La cometa ISON oltre l’orbita di Marte: osservate le prime variazioni dovute all’influenza del Sole

Ison e MarteLa cometa C/2012 S1  (ISON) ha varcato la cosiddetta linea di gelo, il punto oltre il quale l’astro chiomato comincia a subìre in maniera netta l’influenza del Sole. Nelle ultime ore gli osservatori hanno cominciato a notare un allungamento della coda con la comparsa di getti di materiale. Questo è un segno inequivocabile di come il calore solare stia cominciando a far sublimare i materiali volatili di cui è composto. Nei prossimi giorni la sua magnitudine dovrebbe rapidamente diminuire, anche se al momento ISON presenta una luminosità inferiore di un paio di magnitudini rispetto alle previsioni di qualche mese fa. C/2012 S1 si trova a poca distanza da Marte, ed è a due soli mesi dal perielio, quando avrà un incontro ravvicinato con il Sole. Nel cielo notturno la cometa si trova a soli 2 gradi dal pianeta rosso, nella costellazione del Leone, anche se la sua magnitudine (11-12°M) la rende 600 volte più debole della stella meno brillante visibile ad occhio nudo. Per osservarla, pertanto, è necessario l’ausilio di un buon telescopio amatoriale e di un luogo buio, lontano da fonti luminose. La luce di una cometa, molto diffusa, differisce da quella puntiforme di una stella, complicando le osservazioni a parità di magnitudine. Ecco perchè al momento, è consigliabile l’utilizzo di telescopi di generosa apertura, diciamo oltre i 20-25 cm.
IsonIn queste ore un ipotetico osservatore marziano vedrebbe ISON senza l’ausilio di alcuno strumento ottico. Essa si trova a soli 10,8 milioni di km dal pianeta rosso, quindi 30,5 volte più vicina di quanto non lo sia dalla Terra. La sua luminosità dal pianeta dovrebbe attestarsi intorno alla quarta magnitudine, ben visibile quindi ad occhio nudo come una macchia sfocata nel cielo con una coda di circa tre gradi. Nonostante la minima distanza raggiunta ieri, la sua vicinanza prospettica con Marte sarà minima il 15 Ottobre, quando sarà a soli 1,1 gradi sopra e alla sinistra del pianeta che brilla attualmente di 1,6 M. Questa vagabonda cosmica, in arrivo dalla lontana nube di Oort e al suo primo viaggio nel sistema solare interno, rischia di affascinare miliardi di persone sulla Terra. Nonostante le previsioni preliminari con tutta probabilità sovrastimate, ISON potrebbe brillare nei nostri cieli proprio nel periodo natalizio, accostando il suo fascino a quello delle tradizioni cristiane. La campagna osservativa è ormai entrata nel vivo; non resta che attendere e sperare che il cielo voglia regalarci lo spettacolo celeste più bello degli ultimi decenni.