“Non si tratta dell’estate più calda degli ultimi 50 anni, continuano le Meteo-Bufale. Come un utilizzo truffaldino dei dati meteorologici può fare notizia, con buona pace della climatologia e della scienza“: così i meteorologi del Centro Epson Meteo, Simone Abelli, Andrea Giuliacci, Flavio Galbiati e Daniele Izzo, commentano le ultime notizie diffuse da alcuni media secondo cui quella che stiamo vivendo sarebbe un’estate da record. “Non siamo davanti, per adesso, all’estate più calda degli ultimi 50 anni. Chi ha diffuso questo dato – scrivono – ha commesso errori gravi su concetti statistici e meteorologici. Vediamo perché:
- Chi ha diffuso questa notizia non ha specificato il periodo di analisi, forse dal solstizio (21 giugno). Quando si fanno i calcoli statistici occorre considerare l’estate meteorologica che inizia il 1 giugno perché a livello mondiale ci sia omogeneità con tutte le altre elaborazioni climatologiche che solitamente sono su base mensile (ossia considerano i mesi interi). Quindi per valutare la prima parte dell’estate bisogna partire dal 1 giugno e non a casaccio da qualche punto di comodo all’interno del mese.
- Sono state considerate solo le massime. Per capire se una massa d’aria è molto calda e fare eventuali confronti occorre considerare le temperature medie; in più, se si desidera valutare il livello di stress dovuto al caldo nell’arco delle 24 ore occorre considerare anche le minime notturne e quanto rimangono elevate.
- Non è dato sapere l’origine dei dati utilizzati. I nostri calcoli eseguiti sui dati ufficiali danno valori nettamente differenti: delle 4 città considerate solo Napoli e Bari sono state mediamente più calde quest’anno, mentre Bologna e Roma no.
- Lo scarto dalla media sicuramente non è di +6°C (forse nella fretta di fare la media fra due valori si è dimenticato di dividere per 2…). Rispetto alle medie climatiche dell’ultimo trentennio i nostri calcoli danno +2.4°C sulle Tmax, +2°C sulle Tmin e +2.2°C sulle medie.
E continuiamo questa analisi in dettaglio, basandoci su criteri scientifici.
La seguente tabella mostra i valori mediati sull’intero territorio italiano delle temperature massime, minime e medie nelle 4 decadi che vanno dal 1 giugno al 10 luglio:
Sono evidenziati i valori più elevati nei relativi confronti. Si nota una netta predominanza del 2003, tranne nella prima decade di luglio quando, a differenza di quest’anno si è avuto l’unico periodo di una settimana circa di tregua fra la seconda ondata di caldo terminata i primi giorni di luglio e la terza terrificante ondata che è durata più di 50 giorni dalla seconda decade di luglio all’inizio di settembre.
E’ facile arrivare a un ribaltamento dei risultati (ossia 2012 più caldo del 2003) se si considerano solo le ultime 2 decadi (3° di giugno e 1° di luglio), ossia se si parte dal solstizio d’estate. L’unico risultato importante da sottolineare prendendo le singole decadi è che la 1° decade di luglio è certamente molto calda e, come si vede, più calda di quella del 2003, ma insomma non ci vuole un genio: in questi stessi giorni quest’anno si è verificata un’ondata di caldo, mentre nel 2003 si è verificato l’unico periodo di tregua.
Quella adottata da chi diffonde queste notizie è una strana metodologia di calcolo che non ha nulla a che fare con la climatologia ed è guidata solo da motivazioni mediatiche. Infatti, per valutare correttamente le due stagioni estive prese in considerazione non si possono escludere dal calcolo le prime due decadi di giugno che, nel 2003, a differenza di quest’anno, hanno “ospitato” la prima intensa ondata di caldo della stagione durata una decina di giorni con conseguente stress termico accumulato nel periodo precedente il solstizio.
Per quel che riguarda l’estensione territoriale, nel 2003 la prima ondata (quella eliminata dai calcoli) ha interessato un massimo di 51% del territorio, mentre la seconda fino al 38%. Quest’anno la prima ondata ha riguardato un massimo del 30% del territorio, la seconda fino a 41%, mentre la terza appena cominciata per ora interessa il 32% d’Italia. Per capire l’irraggiungibilità dell’estate 2003 non è molto significativo analizzare l’inizio, quanto la seconda metà della stagione; eccovi allora qualche dato della terza intensissima ondata di caldo di quell’estate (11 luglio-1 settembre): durata = 53 giorni, estensione territoriale massima = 70%, giorni con estensione territoriale maggiore del 41% (per ora il massimo di quest’anno) = 21 giorni; senza contare gli svariati record di temperatura ancora imbattuti.
In definitiva questo utilizzo maldestro e truffaldino dei dati meteorologici va a favore della favoletta di questi signori e in aggiunta a tutte le altre fesserie, a discapito, come sempre, della corretta informazione che occorrerebbe garantire agli utenti“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?