Zheng He, il Cristoforo Colombo cinese

01di Saverio Spinelli – I Cinesi hanno fatto sempre le cose in grande, anzi molto in grande (basti  pensare alla grande Muraglia). E ciò fu anche in campo marittimo:   durante la dinasta Ming  la Cina  costruì la più colossale flotta mai esistita sulla Terra. Ma ciò nonostante non furono i Cinesi, ma le potenze europee  a conquistare il mondo. Vediamo come mai.

Ai primi del ‘400 l’Imperatore cinese Zhu Di ordinò la costruzione di una flotta al fine di esplorare il mondo. Come era caratteristica dei Cinesi, questi non si limitarono ad allestire  tre semplici caravelle e imbarcarvi un centinaio di uomini, come Cristoforo Colombo, solo dopo vari tentativi,  sarebbe riuscito a fare circa 90 anni dopo. Bensì costruirono una flotta di ben 300 navi, ognuna lunga oltre 120 metri e larga oltre 50, alta come un palazzo a dieci piani e dotata di 12 vele.
03L’equipaggio era anch’esso imponente: oltre 28.000 uomini.Tanto per avere un’idea delle proporzioni, le caravelle portoghesi erano imbarcazioni di 20/30 metri  larghe  5 o 6 e dotate di 3 vele e con un equipaggio costituito da 20 a 50 uomini. Dall’’immagine, in cui sono raffigurate due navi dell’epoca, una nave imperiale cinese  e la tipica nave iberica d’esplorazione, è possibile fare il raffronto tra i due tipi di imbarcazione.

Il comando di quella colossale flotta fu dato a Zheng He, Ammiraglio imperiale, un eunuco di corte di religione musulmana, che già dal primo viaggio si guadagnò onori e gloria.

Dalla carta geografica a lato si possono vedere le rotte percorse dalla flotta di Zheng He il quale,  nel giro di circa 30 anni, oltre ad aver visitato  paesi “vicini” come Giappone,  Corea,  Malesia ed Indonesia ,  giunse in India, Ceylon, Arabia  e persino sulle coste di Kenya e Somalia.

02Alcune fonti asseriscono che la flotta di Zheng he si  sarebbe spinta anche fino all’Australia, la Nuova Zelanda e l’Antartico, per giungere addirittura nelle Americhe. Di fatto, alcuni ricercatori hanno recentemente trovato, tra la popolazione dell’Africa Orientale, elementi di DNA cinese, forse le tracce di quei viaggi. Ma quelle esplorazioni costavano, come è comprensibile,  moltissimo e non tutti, alla corte dell’Impero cinese, ne erano favorevoli. Tra questi vi erano sacerdoti, che asserivano che le esplorazioni  non avevano e non avrebbero portato alcun beneficio economico.

Fu così che, dopo  morte di Zheng He, avvenuta a Calcutta nel 1433, al ritorno in patria della più grande flotta concepita fino a quei tempi e che mai sarebbe stata  realizzata per molto tempo ancora, convinsero l’imperatore a farla smantellare, decretando che non c’era nulla di interessante da scoprire al di fuori dei confini del Celeste Impero e, di fatto,  lasciando alle potenze occidentali il ruolo di scopritori e  conquistatori dei  nuovi territori del mondo  ed il compito di popolarli.

Ed è probabilmente grazie a questa circostanza che in Australia e Nord America oggi si parla l’inglese, in Sud America lo spagnolo ed in Africa per lungo tempo le lingue ufficiali furono solo quelle europee.

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