Continua il boom dei ghiacci dell’Antartide, navigazione sui mari australi sempre più insidiosa per iceberg e venti “catabatici” violenti

sabato 4 gennaio 2014, 17:04 di

1355387188013_antartideNegli ultimi anni l’espansione del “Pack” antartico ha subito un autentico boom, contrariamente a quello che avviene sull’Artico. Proprio nel 2012 i ghiacci del Polo Sud hanno fatto registrare la loro massima estensione da quando esistono le rilevazioni satellitari, partite nel lontano 1979. Ma quello che ancora stupisce gli scienziati è l’anomalo comportamento del ghiaccio, su determinate aree del continente più inesplorato della Terra. Difatti, proprio nel cuore della scorsa estate australe, fra i mesi di Gennaio e Febbraio, nel mare di Weddell, nel tratto a est della penisola Antartica, il ghiaccio marino si è insolitamente spinto verso nord, in controtendenza a quello che dovrebbe essere il normale e fisiologico arretramento estivo. Il 5 Febbraio 2013, il National Snow and Ice Data Center (NSIDC), aveva riportato una considerevole espansione dei blocchi di ghiaccio. Questi si erano spinti verso il mare aperto, per circa 200 a 300 chilometri (100 a 200 miglia) a nord della media stagionale per questo periodo dell’anno. In pratica buona parte del mare di Weddell è stata ricoperta dal ghiaccio.

mt-erebusSono state poche le aree di acque libere, rimaste perfettamente navigabili. In genere, soprattutto sulla parte settentrionale del mare di Weddell, il ghiaccio marino che si è formato durante il lungo periodo invernale tende a sciogliersi già in primavera, sparendo del tutto con l’arrivo dell’estate australe. Quest’anno invece è avvenuto il contrario, tanto che invece di ritirarsi il ghiaccio marino ha continuato ad accumularsi, spingendo diversi Iceberg fino alle latitudini più temperate. La navigazione marittima sui mari australi sta divenendo sempre più insidiosa, a causa della maggior presenza di Iceberg e blocchi di ghiaccio che tendono ad andare alla deriva, sotto la spinta delle grandi tempeste che periodicamente spazzano le coste che circondano il Polo Sud. Pur trattandosi di ghiaccio molto giovane e piuttosto sottile, molto vulnerabile al moto ondoso e al rialzo termico, esso è riuscito a coprire l’intero bacino ad est della penisola Antartica. Anche quest’anno, in molte aree costiere attorno l’Antartide, il ghiaccio marino ha fatto registrare una notevole estensione verso nord, inglobando tratti di mare solitamente liberi.

Il boom d'espansione dei ghiacci antartici durante il massimo registrato nell'inverno australe del 2012

Il boom d’espansione dei ghiacci antartici durante il massimo registrato nell’inverno australe del 2012

Ma bisogna tenere conto che le aree dove i ghiacci marini registrano la massima espansione sono quelle tradizionalmente esposte alla furia degli impetuosi venti dai quadranti meridionali, con forti raffiche “catabatiche” (venti discendenti dall’altopiano ghiacciato interno dell’Antartide) che dal Plateau interno antartico si sono rapidamente dirette verso le aree costiere. In questi mesi lungo le coste antartiche abbiamo assistito alla persistenza di un pattern atmosferico, caratterizzato da un robusto nucleo anticiclonico che per varie settimane è rimasto quasi stazionario fra la parte occidentale della regione del Mare di Weddell, la Penisola Antartica e il Mare Bellingshausen. La presenza di questo importante anticiclone, con massimi barici al suolo piuttosto elevati, ha favorito l’attivazione di una persistente, intensa e gelida ventilazione dai quadranti meridionali, in genere da S-SO e SO, che ha sferzato con grande costanza le aree costiere ad est della penisola Antartica ed il mare di Weddell (fino a largo). Ma forti venti “catabatici”, prevalentemente da S-SE e Sud, in discesa dal Plateau antartico, hanno spazzato, con forza, anche l’area fra il mar d’Urville e il mar di Ross, spingendo verso questi una parte del “Pack” insistente in prossimità della fascia costiera. Ghiaccio sospinto dai venti “catabatici” che ha colto di sorpresa la rompighiaccio cinese, Snow Dragon, che nei giorni scorsi aveva sfidato il “Pack” antartico, per trarre in salvo i 52 passeggeri, tra turisti e ricercatori, della nave russa incagliatasi la Vigilia di Natale, nel tratto di mare più di 100 miglia ad est della base francese di  Dumont d’Urville. Nell’area dove la rompighiaccio cinese è rimasta incagliata pare che i ghiacci, spinti verso il largo dai furiosi venti “catabatici antartici”, da S-SE e Sud, superino i 3 metri di spessore.

BN2346_3Quindi si tratta di ghiaccio molto compatto, duro per navigarci sopra con una certa facilità. Ma la cosa più inusuale riguarda la particolarità di questa ventilazione meridionale. I forti venti da S-SO e SO non solo hanno contribuito a spingere il ghiaccio verso le medie latitudini, ma hanno pilotato con sé masse d’aria piuttosto gelide, in scivolamento dal Plateau antartico, che si sono dirette verso le latitudini più temperate. L’aria molto gelida d’origine antartica, scorrendo sopra il mare di Weddell, ha impedito la fusione superficiale del ghiaccio marino, mantenendolo le acque di questo sotto il punto di congelato. Notare come nelle altre aree dell’Antartide, le infiltrazioni dell’aria mite oceanica innescata dal passaggio di profondissimi cicloni extratropicali fra l’Atlantico meridionale e l’oceano Indiano meridionale, oltre a bilanciare l’azione dei gelidi venti “catabatici”, hanno creato significativi rialzi termici, spingendo i termometri su valori positivi su ampi tratti della costa antartica centro-orientale. Rispetto al ghiaccio marino dell’Artico, il ghiaccio marino antartico generalmente mostra una maggiore variabilità stagionale. Ha più spazio per crescere in inverno, dato che l’Antartide e un grande continente interamente circondato dai mari, e si scioglie più completamente in estate, proprio per le caratteristiche appena enunciate. Inoltre, il ghiaccio marino dell’Antartide è soggetto ad una più ampia gamma di influenze e variabili provenienti dall’atmosfera che dagli oceani che lo circondano.

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