Caldo record sulle montagne del Piemonte, sconsigliata l’ascensione del monte Bianco: troppi rischi

martedì 21 agosto 2012, 20:16 di

Negli ultimi giorni l’alta pressione di origine africana sta facendo raggiungere temperature record degli ultimi vent’anni in alcune localita’ montane piemontesi intorno ai 2000 metri. Lo riferisce l’Arpa Piemonte rilevando che lo zero termico e’ stato rilevato a quota 4700 metri circa il 19 agosto. Temperature molto alte sono state registrate in diverse stazioni sopra i 2000 metri: oscillano tra i 20 gradi del Rifugio Vaccarone (2745 metri), nel torinese, e i 26,1 gradi toccati al Colle del Sestriere a 2020 metri. Attualmente in pianura invece non sono stati registrati valori record e le temperature restano inferiori a quelle misurati negli ultimi vent’anni (tranne a Cameri). In gran parte dei capoluoghi di provincia la temperatura massima degli ultimi anni infatti e’ stata registrata tra il 9 e il 12 agosto del 2003. Secondo quanto riferisce l’Arpa l’alta pressione nord africana e le associate anomalie termiche e condizioni di afa permarranno fino a giovedi’. Successivamente una perturbazione atlantica contribuira’ a un graduale cedimento della forte struttura di alta pressione, riportando le temperature su valori consoni al periodo climatico, ma portando con se’ nuovi temporali.

Il Monte Bianco (foto d'archivio)

Caduta di pietre, ponti di neve instabili, presenza di ghiaccio: sono gli elementi che fanno sconsigliare in questi giorni l’ascensione ai 4.810 metri del Monte Bianco dalle ‘vie normali’ sul versante francese. L’Office d’haute montagne di Chamonix segnala che ”a causa delle frequenti cadute di pietre dal 19 agosto nel canale del Gouter (lungo la via piu’ frequentata che porta alla cima, ndr) e’ fortemente raccomandabile agli alpinisti di scegliere un’altra meta in attesa che le condizioni migliorino”. Per lo stesso motivo il campeggio sul ghiacciaio di Tete Rousse e’ stato vietato. Lungo l’itinerario che parte dal rifugio dei Cosmiques il pericolo e’ invece dato dal possibile crollo di seracchi nelle zone del Mont Blanc du Tacul e del Mont Maudit. La via piu’ sicura ma anche piu’ impegnativa – fanno sapere le guide alpine – e’ quella sul versante italiano che sale dal rifugio Gonella, sopra Courmayeur, dove comunque occorre fare ”molta attenzione nel passaggio sui ponti di neve e al ghiaccio”. Nelle altre classiche mete dell’alpinismo sulle Alpi valdostane, dal Monte Rosa al Gran Paradiso, ”le condizioni sono buone – spiega Alessandro Cortinovis, responsabile del Soccorso alpino – anche se bisogna sempre fare attenzione ai crepacci che si sono aperti in questi giorni di gran caldo”.

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