzonica è molto piovosa e spesso alluvionata.

Nel territorio occidentale del Paese, quello più popoloso, l’alternarsi di montagne e vallate crea una grande variabilità climatica che va dai ghiacciai a 5.000 metri di altezza al caldo della pianura arida e umida.

Proprio per merito di questa straordinaria varietà climatica che garantisce l’esistenza di habitat così diversi tra di loro come la foresta tropicale, la steppa e la cordigliera andina, in Colombia esiste un patrimonio di flora di primissimo livello, con un gran numero specie di piante e di fiori, tra cui spiccano sicuramente la victoria amazzonica e le orchidee.

Stesso discorso per la fauna, con un vasto assortimento di animali che comprende numerose specie di uccelli (la Colombia è uno dei paesi al mondo in cui vivono più specie) che vanno dal maestoso condor andino al colibrì, felini come giaguari e puma, lama, alligatori, piranha, scimmie, pesci tropicali, tartarughe marine e squali. Per cercare di tutelare questo patrimonio di animali e di piante la Colombia ha istituito un gran numero di aree protette, circa una quarantina tra Parchi Nazionali, Aree Naturali e Riserve Protette. E’, dopotutto, uno dei Paesi (con il vicino Venezuela) che hanno la più grande biodiversità del pianeta.

Entrando nello specifico delle caratteristiche climatiche della Colombia, non possiamo parlarne senza dividere l’analisi in cinque aree rispettivamente per ogni zona geo-climatica del Paese, il cui andamento meteorologico è direttamente influenzato dai fenomeni del Niño e della Niña.

Lungo le coste settentrionali del Paese, dove il litorale Colombiano si affaccia sul Mar dei Caraibi, il clima è caldo-tropicale con la stagione delle piogge che va da maggio a novembre. Le piogge medie annue oscillano tra 2.000 e 2.500mm, sono quindi decisamente elevate, come le temperature medie che sono di circa +25°C. Più a est il clima è un pò più secco, addirittura nella penisola della Guajira, all’estremo nord/est Colombiano, il clima è quello della savana secca, con piogge durante i mesi di aprile e ottobre-novembre, mentre per tutto il resto dell’anno il clima è arido e siccitoso. La media annua di pioggia è di 270mm, mentre le temperature medie sono di circa 27°C.

L’altra costa del Paese, quella affacciata a occidente sull’oceano Pacifico, è invece interessata da un clima tropicale piovoso e umido durante tutto l’anno, che ne fa una delle zone più piovose della Terra nei suoi settori settentrionali, con una media annua di precipitazioni tra i 3.000 e i 6.000mm e con temperature medie annuali di circa +23°C. Più a sud, sempre lungo la costa del Pacifico, piove di meno il clima presenta anche una breve stagione secca di un paio di mesi, ma le medie pluviometriche sono sempre elevate.

Nella regione andina, che come abbiamo già scritto è la più importante del Paese sotto il profilo demografico e abitativo, si alternano due stagioni delle piogge e due stagioni secche. Le due stagioni delle piogge si hanno nei mesi tra aprile e giugno e tra settembre e novembre, mentre il principale periodo secco si ha nei mesi tra dicembre e marzo, il secondo più corto e meno secco tra luglio e agosto. Le regioni montane presentano un clima che varia in funzione dell’altezza, generalmente si riconoscono tre zone climatiche: la “Tierra Caliente” (sotto i 900 metri), la “Tierra Templada” (da 900 a 2.000 metri) e la “Tierra Fría” (tra 2.000 e i 3.000 metri di altitudine). La maggior parte delle aree andine del paese si trovano nelle ultime due zone climatiche. La “Tierra Templata” presenta temperature che variano tra i 18°C e i 24°C con piogge medie annue tra 1.000 e 2.500 mm, con due stagioni secche tra gennaio e marzo e tra luglio e settembre. La “Tierra Fria”, l’area dove si trova la capitale Bogotà (che sorge a 2.640 metri di altitudine), ha due stagioni delle piogge tra aprile e maggio e tra settembre e dicembre. Qui, nella capitale, cadono mediamente 1.000mm di pioggia l’anno e le temperature sono fresche, più o meno sempre come nelle coste del Mediterraneo in pieno inverno, o anche un pò più basse. La media delle minime oscilla tra i +5°C dei mesi più freddi e i +8°C dei mesi più caldi, quella delle massime oscilla tra i +14°C dei mesi più freddi e i +16°C dei mesi più caldi.

Nelle pianure centro-orientali del Paese, i cosiddetti Los Llanos, ci sono due definite stagioni pluviometriche: una secca tra dicembre e marzo e una umida e piovosa tra aprile e novembre. In queste regioni la media annua di pioggia varia tra i 1.000 e i 2.000mm mentre le temperature medie sono di circa +23°C.

L’area amazzonica della Colombia, infine, è interessata da un clima piovoso e umido durante tutto l’anno con una media annua di precipitazioni di circa 2.500 mm. Le temperature medie annuali sono di circa +23°C.

In generale, per quanto riguarda il Paese nel suo complesso, la temperatura è abbastanza “uniforme” durante tutto l’arco dell’anno, senza grandi sbalzi tra una stagione e l’altra. I cambiamenti si verificano in base ai microclimi, molto differenti anche a distanza di pochissimi chilometri (quelle per la Colombia, infatti, sono tra le previsioni meteorologiche più difficili del mondo!).

Il clima della Colombia attrae anche molti turisti “estremi”, gli appassionati dei fenomeni violenti dell’atmosfera: nella regione caraibica del Paese, infatti, si verificano inondazioni, trombe d’aria, tornado e forti venti, specie in particolare nelle vicinanze del dipartimento dell’Atlantico. Le regioni di La Guajira e l’arcipelago di San Andrés, Providencia e Santa Catalina sono anche esposte ai cicloni atlantici, la cui stagione va da luglio a novembre. Inondazioni e allagamenti sono frequenti, come abbiamo già visto, anche nelle pianure orientali dell’entroterra Colombiano.