Tumore dei seni paranasali e della cavità nasale: fattori di rischio, sintomi,...

Tumore dei seni paranasali e della cavità nasale: fattori di rischio, sintomi, diagnosi e cura

TUMORE NASO3Il tumore dei seni paranasali e della cavità nasale origina nei tessuti dei seni paranasali o della cavità nasale. I seni paranasali sono piccole cavità disposte intorno al naso, rivestite da cellule che producono muco, che ha la funzione di preservare l’umidità del naso, e permettono anche alla voce di risuonare quando parliamo o cantiamo. La cavità nasale è l’apertura che si trova dietro il naso, attraverso la quale passa l’aria che poi raggiunge la gola quando respiriamo. La parte interna del naso prende il nome di vestibolo nasale. I seni paranasali comprendono: seni frontali (situati immediatamente sopra al naso), seni mascellari (situati su entrambi i lati del volto, nella parte superiore della mandibola), seni etmoidali (che si trovano dietro la parte superiore del naso), seno sfenoidale (posto dietro il seno etmoidale al centro del cranio). Il tumore dei seni paranasali e della cavità nasale origina di solito dalle cellule che rivestono l’orofaringe. La definizione varia in funzione del sito d’origine: si parla di melanoma quando le cellule tumorali si formano nei melanociti, cellule che producono il pigmento; di sarcoma quando il tumore ha origine nel muscolo o nel tessuto connettivo. Un altro tipo di tumore che può originarsi in questa zona, ma che si sviluppa più lentamente, è denominato papilloma invertito. Nei seni paranasali o nella cavità nasale possono insorgere tumori denominati granulomi della linea mediana, che distruggono il tessuto circostante.

TUMORE NASO2SINTOMI: I sintomi sono in rapporto al fatto che la zona di insorgenza della neoplasia sia nella cavità nasale o all’interno di un seno paranasale. La sintomatologia più comune è sovrapponibile a quella di una sinusite purulenta cronica con sintomi legati al seno interessato; le epistassi, però, sono più frequenti e abbondanti. Nei melanomi, l’epistassi è il primo sintomo lamentato dal paziente; in altri casi il tumore, interessando direttamente i tronchi nervosi, può dar luogo a fenomeni nevralgici o ad ipoestesia cutanea (perdita di tatto) nel territorio di distribuzione dei nervi interessati dalla neoplasia. Le neoplasie che insorgono nelle cavità nasali si manifestano inizialmente con un’ostruzione nasale unilaterale e progressiva, accompagnata da epistassi e da fuoriuscita dal naso di materiale mucoso e purulento. Ogni neoplasia maligna del naso e dei seni paranasali, nel suo ulteriore decorso, tende ad invadere le strutture anatomiche circostanti, con sintomi a carico dell’orbita (edema della parti molli con spostamento del bulbo oculare, paralisi oculare, disturbi visivi), a carico del cranio (cefalea e paralisi multiple dei nervi cronici), a carico del massiccio facciale e dell’arcata dentaria superiore (nevralgia della II branca del trigemino, deformità estetica della regione canina o nella regione degli zigomi, progressiva caduta dei denti).

TUMORE NASOFATTORI DI RISCHIO: Tra i fattori di rischio: inalazione di polveri derivanti dalla lavorazione del legno, della pelle e dei tessuti, nichel e cromo; esposizione ai vapori di formaldeide, colle e solventi organici; fumo di sigaretta; alcuni tipi di papillomavirus, radioterapia utilizzata per il trattamento di retinoblastoma ereditario dell’occhio che colpisce in genere i bimbi.

DIAGNOSI: Talvolta si giunge alla diagnosi di tumore in corso di approccio chirurgico per una diversa patologia presunta (sinusopatia cronica, poliposi). In tali casi, è necessario sospendere la procedura, attendendo l’istologia definitva, stadiando correttamente la malattia e programmando la terapia. La stadiazione comprende l’anamnesi (valutazione completa con domande sulla storia medica e sulle abitudini personali del paziente), esame fisico, attribuzione di un punteggio di performance status, esame fibroendoscopio naso-paranasale, esame ORL completo, TC/RM, ecografia (o TC/RM) delle aree linfatiche cervicali, esami generali ematochimici, ECG, radiografia del torace, eventuali altri esami indicati dalla situazione clinica per il giudizio di operabilità (spirometria, ecocardiogramma). La biopsia viene eseguita quasi sempre per via transnasale endoscopica e andrebbe sempre programmata dopo TC/RM per evitare alterazioni dovute a edema, sanguinamento, tamponamento.

CAVITA' NASALECURA: La chirurgia è essenziale nel trattamento di questi tumori, consentendo di rimuovere la massa tumorale, preservando, se possibile, tessuti e organi vicini (es. gli occhi). Se la massa tumorale è piccola, si interviene per via endoscopica, tramite un tubo lungo e flessibile che raggiunge il tumore e lo rimuove senza creare cicatrici. Avolte si utilizza la radioterapia (in forma classica, con raggi che arrivano dall’esterno, colpendo il tumore, oppure come brachiterapia, consistente nel preciso posizionamento di sorgenti radioattive direttamente sulla zona interessata e l’irradiazione colpisce solo una zona situata intorno alle sorgenti di radiazione).
La radioterapia può essere la cura esclusiva del tumore, può effettuarsi dopo la chirurgia per distruggere le cellule tumorali rimaste, oppure può ridurre i sintomi nei tumori più avanzati. La chemioterapia, invece, si utilizza come trattamento principale in tumori che si sono già diffusi in altre regioni del corpo, ma può anche essere effettuata in concomitanza con la chirurgia.

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