Scienza: al via il progetto Wearhap, sistemi robotici indossabili anche per gli esseri umani

Ha preso ufficialmente il via il progetto europeo Wearhap che porra’ le basi per nuove tecnologie di tipo indossabile in grado di connettersi con il nostro sistema ”sensorimotorio”. Coordinato dall’Universita’ di Siena, sotto la guida del professor Domenico Prattichizzo, il progetto vede la partecipazione di un consorzio di universita’ e centri di ricerca di tutta Europa, di cui fanno parte per l’Italia anche l’Universita’ di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e la Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Il progetto Wearahp, che avra’ una durata di 4 anni e potra’ contare su un finanziamento di 7.700.000 euro, stanziato dall’Unione Europea, e’ stato presentato questa mattina in conferenza stampa, presso il dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche dell’Universita’ di Siena, a margine del kick off meeting in corso fino a domani. Il progetto intende porre le basi scientifiche e tecnologiche per lo sviluppo di sistemi robotici estremamente indossabili in grado di interagire tattilmente con gli uomini: un concetto innovativo che rivoluzionera’ il modo in cui gli esseri umani collaboreranno con i robot, attraverso strumenti di comunicazione non verbali che coinvolgeranno il tatto. Un progetto i cui esiti potranno avere applicazioni soprattutto in campo medico e dell’interazione sociale. ”Sono molto felice per questo risultato – ha detto il rettore Angelo Riccaboni, intervenuto alla presentazione – in quanto Wearhap e’ un progetto di grande valore, i cui esiti avranno positive ricadute sociali e di sviluppo, in coerenza con le priorita’ strategiche dell’Ateneo, con la sensibilita’ del Ministero e con gli obiettivi della ricerca piu’ avanzata in ambito internazionale. E’ molto importante mostrare che a Siena si puo’ realizzare un nuovo modello di sviluppo basato sulla conoscenza e le competenze, sostenuto dall’Universita’, capace di competere con iniziative di eccellenza su scala mondiale. Su progetti come Wearhap l’Universita’ di Siena sta costruendo il proprio rilancio, a vantaggio di un territorio che dovra’ sempre di piu’ relazionarsi a livello internazionale”.
”Si tratta di un progetto che ci riempie di entusiasmo – ha detto il professor Prattichizzo – che ha un coinvolgimento ampio di prestigiosi gruppi di ricerca in tutto il mondo. In Toscana e’ concentrato oltre il 40% del finanziamento ottenuto e questo ci riempie di orgoglio. Ci occuperemo del cuore tecnologico di innovazioni che davvero cambieranno il rapporto tra uomo e robot, consentendo di riprodurre a distanza oltre ai contenuti visivi e audio, come avviene ora, anche dati sensoriali tattili. Mi fa piacere sottolineare che a Siena, grazie al progetto Wearhap, lavoreranno 12 giovani ricercatori”. Gli studi eseguiti in Wearhap porteranno sulla nostra pelle la rivoluzione che il Sony Walkman ha portato alle nostre orecchie e che gli occhiali di Google prevedono di portare ai nostri occhi. E cioe’ la rivoluzione che ha reso possibile ascoltare musica e guardare immagini e comunicare in modo molto naturale mentre si cammina o mentre si fanno altre attivita’ che non richiedono di essere seduti di fronte ad una scrivania. Cosa si potra’ fare grazie agli studi del progetto Wearhap? Immaginiamo un mondo in cui, grazie a nuovi strumenti robotici indossabili, sara’ possibile condividere, interagire e collaborare con qualcuno o qualcosa che e’ lontano da noi, condividendo le stesse sensazioni tattili. Gli sviluppi previsti dalla rivoluzione tecnologica e scientifica del progetto Wearhap sono applicabili a tutti gli ambiti della nostra vita, dalla medicina all’interazione sociale tra le persone, dallarobotica ai social media e all’assistenza sanitaria.
Alcuni particolari aspetti applicativi che il progetto sviluppera’ sono: la comunicazione tattile con soggetti affetti da deficit cognitivi: il progetto Wearhap fornira’ efficaci strumenti scientifici per sollecitare attivamente, tramite sensazioni tattili, pazienti con gravi danni cerebrali, al fine di comunicare con loro e migliorare il loro livello di coscienza; lo sviluppo di applicazioni videoludiche: il progetto Wearhap arricchira’ l’esperienza videoludica con la possibilita’ di toccarne, letteralmente, i contenuti virtuali con le nostre mani e con il nostro corpo, senza alcuna restrizione. E ancora, la condivisione e l’interazione tattile con qualcuno o qualcosa che e’ lontano da noi: il progetto Wearhap permettera’ di azzerare le distanze tra due o piu’ persone, rendendo possibile la condivisione delle sensazioni tattili, aggiungendo alle tradizionali videochiamate la straordinaria esperienza del tocco; l’incremento e il miglioramento dell’interazione e della cooperazione tra uomo e robot: il progetto Wearhap aumentera’ in maniera straordinaria il livello attuale di interazione tra uomo e robot, introducendo la possibilita’ di riprodurre sull’uomo le sensazioni tattili delrobot. Un esempio puo’ essere visto nell’esplorazione di ambienti pericolosi, dove i risultati del progetto WEARHAP daranno la possibilita’ all’uomo (al sicuro all’esterno) di vedere e soprattutto sentire quello che i robot vedono e sentono all’interno. Da robot complessi a nuovi robot indossabili. ”Nonostante i sistemirobotici per interazione tattile siano oggi ampiamente utilizzate nei centri di ricerca e nei laboratori delle Universita’ – ha spiegato il professor Prattichizzo – il loro utilizzo nella vita quotidiana rimane fortemente limitato. La causa principale e’ che, tradizionalmente, sono state concepite come strutture fisse e ingombranti e, solo recentemente, abbiamo iniziato a vedere interfacce piu’ piccole e maneggevoli. Il progetto Wearhap sfruttera’ questa rivoluzione e cambiera’ il modo di concepire l’uso delle interfacce tattili: da strutture fisse a dispositivi piccoli, leggeri e soprattutto indossabili”.
I robot indossabili di Wearhap saranno in grado di aiutare gli ipovedenti a svolgere i compiti giornalieri, come quello di muoversi in un supermercato. Nel campo medico si svilupperanno protocolli utili per la riabilitazione che, essendo basati su tecnologie indossabili, potranno essere usati in ambito domestico e non solo nei centri specializzati. Queste tecnologie di comunicazione tattile saranno sperimentate anche per interagire con pazienti in stato vegetativo. Il progetto Wearhap ha nel suo Dna le applicazioni di tipo medico ma intende sviluppare metodologie e tecnologie cosi’ generali da poter essere utilizzate anche nel gaming e nell’interazione tra uomini e robot come quelle che avvengono nelle celle di produzione di fabbriche altamente specializzate. ”La Commisisone Europea – ha concluso Prattichizzo – ha creduto in questo progetto che con la forza del suo consorzio sara’ in grado di mostrare grandi risultati. Il lavoro e’ gia’ iniziato e dalle prossime settimane cominceremo a presentare i primi sviluppi delle ricerche”.