Meteo-Tsunami, le spaventose immagini del marrobbio di mercoledì a Mazara del Vallo [VIDEO]

marrobbio1La scorsa settimana, tra mercoledì 25 e giovedì 26, il litorale occidentale siciliano e in modo particolare la zona di Mazara del Vallo è stata interessata da un fenomeno meteorologico rarissimo, particolarmente pericoloso e suggestivo. Si tratta del “marrobbio”, detto anche “marrùbbio” (dal dialetto trapanese). E’ una repentina, imprevedibile e sensibile variazione del livello del mare che si riscontra spesso lungo le coste sud-occidentali della Sicilia. Questo fenomeno può assumere notevoli proporzioni (sono stati registrati movimenti di ben 150 centimetri) soprattutto in primavera ed in autunno, mentre è raro in estate. Non ci sono ancora spiegazioni scientifiche certe sulla natura del fenomeno, ma è certo che il fenomeno si ripresenta di solito ogni qual volta che il cielo è nuvoloso prossimo ad un cambiamento di tempo, ovvero nel momento in cui il vento cambia la sua direzione nella parte opposta (es. dallo scirocco al maestrale, perciò, dall’aria calda all’aria fredda). In Italia è riscontrabile nella Sicilia Occidentale (Mazara del Vallo), nella Sicilia Meridionale (isola di Lampedusa) ed anche a Malta.

MarrobbioNel fiume Màzaro, a volte l’acqua del fiume entra nella parte centrale ed esce contemporaneamente nei lati del letto del fiume (tant’è che gli arabi quando sbarcarono a Mazara del Vallo chiamarono il fiume il fiume posseduto), provocando seri danni alle imbarcazioni ormeggiate. Non è un caso se il fenomeno del “marrobbio” sia caratteristico della zona di Mazara del Vallo. Il porto di Mazara del Vallo, associato al fiume Mazaro, possiede un alto “fattore Q”. Il “fattore Q” si esplica laddove i fondali marini si impennano bruscamente e il litorale è costituito da baie strette e lunghe (in gergo scientifico significa “alto fattore Q”), si ha ulteriore risonanza e l’onda si espande, diventando minacciosa e distruttiva. Questo è proprio il caso del litorale su cui è ubicata la cittadina siciliana, sede della più importante flotta peschereccia italiana. Questo “fattore Q” è una delle cause che originano il fenomeno del “marrobbio”. Prima si credeva che il “Marrobbio” si origina a seguito di un forte squilibrio di pressione o da un forte vento trasversale, come un intenso libeccio o un impetuoso vento di ponente (meglio un O-SO), che batte la parte più alta del Canale di Sicilia, determinando un brusco innalzamento del livello delle acque lungo la riva siciliana e un contemporaneo abbassamento sulla riva opposta tunisina.

marrobbio (1)Quando il vento si attenua, cessata l’azione perturbatrice, la massa d’acqua, prima di assestarsi, subisce una serie di grandi oscillazioni stazionarie che possono raggiungere altezze considerevoli, al punto da innescare grandi ondate che vanno ad abbattersi di colpo lungo la costa, con il rischio di inondazioni e allagamenti pure lungo le zone più ridossate. Spesso, a seguito del “marrobbio” a Mazara del Vallo le barche in porto vengono sbattute e le infrastrutture subiscono danni più o meno ingenti, con onde che raggiungono altezze anche superiori al metro. Ma più recentemente si è osservato come il “marrobbio”, lungo la costa di Mazara del Vallo, si genera non appena in mezzo al Canale di Sicilia, fra le coste tunisine e quelle siciliane, si verifica un repentino mutamento della circolazione dei venti, con lo scirocco che cede il posto al maestrale, o viceversa. Sovente, i peggiori episodi di “marrobbio” si associato a forti flussi sud-occidentali in quota, mentre nei bassi strati si determina la rotazione dei venti, con le correnti da SE ed E-SE che vanno ad attenuarsi, precedendo l’intrusione, a volte anche improvvisa, dei venti da NO o da O-NO, che sfondano dal Canale di Sicilia o dalla vicina Tunisia.

cala-franceseE proprio in questa fase d’inversione della ventilazione, nei bassi strati, che prende vita il fenomeno del “marrobbio”, che produce i suoi massimi effetti proprio lungo il tratto di costa antistante Mazara del Vallo. Questo repentino cambiamento della direzione dei venti prevalenti determina una sensibile variazione del livello del mare su entrambe le coste, abbassandolo sensibilmente da un lato e alzandolo dall’altro. Livello del mare che si riassesta non appena in mezzo al Canale di Sicilia dominerà una sola ventilazione, tramite lo sviluppo di una serie di onde gravitazionali che possono inondare l’intera zona costiera, cagionando non pochi danni a strutture e stabilimenti balneari (specie nel cuore della stagione estiva). Spesso, a seguito del “marrobbio” a Mazara del Vallo le barche in porto vengono sbattute e le infrastrutture subiscono danni più o meno ingenti, con onde che raggiungono altezze anche superiori al metro, mentre il mare può arrivare a ritirarsi per diversi metri, lasciando a secco il fondale fino a quando non si sarà ristabilito l’originale livello delle acque.