Misurata la luce dell’universo dall’istante del big bang

gammaraysblazarLa maggior parte dei fotoni (particelle di luce) che sono stati irradiati da tutte le galassie che siano mai esistite sta tutt’ora viaggiando attraverso l’Universo. Ne deriva che, se potessimo misurare accuratamente il numero e l’energia di tutti questi fotoni riusciremmo a scoprire i segreti della natura, dell’evoluzione dell’Universo.

La luce emessa da tutte le stelle e galassie mai esistite, viene definita luce extragalattica di fondo (Extragalactic Background Light, EBL). La sua evoluzione negli ultimi cinque miliardi di anni, è stata analizzata con l’aiuto di telescopi, sia terrestri che presenti su veicoli spaziali, e pubblicata sull’ Astrophysical Journal da Alberto Dominguez e altri 6 coautori, un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall’Universita’ della California.

Gli astrofisici hanno trovato un modo per aggirare il fatto che la Terra si trovi in un luogo di per sé luminoso, al centro di una galassia e in un sistema solare molto luminosi: misurare la EBL indirettamente, attraverso la misurazione dell’attenuazione – cioè, l’assorbimento –  di raggi gamma ad altissima energia emessi da blazar (una sorgente altamente energetica associata a un buco nero supermassiccio che si trova al centro della galassia ospitante) molto distanti: i fotoni emessi da queste fonti possono infatti scontrarsi con i fotoni della EBL e disperdersi: misurando la differenza tra luce che dovrebbe arrivare e quella che effettivamente arriva, i ricercatori hanno potuto misurare con grande precisione l’entità della EBL. Si tratta tra l’altro, di una misurazione che avviene per la prima volta nella storia, e ha un grande significato per la ricerca: si ha la possibilità, scoprendo lo spazio esterno più lontano, di conoscere con più accuratezza lo spazio più lontano nel tempo.