Il calendario segna primavera, ma il nord e’ ripiombato oggi in un clima invernale: pioggia e calo della temperatura di 15 gradi a Milano, cime imbiancate in Valtellina e Liguria, acqua alta a Venezia, lago d’Iseo a rischio esondazione e Giro d’Italia costretto ad annullare la tappa di oggi e a modificare quella di domani. La Lombardia e’ la regione piu’ colpita dal maltempo con temperature in picchiata anche nei capoluoghi: circa 6 gradi a Milano e in Brianza (tra Lecco e Monza), 7 gradi a Bergamo, Sondrio e Lodi. Numerose le chiamate ricevute dai vigili del fuoco di Milano per cadute di alberi: alcuni si sono abbattuti su diverse auto e una persona e’ rimasta ferita. Nel Bergamasco coltre bianca oltre i 1.500 metri e la temperatura ha toccato i -10 gradi centigradi a Foppolo. Fitte nevicate sopra gli 800 metri, pioggia sul fondovalle e temperature in picchiata su tutta la provincia di Sondrio.
Una bufera di neve ha imposto stamane la chiusura della statale 38 dello Stelvio e in numerosi centri della provincia piu’ a nord della Lombardia hanno ripreso a funzionare i riscaldamenti nelle abitazioni private. Cime delle montagne imbiancate sopra i mille metri e temperature invernali anche nel Comasco. Livello record e rischio esondazione per il lago d’Iseo, nel Bresciano: +5 centimetri in 48 ore e +20 centimetri al di sopra della media del periodo. Un nubifragio ha colpito il Comune di Volta Mantovana, dove e’ esondato il canale Caldona che ha invaso nella frazione Cereta buon parte delle case, fatte sgomberare. L’ondata di maltempo non ha risparmiato le altre regioni del nord e in particolare il Veneto: acqua alta a Venezia, pioggia in pianura e neve sulle zone dolomitiche, con Cortina d’Ampezzo e gli altri paesi di fondovalle, da Sappada a Falcade, imbiancati come in inverno.
A mezzogiorno la massima di marea nella citta’ lagunare ha toccato i 101 centimetri sul medio mare, accompagnata dal fenomeno dell’acqua alta. Freddo e bora hanno sferzato il Friuli Venezia Giulia, con temperature scese ai livelli del 1976. Colpo di coda invernale anche in Liguria con neve in Val d’Aveto e in Valle Scrivia, mentre sulle coste i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per rimuovere alberi caduti per il vento fortissimo. Lo stesso e’ avvenuto a Roma: i vigili della capitale hanno ricevuto 140 richieste di intervento in quattro ore per 25 alberi abbattuti dal vento. A causa del maltempo la direzione del 96/o Giro d’Italia di ciclismo ha prima annullato la tappa di oggi, la Ponte di Legno-Val Martello, e poi si e’ vista costretta a modificare quella in programma domani, da Silandro alle Tre Cime di Lavaredo, viste le pessime previsioni meteo. Intanto la Coldiretti ha chiesto lo stato di calamita’: l’andamento climatico ha sconvolto i normali cicli delle coltivazioni con danni incalcolabili per l’agricoltura. Secondo l’organizzazione, la ‘primavera pazza’ – con una temperatura inferiore alla media di 3,2 gradi – ha gia’ rovinato almeno il 30 per cento dei raccolti delle regioni del Nord.
I CAMPI SOFFRONO: -35% POMODORI, -30% RISO. NORD ITALIA IN GINOCCHIO, COLDIRETTI CHIEDE STATO CALAMITA’ – La primavera pazza e ricca di piogge, con vere e proprie ‘ricadute’ invernali di neve e gelo, manda in tilt i raccolti nei campi, provocando seri danni soprattutto al Nord dove si stimano perdite dei raccolti tra il 30 e il 50%. Coldiretti ha chiesto oggi lo stato di calamita’ al governo, sottolineando che alla ‘caporetto’ nelle campagne provocata dal maltempo non si sottrae nessuna semina o albero da frutto: crollo delle rese tra il 30 e il 35% per i pomodori e gravi perdite anche per l’ortofrutta: per mele e pere, angurie e meloni il danno oscilla dal 30 al 35% del raccolto. Per il riso si prevede un calo di circa il 30%. La semina del mais e’ in ritardo di quasi due mesi, con stime di una riduzione delle rese dal 30 al 50%; la semina della barbabietola da zucchero non e’ neppure iniziata ed e’ stato preso l’intero primo sfalcio di foraggio, quello che garantisce il 50% del prodotto alle stalle. Problemi anche su frumento, orzo e triticale, mentre si registra oltre un mese di ritardo per la semina della soia. In particolare la Coldiretti lombarda sottolinea come i terreni della Pianura padana siano ridotti a mezze paludi e gli agricoltori debbano fare i conti con la distruzione delle semine appena fatte sperando che il tempo tempo dopo settimane di pioggia battente. La temperatura massima nel Nord Italia nella seconda meta’ di maggio – rileva Coldiretti – e’ stata 3,2 gradi centigradi inferiore alla media del mese, caratterizzato anche da un 24% di pioggia in piu’. Nelle campagne, oltre al problema dell’eccesso dell’acqua – avvertono gli agricoltori – c’e’ anche quello dei funghi e dei parassiti che con il clima umido trovano il loro habitat ideale. E dopo tanta umidita’ – osservano gli addetti ai lavori – anche l’arrivo immediato del bel tempo non sarebbe sufficiente a mettere in sicurezza gli alberi da frutta e i vitigni


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