Batte un melanoma metastatico e parte per il cammino di Santiago: una storia commovente

“La mia esperienza è stata tragica e straordinaria al tempo stesso”, parla così l’uomo di Prato che può dire di aver sconfitto il cancro

Da un’aspettativa di vita di tre mesi alla scomparsa delle metastasi, fino alla partenza per il cammino di Santiago. E’ la storia di un sorridente signore di Prato, paziente dell’Immunoterapia oncologica dell’azienda ospedaliera universitaria di Siena, che ha scelto di rendere pubblica la sua vicenda proprio ora che si accinge a partire per il cammino di Santiago. “Un’altra prova da affrontare”, dopo aver combattuto con un melanoma metastatico, “perché chi vuole vedere l’arcobaleno deve imparare ad amare la pioggia”, afferma. Per tutto il viaggio indosserà la maglia della onlus ‘Aquattromani’, che aiuta i pazienti in cura nel reparto diretto da Michele Maio, per far conoscere l’attività dell’associazione. “La mia esperienza è stata tragica e straordinaria al tempo stesso – racconta – A causa di un melanoma in fase avanzata ho dovuto sottopormi nella mia città, a Prato, tra il 2011 e il 2013, a varie operazioni chirurgiche molto invasive per cercare di togliere le metastasi che ogni tanto si manifestavano in varie zone del corpo finché, nel giugno del 2013, mi è stata rilevata una metastasi in una zona non operabile che non mi avrebbe lasciato chance di sopravvivenza”. Non era questo, però, il suo destino. “Fortuna vuole – prosegue – che da alcuni mesi ero entrato in contatto con il reparto di Immunoterapia oncologica dell’Aou Senese, facendomi visitare dal dottor Michele Maio e dalla dottoressa Annamaria Di Giacomo, che mi hanno prontamente proposto di inserirmi in cure sperimentali disponibili nel reparto”. “Grazie alle cure sperimentali – ricorda ancora il paziente – ho affrontato e sconfitto la malattia un anno dopo. Da pochi mesi ho sospeso la terapia, continuando i controlli periodici e sempre supportato dal team medico e infermieristico”. E ora la nuova sfida, il Cammino di Santiago: “Pur essendo un’esperienza impegnativa dal punto di vista fisico, rappresenta per me una tappa importante da affrontare e, durante il tragitto, indossando la maglia della onlus, il mio pensiero sarà rivolto ai tanti compagni di viaggio incontrati in reparto”. Il paziente partirà per Santiago di Campostela dalla località di Somport. Partirà il 3 maggio, da solo, e raggiungerà Lourdes il 4 maggio; con mezzi pubblici andrà poi a Somport – valico montano sui Pirenei e inizio del cammino aragonese, a 1.632 metri di quota – e il 5 maggio, di buon’ora, ripartirà tentando di percorrere a piedi tutti i 970 Km fino a Finisterre, con indosso la maglia della onlus Aquattromani. “L’idea – spiega – è tornare in Toscana a fine giugno facendo conoscere a tutti l’attività della onlus che ha fatto tanto e continua a fare tanto grazie ai pazienti e ai loro familiari che supportano i nuovi malati, aiutandoli a capire meglio, insieme ai medici del reparto, che cos’è l’immunoterapia, come funziona e come si differenzia da chemioterapia o radioterapia”.