Clima: il delta del Po protagonista di un progetto UE sulla gestione dell’acqua

piena fiume poL’Europa alle prese con i cambiamenti climatici e la carenza di risorse idriche corre ai ripari. A scendere in campo anche il progetto “Warbo”, coordinato dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste e cofinanziato con fondi Ue, che studia misure di riduzione e di controllo delle acque che scorrono nel sottosuolo. L’idea e’ quella di favorire la ricarica naturale ad opera delle acque piovane, attraverso la loro infiltrazione efficace nel terreno e uno dei siti pilota oggetto dello studio e’ in Emilia Romagna, un’area del Delta del Po nel Comune di Copparo (Ferrara). A Copparo infatti, riferisce il sito web del progetto (www.warbo-life.eu), circa il 50% del territorio si trova sotto il livello del mare (l’area varia da -4 metri a piu’ 13 metri sul livello del mare) in una zona agricola a scarsa densita’ abitativa e caratterizzata da colture intensive, a nord della localita’ Ponte S.Pietro. Lo studio si concentra in particolare sul territorio compreso tra il Comune di Copparo e il fiume Po, in un’area di cava che serve da bacino e la cui acqua, opportunamente depurata, potra’ poi essere iniettata nei pozzi in base a protocolli di corretta gestione delle attivita’ di ricarica. La scelta del sito test deriva dalla constatazione della criticita’ climatica di quest’area che in periodi di grande siccita’ come quello dell’estate del 2003, ha avuto forti problemi di approvvigionamento di acqua dolce e di risalita di acqua salata dal mare. Grazie al progetto europeo verranno applicate varie metodiche di ricarica artificiale per favorire l’immagazzinamento nel sottosuolo di parte delle piogge che attualmente defluiscono nei corsi d’acqua principali verso il mare. I metodi ed i protocolli elaborati con Warbo saranno poi trasferiti agli enti e alle amministrazioni competenti, con l’obiettivo di fornire loro sistemi omogenei ed affidabili di gestione e salvaguardia della risorsa idrica. Il progetto WARBO, partito a gennaio 2012 e che terminera’ a giugno 2014, su un costo complessivo di quasi due milioni di euro ha ricevuto un contributo Ue del programma Life+ di oltre 860mila euro.