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Depressione: nuove molecole potrebbero trattarla in 24 ore

Le molecole potrebbero offrire dei vantaggi rispetto agli antidepressivi comunemente utilizzati

Un nuovo studio della University of Maryland School of Medicine ha individuato dei promettenti composti che potrebbero trattare con successo la depressione in meno di 24 ore riducendo al contempo gli effetti collaterali. Le molecole sono state testate sui topi, non ancora sull’uomo, ma come sottolineano gli scienziati che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Neuropsychopharmacology, potrebbero offrire dei vantaggi rispetto agli antidepressivi comunemente utilizzati. Generalmente, infatti, sottolineano gli studiosi, per trattare la depressione si utilizzano farmaci che aumentano il livello di serotonina: i piu’ comuni sono gli Ssri, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, che purtroppo funzionano solo in un terzo dei pazienti affetti da depressione e che anche quando funzionano richiedono un tempo variabile dalle tre alle otto settimane. La ricerca si e’ focalizzata su un altro neurotrasmettitore, un composto inibitore chiamato Gaba, e su una nuova classe di composti, detti Gaba-Nams, che si sono mostrati precisi e senza effetti collaterali perche’ vanno ad agire solo sulle parti del cervello interessate all’umore. Testati in ratti con stress cronico lieve che li faceva agire in modo simile agli uomini depressi, questi composti sono risultati in grado di invertire con successo i segni sperimentali di un sintomo chiave di depressione, l’anedonia, o l’incapacita’ di provare piacere. Sorprendentemente, gli effetti benefici sono comparsi entro 24 ore. “Questi composti hanno prodotto in studi animali effetti ancora piu’ marcati di cio’ che avremmo potuto sperare-spiega l’autore del ricerca, Scott Thompson- ora sara’ tremendamente interessante scoprire se producono effetti simili nei pazienti depressi. Se sono in grado di fornire rapidamente sollievo dei sintomi della depressione umana, come ad esempio i pensieri suicidi, cio’ potrebbe rivoluzionare il modo in cui i pazienti vengono trattati”.