Dopo le nevicate il vortice polare sta per fare piombare il vero gelo fra Siberia e Kazakistan, ad est degli Urali si formerà una ghiacciaia

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as_stL’inverno comincia a fare sul serio sulla Siberia centro-occidentale. L’affondo di una profonda depressione extratropicale riempita di aria gelida d’estrazione artica a tutte le quote, facente capo al “lobo siberiano” del vortice polare, sta apportando condizioni di tempo perturbato, con nevicate frequenti e temperature abbondantemente sotto i +0°C, accompagnate da venti gelidi piuttosto sostenuti, prevalentemente settentrionali sul bassopiano della Siberia occidentale, e occidentali sulla Siberia meridionale. La profonda depressione extratropicale a carattere freddo è associata, nei bassi strati, ad una vasta occlusione a carattere freddo, alimentata dallo scivolamento di aria piuttosto gelida a tutte le quote. Il transito di questo sistema frontale, seguito da un blocco di aria gelida d’origine artica, in discesa dalla Novaja Zemlja e dal mar di Kara, sta causando precipitazioni nevose, anche piuttosto diffuse su buona parte della Siberia occidentale e sul settore più occidentale dell’altopiano della Siberia centrale, dove si stanno verificando anche dei brevi rovesci di neve.

La profonda circolazione depressionaria che scivolerà sulla Siberia centro-occidentale
La profonda circolazione depressionaria che scivolerà sulla Siberia centro-occidentale

Nel frattempo più ad est, sul bordo orientale della profonda depressione, si è instaurata una sostenuta ventilazione da S-SO e Sud, che sta convogliando masse d’aria leggermente più miti e umide, che tenderanno ad urtare il “cuscino di aria gelida” (“lake cold”) depositato nei bassi strati. L’interazione fra il mite flusso dai quadranti meridionali in sovrascorrimento sopra questo “cuscino di aria gelida”, stazionario nei pressi del suolo, favorirà la formazione di una nuvolosità “avvettiva” piuttosto compatta (altostrati molto spessi) capace di dare luogo a nevicate diffuse e persistenti tra l’altopiano centrale della Siberia e la penisola di Tajmyr. Sull’altopiano della Siberia centrale, le nevicate proseguiranno fino alla giornata di domani, risultando localmente consistenti, con importanti accumuli, anche oltre il mezzo metro, se non addirittura oltre sulle aree montuose. Le abbondanti nevicate ammanteranno di bianco gli estesi boschi di conifere che caratterizzano l’intero territorio siberiano. Ma nel corso della giornata di domani la coda del grande sistema frontale ormai occluso, e il blocco di aria molto gelida in scivolamento lungo il margine più occidentale dell’ampia circolazione depressionaria, si fionderanno anche fra la Siberia meridionale e il Kazakistan orientale, dando la stura anche qui a diffuse nevicate di debole e moderata intensità, capaci di lasciare nuovi accumuli al suolo. Le nevicate, già dalle prossime ore, inizieranno ad interessare in modo più diffuso l’area attorno la capitale Astana, il Kazakistan orientale e la regione montuosa dell’Altaj, ove potrebbe nevicare in maniera ben più fitta, dopo le fioccate avvenute nei giorni scorsi. Le nevicate potranno lasciare anche qui importanti depositi sul terreno, pronti a ghiacciarsi, visto il notevole calo termico che farà seguito, resistendo per l’intera stagione invernale.

P1100054Proprio a partire dal pomeriggio di domani, a causa della presenza di un solidissimo promontorio anticiclonico di blocco sulla Russia europea, con massimi barici al suolo di oltre 1040 hpa, una parte delle masse d’aria gelide e molto pesanti, preesistenti sopra il bassopiano della Siberia occidentale, poco ad est degli Urali, riusciranno a scivolare lungo il bordo più orientale di questa struttura anticiclonica, attraverso una moderata, a tratti anche sostenuta, ventilazione dai quadranti settentrionali che si propagherà in direzione delle steppe del Kazakistan. Basti pensare che dalla serata di domani, un nocciolo di aria piuttosto gelida, con isoterme di -24°C alla quota di 850 hpa (circa 1200 metri) raggiungerà il Kazakistan nord-orientale, nell’area fra le città di Pavlodar e Semipalatinsk. Questo afflusso di aria gelida, di origine artica, genererà un drastico crollo dei valori termici nei bassi strati, che si porteranno su valori abbondantemente inferiori alla soglia dei -25°C -26°C anche a bassissima quota. Ma picchi sotto i -29°C -30°C, specie fra il bassopiano della Siberia occidentale e il settore più orientale del Kazakistan.

P1100088Va però specificato che trattandosi di masse d’aria artiche continentali, d’estrazione siberiana, queste si presenteranno piuttosto gelide solo nei bassi strati, visto che presentano uno spessore non superiore ai 1.5-2.0 km. Ciò farà avvertire il gelo maggiormente nelle località a bassa quota, mentre in quota i valori termici potranno risultare anche un po’ più elevati. Nei prossimi giorni il deposito delle masse d’aria gelide nei bassi strati, assieme all’effetto “Albedo” indotto dai terreni innevati della Siberia e del Kazakistan orientale, produrrà forti inversioni termiche che potranno far sprofondare i termometri, anche al di sotto dei -25°C -27°C. Ma con picchi anche sotto i -28°C -30°C fra l’estremo settore più orientale del Kazakistan e la regione montuosa dell’Altaj. Si verrà così ad isolare, a partire dalla prossima settimana, un “serbatoio di aria gelida” piuttosto esteso, dalla Siberia occidentale al Kazakistan, che potrebbe mettere le basi, nei prossimi giorni, per la formazione dell’anticiclone termico “russo-siberiano”, nell’area ad est dei monti Urali. Da questo primo scorcio d’autunno abbiamo notato come il “lobo siberiano” quest’anno sia predisposto a distendere un asse decisamente più favorevole per l’Asia centrale che per l’Europa. Un particolare di non poco conto che potrebbe condizionare la traiettoria delle future ondate di freddo che caratterizzeranno la stagione invernale.

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