Dopo il panel di esperti mondiali sul fronte dei cambiamenti climatici (Ipcc), arriva Ipbes, cioe’ la piattaforma interogovernativa fra scienza e politica sulla biodiversita’ e i servizi degli ecosistemi (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services). Il compito di questo nuovo strumento internazionale e’ ambizioso: fare da anello di congiunzione fra scienza e politica, per consentire ai decisori politici di basarsi sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili nel campo della biodiversita’, cioe’ il patrimonio natura. L’obiettivo finale e’ cercare di frenare la perdita mondiale di biodiversita’ e degrado degli ecosistemi, colmando appunto il gap di comunicazione fra gli esperti del settore, gli scienziati, e la politica. La prima sfida da affrontare per il nuovo organismo sara’ quella di occuparsi della prossima conferenza di Rio sullo sviluppo sostenibile (Rio+20) prevista il prossimo giugno, a vent’anni di distanza dall’apertura alla firma della Convenzione sulla diversita’ biologica. Per l’Ipbes la missione sara’ quella di riunire e rendere accessibili in maniera omogenea le informazioni e le attivita’ gia’ esistenti a livello mondiale nel campo della biodiversita’, stimolando uno scambio di dati e conoscenze. I campi di interesse sono tanti: dalla conservazione della natura alla tutela delle specie migratorie, fino alle specie in via di estinzione, le aree umide, la gestione agro-forestale. ”C’e’ una reale necessita’ – afferma Cyriaque Sendashonga dell’Iucn – di aumentare la compresione dei dati esistenti”. ”La creazione dell’Ipbes segna un nuovo capitolo nella storia delle politiche in materia di biodiversita’, – ha detto Barbara Di Giovanni, l’esperta dell’Enea in questo campo – in attesa che il tempo ci dica se l’accordo raggiunto porti nel futuro i risultati sperati”.
Onu: nasce “panel” dedicato alla biodiversità, si chiama “Ipbes”


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