Traghetto Norman Atlantic: iniziata l’ispezione a bordo, si cercano cadaveri

Nuova ispezione in corso a bordo del Norman Atlantic, il traghetto che il 28 dicembre prese fuoco mentre viaggiava da Igoumenitsa verso Ancona e dal 2 gennaio è ormeggiato nel porto di Brindisi.

traghetto norman atlanticNel traghetto Norman Atlantic sono entrati gli investigatori delegati dalla Procura di Bari, che indaga per naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni. Sei sono le persone iscritte nel registro degli indagati, oltre al comandante Argilio Giacomazzi, l’armatore Carlo Visentini, due membri dell’equipaggio e due responsabili della societa’ greca Anek Lines, che aveva noleggiato l’imbarcazione. L’ingresso sul Norman e’ stato reso possibile dalle operazioni di messa in sicurezza, effettuate per tutta la giornata di ieri dai vigili del fuoco, che sono riusciti a introdurre aspiratori all’altezza del ponte tre, tramite il portellone dei piloti del porto. L’utilizzo di tale metodo, che il comandante Michele Angiuli ha definito “tradizionale” ha consentito di evitare l’uso di una tecnica piu’ complessa e lunga, quale l’iniezione di acqua nebulizzata tramite un cannone ad alta pressione, inizialmente presa in considerazione. Ieri sono stati spenti tutti i focolai attivi sul traghetto e cio’ ha reso possibile ricominciare le ispezioni alla ricerca di elementi utili alle indagini, che dovranno chiarire innanzitutto il motivo per cui il 28 dicembre si e’ sviluppato l’incendio e poi eventuali responsabilita’ nell’avvio delle procedure di evacuazione e nell’allontanamento dei passeggeri dalla nave. Undici sono al momento, le vittime accertate e almeno altrettanti i dispersi, il cui numero tuttavia non e’ ufficiale, non essendo possibile escludere la presenza di clandestini a bordo. Sul Norman sono saliti stamattina i medici legali nominati dalla magistratura barese, nonche’ i carabinieri delle Investigazioni scientifiche e i militari della Guardia costiera. L’ispezione si svolgera’ al livello tre e servira’ anche a cercare eventuali cadaveri. I vigili del fuoco, intanto, proveranno a scendere al livello due, dove e’ ancora presente molto fumo, per ripristinare condizioni di vivibilita’ tali da consentire l’ingresso degli investigatori nei prossimi giorni. Il comandante della Capitaneria di Brindisi Mario Valente, dal canto suo, stamattina ha inviato ai soggetti interessati una lettera con cui spiega che l’annunciata chiusura del porto non si rende piu’ necessaria, dal momento che non sara’ utilizzata la tecnica dell’acqua nebulizzata, che prevedeva il taglio della fiancata sinistra del traghetto, durante il quale sarebbe stato inibito il traffico navale.