Il vulcano Erta Ale nel Triangolo di Afar: un lago di lava in Etiopia, nella culla dell’umanità

Il triangolo di Afar è in queste ore tristemente sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo perchè nei pressi del vulcano Erta Ale sono stati uccisi 5 turisti europei uccisi e altre quattro persone sono state equestrate in un attacco terrorista avvenuto nella giornata di ieri in Etiopia. I morti sarebbero di nazionalita’ tedesca, ungherese e austriaca, mentre nella sparatoria sarebbero rimasti feriti due cittadini belgi. I sequestrati sarebbero in tutto quattro, due stranieri e due guide locali. Il Ministero degli Esteri italiano ha fatto sapere che ”alla luce degli ultimi riscontri effettuati, anche con le autorita’ etiopi, si esclude che vi siano cittadini italiani deceduti o feriti nella strage di Afar”. Ma a prescindere dalle notizie di cronaca, in molti si staranno chiedendo come mai questi turisti si trovavano lì e cosa c’è di bello da vedere in Etiopia. Proviamo allora a spiegare perchè vale assolutamente la pena di visitare questi luoghi così affascinanti, unici al mondo, pur rischiando di subire gravi conseguenze dovute all’instabilità sociale dei PAesi in cui si trovano.
L’Erta Ale e’ un vulcano attivo nella regione di Afar, una zona desertica ricca di bellezze naturali, nota anche per il ritrovamento di fossili di ominidi. L’accesso a quest’area e’ estremamente limitato e gli stranieri necessitano di un permesso ufficiale per visitarla. L’area attrae molte persone amanti dell’avventura, esploratori e archeologi.
Nella regione un turista francese scomparve nel 2004 senza lasciare alcuna traccia se non il suo zaino, mentre nel 2007 i ribelli rapirono un gruppo di europei, poi rilasciati.

Ma quello che i turisti cercano in questa zona è lo spettacolo della natura in una delle culle dell’umanita’: infatti i resti di una donna ominide scoperti nel 1974 sono considerati quelli della piu’ antica progenitrice dell’Homo Sapiens di cui sia mai trovata traccia. Famoso per il suo spettacolare lago di lava, l’Erta Ale, il monte che fuma, regala uno dei fenomeni vulcanici piu’ rari e affascinanti: il magma che dalle viscere della terra si riversa incadescente in un grande e profondo cratere. L’alta temperatura – 1200 gradi – consente il mantenimento dello stato liquido del lago. Il fenomeno e’ visibile a fasi alterne solo in altri tre vulcani del pianeta: il Kilauea nelle isole Hawai, l’Erebus in Antartide e il Nyragongo nella Repubblica Democratica del Congo. Per raggiungere il vulcano Erta Ale occorrono almeno tre ore di cammino attraverso incredibili resti di colate laviche, piccoli villaggi di capanne rotonde nel destero e cimiteri Afar, popolo di pastori nomadi, bellissime donne e guerrieri indomiti da sempre insofferenti all’autorita’ di Addis Abeba. Nel triangolo di Afar, detto anche ‘la porta per l’inferno’, nel 1974 il paleontologo statunitense Donald Johanson trovo’ il frammento di un osso che spuntava dal suolo. “Il battito del mio polso stava aumentando“, scrisse lo scienziato, “perche’ mi trovavo di fronte ad un antichissimo ominide“. Altri resti furono scoperti nelle vicinanze: pezzi di cranio, una mandibola, le ossa di un braccio, un femore. Il paleontologo capi’ subito che si trattava di un ominide di sesso femminile. E in omaggio al brano dei Beatles che impazzava in quel periodo, “Lucy in the sky with diamonds‘, la donna della pianura di Afar – considerata una delle piu’ antiche progenitrici dell’uomo con i suoi 3 milioni di anni – fu ribattezzata Lucy. Anche se gli operai etiopi che lavoravano nell’Afar vollero darle un nome diverso: Denkenesh, che significa “sei meravigliosa“.