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Clima: dal Cnr un progetto per misurare la sabbia del Sahara che arriva sull’Italia

Se nell’aria delle nostre citta’ c’e’ una elevata concentrazione di polveri sottili qualche volta lo smog non c’entra e le cause sono naturali. COme per esempio in questi giorni le nuvole cariche di sabbia che arrivano dal deserto del Sahara. Ora il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha finalizzato un progetto per misurare l’incidenza di questo fenomeno naturale. I modelli meteorologici lo avevano annunciato: sabbia e nubi dal 25 aprile ai primi di maggio su tutta l’Italia. Piu’ difficile prevedere esattamente quanta sabbia sara’ rimossa dalle precipitazioni prima di arrivare a noi o dove e come si depositera’. Il progetto europeo Diapason (Desert-dust Impact on Air quality through model-Predictions and Advanced Sensors ObservatioNs), coordinato dall Istituto di scienze dell atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Tor Vergata (Rm) e finanziato nell ambito del programma Life , ha il duplice obiettivo di osservare, minuto dopo minuto, la distribuzione nell’atmosfera di queste polveri minerali e di fornire nuove metodologie per valutarne l’impatto sulla qualita’ dell’aria. Infatti, oltre a imbrattare auto e bucati, queste sabbie causano sforamenti dei limiti del PM10 (le cosiddette polveri fini) imposti dalla legislazione europea. Questi eventi naturali devono essere distinti da quelli causati dall inquinamento antropico per poter essere sottratti dal computo degli sforamenti , spiega Gian Paolo Gobbi, ricercatore Isac-Cnr e responsabile del progetto. Cosi’, i nuovi sensori laser sviluppati nell’ambito di Diapason hanno mostrato chiaramente come le sabbie siano arrivate sulla citta’ di Roma a meta’ giornata del 26, viaggiando tra 1000 e 4000 metri di quota, e come una decina di brevi eventi piovosi le abbia condotte a terra arabescando la citta’. A partire dal pomeriggio, le nubi disabbia si sono avvicinate al suolo, facendo scattare verso l’alto i livelli del PM10. E previsto che il trasporto dal Sahara portera’ ancora picchi di PM10 fino al 2 maggio, prevalentemente senza piogge gialle nel centro-sud, al contrario di quanto dovrebbe accadere sul nord Italia , conclude Gobbi. In collaborazione con ARPA Lazio, Diapason entrera’ a pieno regime la prossima estate, con tre stazioni di rilevamento che registreranno le dimensioni delle polveri e scandaglieranno il cielo di Roma da nord a sud.

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