Venti forti e temporali flagellano le isole Canarie e le coste del Marocco, il grosso del maltempo ora si sposta sul Maghreb

martedì 5 marzo 2013, 02:28 di

La profonda circolazione depressionaria presente sul vicino Atlantico, con un minimo barico al suolo sceso sotto i 975 hpa, posizionato poco ad est delle Azzorre, ancor prima di dipanare un fitto “gradiente barico orizzontale” verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, ha apportato una intensa ondata di maltempo fra le Canarie e le coste marocchine, spazzate da venti burrascosi e da intensi rovesci di pioggia e temporali. Il suddetto vortice depressionario, centrato ad ovest del Portogallo con un minimo di 975 hpa (veramente profondo), è stato ben alimentato, lungo il suo bordo più meridionale, dal passaggio di un considerevole “Jet Streak” in quota (venti oltre i 200-220 km/h sopra gli 8500 metri) presente sul medio Atlantico. Il fortissimo “getto” in alta quota, associato a questo “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”),  è riuscito ad imprimere ulteriore vorticità positiva, favorendo a sua volta un ulteriore infittimento delle isobare e il conseguente rafforzamento del “gradiente barico orizzontale” fra l’Atlantico portoghese e il tratto antistante le coste del Marocco. Proprio nella giornata di ieri, lunedì 4 Marzo 2013, il maltempo ha picchiato duro sull’arcipelago spagnolo, ubicato a largo delle coste del Marocco, dove si sono verificati dei rovesci di pioggia e dei temporali che sono stati accompagnati da venti di burrasca molto intensi, da O-SO e Ovest, che hanno lambito punte di oltre gli 80-90 km/h nei punti meglio esposti.

Questo ampio ciclone extratropicale, approfondendosi ulteriormente, ha richiamato dalla sua base meridionale un impetuoso flusso di umide e temperate correnti occidentali, che dalle medio-alte latitudini atlantiche si sono velocemente dirette verso le Canarie e le coste marocchine, attraverso l’attivazione di forti venti, da O-SO e Ovest, tenuti in vita dal forte “gradiente barico orizzontale” associato al profondo e ampio ciclone extratropicale. Durante la giornata di ieri il sistema frontale, annesso alla profonda depressione oceanica, ha attraversato le Canarie, dopo aver dispensato delle piogge e dei temporali sparsi, per spingersi fin verso l’entroterra desertico del Marocco, con una enorme “Warm Conveyor Belt” che ha raggiunto l’Algeria occidentale. A seguito del fronte freddo, ancora esistente sul bordo più meridionale della circolazione ciclonica, si sono inseriti intensi venti di burrasca, da Ovest e O-NO, che nel pomeriggio di ieri hanno spazzato con forza l’intero arcipelago delle Canarie, trasportando masse d’aria decisamente più fresche e molto umide che hanno scalzato verso l’alto l’aria più calda presente lungo il settore pre-frontale, a ridosso delle coste marocchine. Il rapido ingresso delle più fresche masse d’aria oceaniche lungo il settore pre-frontale ha determinato una convenzione moderata, agevolando lo sviluppo di diverse “Cellule temporalesche” e piccoli “Clusters” nel tratto di oceano antistante le coste del Marocco e lo Stretto di Gibilterra.

Alcune di queste “Cellule temporalesche”, innescate dall’avanzata dell’aria più fredda a tutte le quote, pur muovendosi molto rapidamente in seno alle fortissime correnti occidentali in azione nella media e alta troposfera, hanno interessato le varie isole delle Canarie, per poi proseguire alla volta delle coste atlantiche marocchine, dove i sostenuti e umidi venti da SO e O-SO hanno pilotato i vari nuclei precipitativi sfornati dall’Atlantico. Una volta passato il fronte freddo le Canarie sono state spazzate dagli impetuosi venti da Ovest e O-NO, che hanno toccato picchi di oltre gli 80-90 km/h. A Tenerife, tra la tarda mattinata ed il primo pomeriggio, dopo il passaggio del fronte freddo, sono arrivati venti molto forti, da Ovest, poi ruotati più da O-NO e NO nel corso del pomeriggio, che hanno raggiunto un picco assoluto di ben 92.6 km/h da NO alle 03:30 PM. Durante la fase clou delle forti burrasche raffiche di oltre i 70-80 km/h sono state registrate in altre stazioni meteorologiche presenti nelle isole di Tenerife, Las Palmas, El Hierro e Fuerteventura, rimaste in balia delle forti correnti occidentali fino alla serata successiva. Ma i disagi maggiori sono stati prodotti dall’intenso moto ondoso sollevato dai venti burrascosi che hanno spazzato l’arcipelago spagnolo. Le forti burrasche da Ovest e O-NO che hanno investito le Canarie hanno agitato questa fetta di oceano, creando onde di “mare vivo” alte fino a più di 4.0-5.0 metri, ma con “Run-Up” di ben 6.0 metri ad ovest dell’arcipelago. Un moto ondoso piuttosto consistente che ha determinato l’interruzione dei collegamenti marittimi.

Le coste occidentali di El Hierro, La Gomera e Las Palmas sono state flagellate da pesanti mareggiate, con onde di oltre i 4.0-5.0 metri che si sono rotte con grande impeto lungo le rispettive scogliere di origine vulcanica. Ora il grosso del maltempo si sposta sul Marocco, in particolare lungo le coste atlantiche del paese africano, interessate dalla risalita, da SO, delle varie “Cellule temporalesche” già presenti sul vicino Atlantico. Nelle prossime ore piogge, rovesci e temporali, anche di moderata intensità, investiranno buona parte del territorio marocchino, con sconfinamenti fin sull’entroterra desertico più interno, dove risalirà l’ampia “Warm Conveyor Belt” pronta ad invadere il Mediterraneo centro-occidentale. Al contempo, l’aria fresca e più umida, di origine atlantica, pompata dall’ampio vortice depressionario, si muoverà verso i deserti della regione del Maghreb, con sostenuti venti al suolo da Ovest e O-SO che dal Marocco si spingeranno fino all’entroterra desertico algerino e all’area dei grandi “Erg” (dune di sabbia), determinando anche delle tempeste di polvere e di sabbia che si espanderanno, da SO a NE, a gran parte del Sahara algerino. Una volta insinuata in pieno deserto l’aria fresca e umida oceanica, in sfondamento da O-SO, andrà ad interagire con le masse d’aria più calde e molto secche che preesistono nei bassi strati sopra il Sahara algerino, determinando più ad est il conseguente richiamo di sostenute correnti dai quadranti meridionali che trasporteranno aria più calda, di origine sub-tropicale continentale, che dai deserti dell’Algeria meridionale e dalla regione del Fezzan (Libia meridionale) si muoverà verso le coste della Tripolitania e della Tunisia, originando anche dei drastici aumenti termici nelle suddette aree.

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