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Medicina: malattia della retina forse innescata da depositi di calcio

La degenerazione maculare senile èuna malattia sempre più diffusa e legata all’invecchiamento che colpisce la ‘macula’, ossia la porzione più centrale della retina

Alla base della principale causa di ipovisione e cecita’ nell’anziano – ovvero la ‘degenerazione maculare senile’ – potrebbero esservi anche piccoli depositi di minerali (fosfato di calcio). Lo rivela uno studio internazionale condotto tra University of Maryland School of Medicine (UM SOM) e University College di Londra e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Coordinato dal biochimico Richard Thompson, lo studio potrebbe aprire le porte alla possibilita’ di diagnosi precoce della malattia, ancor prima che la retina subisca dei danni irreversibili. La degenerazione maculare senile e’ una malattia sempre piu’ diffusa e legata all’invecchiamento che colpisce la ‘macula’, ossia la porzione piu’ centrale della retina. Al processo degenerativo tipico della malattia – che progressivamente puo’ portare alla cecita’ – concorre anche l’accumulo di molecole di grasso, ma le vere cause scatenanti di questi depositi di grasso non sono note. Gli esperti hanno studiato campioni di tessuto retinico da pazienti anziani, parte dei quali colpiti da degenerazione maculare senile. E’ emerso che solamente nella retina dei pazienti con maculopatia risultavano presenti dei depositi di fosfato di calcio (idrossiapatite), come delle piccole sferette di questo minerale (lo stesso presente in ossa e denti ma mai prima d’ora trovato nell’occhio). Secondo gli esperti i depositi di molecole di grasso si verificano in corrispondenza di queste sferette di calcio e potrebbe essere che queste ultime facciano proprio da apripista al depositarsi del grasso che poi rovina la retina. Cio’ potrebbe aprire la strada a esami di diagnosi precoce basati sulla comparsa del minerale nell’occhio, magari ancor prima che intervengano i danni alla retina.