Alluvione: Genova “Storica” e Genova “Nuova” devastate ancora una volta

genova (1)Genova “Storica” e Genova “Nuova” devastate, ancora una volta senza preavviso, dall’acqua rilasciata dai cumulonembi il 9 e 10 ottobre 2014. La “storica” Via XX Settembre risale alla fine Ottocento quando, partendo dal 1892, si decise il riassetto urbanistico di tutto il centro cittadino. Lungo il suo tracciato sorsero i più enfatici edifici in stile liberty della città, tra il 1892 e il 1912. Via Fereggiano è stata realizzata a partire dalla fine del 1800 per urbanizzare la collina di Quezzi. Dopo il 1954-55 il corso del Fereggiano è stato oggetto di una “grande opera pubblica” di importanza strategica per l’urbanizzazione della valle: è stata completata la sua tombatura che lo ha trasformato in alveo-strada. L’edilizia è esplosa nella valle come si vede confrontando la carta topografica del 1954-55 con la foto aerea del 2012 tratta dal Portale Cartografico Nazionale.

genova (2)Una grande opera pubblica ha messo i presupposti dei disastri del 2011 e del 9 ottobre 2014. Altre grandi opere pubbliche metteranno in sicurezza l’area urbanizzata? Ma il fenomeno “Grande Opera Pubblica Alveo Tombato di Via Fereggiano” è l’unico nella città di Genova? Messo in sicurezza questo la città e i cittadini diventeranno sicuri? Purtroppo non è l’unico caso di alveo strada pronto a ritornare alveo in caso di nubifragi come quelli del 2011 e 2014; e in tutta Italia se ne possono contare a centinaia di alvei coperti trasformati in strade con grandi interventi pubblici di importanza strategica per consentire all’uomo costruttore di edificare con interventi di “abusivismo ambientale” laddove non è idrogeologicamente ed idraulicamente sicuro. Interventi pubblici strategici per l’urbanizzazione, quindi legali per le leggi dell’uomo e in regola con le conoscenze scientifiche e tecniche, hanno disinvoltamente consentito che si perpetrasse uno straordinario “abuso ambientale” contro le “leggi della natura”. Abuso che per ben due volte la natura ha segnalato che non è “condonabile”. E’ in pratica un “cartellino rosso” che la natura ci ha rifilato: per via Fereggiano e per le altre centinaia di situazioni simili sparse in tutta Italia in aree urbane che periodicamente sono interessate da nubifragi rilasciati da cumulonembi. Non si devono illudere o prendere in giro i cittadini facendo credere che con le “nuove grandi opere” saranno messi in sicurezza! Quanti interventi saranno realizzabili in tempi brevissimi in aree urbane? In quanto tempo? Certamente è impossibile mettere in sicurezza tutte le “grandi opere del passato” sparse in Italia. E nel frattempo che accadrà? Nuovi nubifragi e nuovi disastri? Che coglieranno i cittadini improvvisamente e le istituzioni impreparate come accaduto il 9 ottobre 2014 a Genova ed il 6 settembre 2014 nel Gargano. A costo di apparire monotono e ripetitivo lancio di nuovo l’allarme: bisogna garantire che almeno non si abbiano nuove vittime e da subito. E ciò è ottenibile attuando un diffuso sistema di allarme idrogeologico immediato che consenta di attivare i piani di protezione civile locali e di bacino idrografico, come ho più volte evidenziato. Se i rappresentanti delle istituzioni non sono in grado di capire o non vogliono capire devono essere i cittadini a pretenderlo.