Refugee Shelter: la casa prefabbricata ed ecologica progettata da Ikea per ridare...

Refugee Shelter: la casa prefabbricata ed ecologica progettata da Ikea per ridare dignità ai rifugiati

CASA IKEA OK - CopiaIl grande colosso svedese IKEA, oltre ai mobili da trasportare e montare in confezioni flat-pack, ha ora progettato le case flat-pack, ossia case prefabbricate per i rifugiati. La Fondazione IKEA, in collaborazione con un gruppo di designer dell’Unità immobiliare per i rifugiati e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha messo a punto un progetto per dare a milioni di bambini e famiglie di rifugiati, costretti ad abbandonare ogni anno le loro case, un posto migliore in cui vivere. Il risultato di questa collaborazione è il “Refugee Shelter”, un edificio leggero, con due porte, 18 metri quadrati di spazio vitale , pensato per essere assemblato in 4 ore, che è in grado di ospitare almeno 5 rifugiati, termine con cui l’Agenzia delle Nazioni Unite rappresenta le persone in fuga a causa delle persecuzioni e della paura della violenza, che vivono in campi, in media per più di 12 anni, distinte dagli sfollati interni, che sono gli individui che non hanno varcato i confini internazionali per trovare rifugio, ma sono rimasti nei loro paesi d’origine.

INTERNO IKEA - CopiaSono all’incirca 44 milioni i rifugiati e gli sfollati in tutto il mondo, che hanno la necessità di avere un tetto sopra la testa. La Fondazione IKEA, che da anni collabora con l’Unicef, si prefigge di migliorare la vita dei bambini e dei giovani delle comunità più povere del mondo, tramite una rete di programmi e finanziamenti a lungo termine, in grado di produrre cambiamenti profondi e duraturi. Avvalendosi dell’aiuto di partner strategici, mira a raggiungere risultati su larga scala, riassumibili in 4 obiettivi primari: 1) dare ai rifugiati un posto da chiamare “casa”, 2) far vivere loro una vita sana, 3) assicurare una formazione di qualità, 4) un reddito familiare sostenibile. Avendo di mira questi punti fondamentali, entro il 2015 circa 100 milioni di bambini potranno beneficiare di programmi di questo tipo.

PROFUGHI IKEA - Copia Per Heggens, amministratore delegato della Fondazione IKEA, così come il colosso svedese cerca soluzioni innovative per facilitare la vita domestica di molte persone, così la Fondazione, avvalendosi dell’aiuto delle sue organizzazioni partner, sta cercando di migliorare la vita di numerose famiglie che hanno perso la casa e sono state private dei loro affetti più cari. Il Refugee Shelter, ossia la casa prefabbricata IKEA, si pone come alternativa alle tende tradizionali che durano in genere solo 6 mesi, offrendo una durata di almeno 3 anni e mezzo,assicura una maggiore sicurezza e ridà dignità alla vita dei profughi dei campi d’Etiopia, del Sudan e del Bangladesh, toccando punti fondamentali, quali l’educazione e il ricongiungimento familiare. Le case prefabbricate sono confezionate in un paio di scatole piatte, facili quindi da trasportare e da costruire e leggere, rappresentando però un giusto compromesso tra proprietà meccaniche, resistenza strutturale, costo e privacy, essendo quindi abbastanza forti da resistere alle dure condizioni dei campi profughi.

RIFUGIO IKEA - CopiaIl Refugee Shelter è costituito da una rete ombreggiante, ossia uno schermo esterno che fornisce il 70% di riflessione solare durante il giorno, agendo come isolante per trattenere il calore di notte, evitando la sua dispersione durante i giorni freddi. La casa prefabbricata ha un telaio autoportante in acciaio, mentre i pannelli sul tetto sono fatti della stessa plastica resistente usata per le porte ed il materiale utilizzato per il rivestimento è un nuovo polimero, chiamato Rhulite, che consente alla luce di illuminare l’ambiente durante il giorno, senza però proiettare le ombre internamente, durante la notte. Il sistema fotovoltaico è composto non solo dal pannello solare, ma anche da una lampada da tavolo a LED con porta USB, che serve a ricaricare i cellulari, in modo da evitare ai profughi di spendere i loro miseri risparmi per comprare candele e karosene. Il progetto in questione risale al 2008 ed è stato ispirato in parte dallo tsunami del 2004 che ha devastato i paesi del sud-est asiatico. Non solo mobili per i più fortunati che vogliono arredare le loro abitazioni, ma un enorme gesto solidale verso i più bisognosi.

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