Il nucleo di aria polare marittima affonderà sul Sahara algerino, nevicate anche...

Il nucleo di aria polare marittima affonderà sul Sahara algerino, nevicate anche abbondanti si preparano ad ammantare di bianco l’Atlante

16122007_dec2007_neige_261Sembrerebbe un paradosso, eppure quest’anno, causa lo sbilanciamento dell’anticiclone delle Azzorre, in pieno oceano, e la tendenza, di questo ad allungare dei propri promontori in direzione dell’Europa occidentale, continua a favorire l’isolamento di vecchi “CUT-OFF”, di origine atlantica, colmi di aria fredda polare marittima, fra le medie latitudini oceaniche e l’entroterra desertico nord-africano. In pratica, il particolare posizionamento dell’alta pressione oceanica, ha aperto una nuova via preferenziale per le perturbazioni, specie i “CUT-OFF” e “Upper Level low” sfornate dall’Atlantico, che finiscono per essere sganciate dal ramo principale del “getto polare”, andando così alla deriva fin sull’entroterra desertico del nord-africa. Come confermato dagli ultimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo internazionali, questa spinta decisa del promontorio anticiclonico delle Azzorre in direzione dell’Europa occidentale, fin verso le Alpi, favorirà la discesa, ulteriormente di latitudine, di parte di quell’aria fredda polare marittima in circolazione lungo il margine occidentale della saccatura artica attiva sul nord Atlantico.

Il "Jet Streak" che si fionderà sul bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo
Il “Jet Streak” che si fionderà sul bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo

Questa massa d’aria fredda, sotto la spinta di un poderoso di “Jet Streak” che nella seconda del giorno si spingerà verso sud, presentando velocità ragguardevoli di oltre i 260-270 km/h sopra la Francia occidentale e i Pirenei, riuscirà a sfogare sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con isoterme fino a -1°C -2°C alla quota di 850 hpa (circa 1300 metri). Il potente ramo discendente del “getto polare”, che dal nord Atlantico si getterà a capofitto sul Mediterraneo centro-occidentale, dopo aver sorvolato il Regno Unito e la Francia occidentale, farà penetrare l’aria fredda in quota, associata alla saccatura artica, fino al Golfo del Leone e al mar delle Baleari, accompagnandosi anche ad una forte avvezione di vorticità positiva, esaltata dal “Jet Streak” in quota. La componente marcatamente meridiana del “getto polare”, oltre a creare una forte avvezione di vorticità positiva su tutto il Mediterraneo centro-occidentale (per azione del “Jet Streak”), nelle prossime ore genererà una marcata anomalia della tropopausa che scaverà l’ambiente ideale per l’impianto di una giovane ciclogenesi, a carattere freddo, sulle Baleari, riempita di aria fredda polare marittima. Difatti, proprio nella mattinata di oggi, un ulteriore “tilting” verso levante del robusto anticiclone delle Azzorre, indotto dall’approfondimento, sull’Atlantico nord-occidentale, di un profondissimo ciclone extratropicale in uscita dal mar del Labrador, che assumerà le caratteristiche di una spettacolare “depressione-uragano”, determinerà un conseguente “Stretching” dell’asse di saccatura, in scivolamento sul Mediterraneo centro-occidentale.

Rtavn421Subendo questo “Stretching”, ben più marcato nella sua parte più meridionale, la saccatura colma di aria polare marittima evolverà rapidamente in “CUT-OFF”, con un nocciolo di aria molto fredda polare marittima sui -32°C, che dal mar delle Baleari si allontanerà verso la costa algerina orientale e l’alta Tunisia, causando parecchia instabilità, per l’intensificazione del “gradiente termico verticale”. La forte ventilazione, da Nord e N-NO, in uscita dal Rodano, che si attiverà lungo il lato occidentale del giovane “CUT-OFF”, ancora colmo di aria polare marittima, soprattutto alla quota di 500 hpa, dove troviamo un nocciolo freddo di ben -32°C, innescherà una marcata instabilità convettiva lungo le coste algerine. Questa vivace instabilità verrà esaltata dal forte “forcing” orografico esercitato dagli imponente rilievi dell’Atlante Telliano nei confronti della fredda e umida ventilazione settentrionale. Come spesso capita in queste situazioni, quando un blocco d’aria molto fredda scivola sopra le più miti acque superficiali del Mediterraneo centro-occidentale, con isoterme sui +0°C -1°C a 850 hpa (in questo caso), si innescano delle condizioni di instabilità convettiva. I forti contrasti termici favoriscono lo sviluppo di grandi annuvolamenti cumuliformi capaci di dare la stura a forti rovesci e persino temporali, con lampi e tuoni, che assumeranno prevalente carattere nevoso sin dalle basse quote.

neige-setif-bordjTali annuvolamenti si formeranno anche grazie allo “stau” esercitato dai rilievi dell’Atlante Telliano, questi con la loro mole costringeranno i freddi venti da NO, in uscita dal Rodano, a sollevarsi verso l’alto, raffreddandosi e favorendo la rapida condensazione del vapore acqueo acquisito durante il transito obbligatorio sul Mediterraneo centro-occidentale. Ciò agevola la formazione di questi annuvolamenti cumuliformi responsabili delle precipitazioni convettive sul nord dell’Algeria. Nelle prossime ore fiocchi di neve, con probabili accumuli al suolo, sono attesi su diverse località e città, sopra i 1000 metri di altezza, come Setif e Medea. Qualche spolverata di bianco si vedrà pure sui monti della Tunisia settentrionale. Ma tanta neve fresca cadrà a quote più alte, sopra i 1200-1400 metri, dove il manto bianco supererà i 20 cm. Sulle zone costiere, oltre ai temporali e i rovesci di grandine, sono previste anche importanti mareggiate attivate dai forti venti di mistral che nelle prossime ore spazzeranno il mar delle Baleari e di Sardegna.

wind10m_H_web_30Se il versante settentrionale dell’Atlante Telliano farà il carico di neve, con il forte “stau” alle forti correnti da N-NO, la fascia meridionale e la catena montuosa dell’Atlante Sahariano rimarranno in “ombra pluviometrica” e saranno spazzate da freddi venti da NO e O-NO che si tufferanno nel cuore dell’entroterra desertico sahariano, nella regione dei grandi “Erg orientali” (dune di sabbia), causando delle tempeste di polvere che si estenderanno fino all’Algeria meridionale e ai confini con i deserti del Mali e della Mauritania, dove le correnti piegheranno più da NE (“Harmattan”).

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