Dopo essere entrata nel nostro sistema solare interno, la cometa Lemmon (C/2012 F6), si sta rapidamente allontanando dal Sole. Al momento è visibile nella costellazione di Pegaso nel cielo orientale prima dell’alba, e brilla come una stella di settima grandezza, visibile quindi con l’ausilio di un telescopio amatoriale. In queste sere la cometa sembra mostrare un evento di disconnessione della coda. Se l’intensità del vento solare aumenta ad un livello sufficiente, le linee del campo magnetico ad esso associato si stringono attorno alla cometa, e ad una certa distanza lungo la coda, oltrepassata la chioma, si verifica la riconnessione magnetica. La coda perde la propria continuità (si “spezza”) e la porzione oltre la disconnessione si disperde nello spazio. In questi giorni stiamo assistendo a vari flare di classe X (i più intensi nella classificazione dell’attività solare), che stanno anche causando dei blackout radio ad alte frequenze, ma è difficile ipotizzare che essi siano i responsabili. La cometa si trova sul lato opposto rispetto alla regione attiva da cui sono scaturiti i brillamenti, tuttavia, con un’attività solare così alta, non si può far altro che monitorare l’astro e valutare se possa esistere una correlazione tra i fenomeni. Ciò che sappiamo, è che le comete sono molto sensibili al vento solare, ma a volte, nei loro passaggi radenti con la nostra stella, riescono sorprendentemente a uscirne illese. Sono state osservate diverse occorrenze di tali eventi. Degna di nota è la disconnessione della coda della Cometa Encke avvenuta il 20 aprile del 2007, quando la cometa è stata investita da un’espulsione di massa coronale. Proprio nella giornata di domani è atteso l’impatto di un flusso di particelle cariche verso il nostro campo magnetico, il quale dovrebbe generare qualche ulteriore disturbo geomagnetico.
Disconnessione della cometa Lemmon: forse a causa della recente attività solare


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