Storie di Musica – Il Club J27

Un piacevole viaggio nel mondo della musica moderna, dai suoi albori fino ai giorni nostri

Per coloro i quali hanno visto lo strepitoso film dei fratelli Coen del 2000,  O Brother where art Thou? (Fratello dove sei?), esplicitamente ispirato dall`Odissea di Omero, bhe, il ragazzo di colore che i tre protagonisti incontrano all`incrocio, chi diavolo credete che sia?!?!?

I fretelli Coen notevoli appassionati e conoscitori di musica(in particolar modo della scena folk-blues, appunto il gia`citato, A proposito di Davis) non fanno altro che citare e ricordare attraverso quello strano personaggio di colore, la storia che veniva raccontata a cavallo del  diacionnovesimo secolo secondo la quale, se volevi diventare un bluesman, uno di quelli che la gente non lo dimentica facilmente, uno che lascia il segno per capirci meglio, bhe dovevi  recarti all`incrocio di due stradoni principali, quelli che attraversano i paesi, ed aspettare li`. Aspettare fin quando non arrivava un uomo piuttosto grosso ed avvolto da un manto nero, il quale ti prendeva lo strumento, lo suonava un poco e poi te lo rendeva indietro. Solo che quell`uomo non era un uomo normale ovviamente, non era un liutaio magico, era il diavolo e suonandoti lo strumento sanciva un accordo tra le parti per il quale: tu sapevi cantare e suonare come uno Dio, ma lui, si impossessava per sempre della tua anima!!!!

Robert JohnsonQuel ragazzo era Robert Johnson e questa…. e` la storia della maledizione del Club J27!!!!

Tutto ebbe inizio`, come raccontammo nella prima puntata, nel delta del Mississippi, nel 1938. Pare che ci fossero delle strane vibrazioni quella notte in quel locale affallato di Greenwood, perche` Robert quella sera stava facendo spettaccolo, in poco l`area si era riempita di tenzione, e pare anche, anzi direi soprattutto,  che ci fossero stati degli sguardi un po` maliziosi tra la moglie del padrone del locale e Johnson. Fatto sta che Robert se ne va, fa ad occhiatacce con il boss mentre viene pagato e va in hotel, ed il giorno dopo non lo vedra` mai. La leggenda vuole che sia stato avvelenato dal padrone del locale per gelosia, oppure che sia morto nella notte per un arresto cardiaco, ma siamo nel 1938 ed il dottore credo arrivo` nel primo pomeriggio. Le circostanze furono piuttosto sospette e se ne ipotizzarono varie, ma poi arrivo qualcuno e disse:” Ehi ma vi ricordate che Robert Johnson qualche anno fa scompari` dalla circolazione per un po`?!!!?” e tutti: “Si, si!! Ha ragione, mi ricordo!!Si, qualcuno disse anche che era morto quello sporco negro!!!” e cosi` lo stesso che esclamo` la domanda spiego ai presenti che lui conosceva senza ombra di alcun dubbio la causa della morte di Robert Johnson. Robert Johnson aveva fatto quello che l`antica leggenda del blues racconta, e` andato ad incontrare il diavolo e che il diavolo, come gli aveva preannunciato nel loro incontro, era tornato a prendersi nel ventottesimo anno di vita non completato cio` che gli spettava.

Club J2702Si perche` il blues fu la musica del diavolo da sempre, da subito!!!!

Erano ancora i tempi dove vi erano molte donne nei campi a lavorare, quest`ultime venivano rispettate parecchio, ed essendo una condizione gia` disperata era piu` facile e piu` opportuno cantare in nome di Dio ed invocare il suo aiuto, per cui si prediligevano spiritual e gospel, nei quali la voce principale il piu` delle volte era di una donna e tutti gli altri, in vario modo e verie estenzioni vocali, seguivano in coro ridondato la prima voce, tipica struttura musicale del gospel. Ma la sera, quando il sole calava e ci si addentrava nella notte, quel sound diventava piu` grezzo ed intenso e veniva riempito da liriche crude, forti ed a volte quasi mistiche e maledette. Si perche` il blues, si deceva, lo dicevano tutti, e` la musica del diavolo!!!!

Poi non se ne senti` parlare per tanto tempo, sembrava che la morte di Johnson a prescindere dalla dinamica, era una morte prematura casuale e che fosse una coincidenza quella legata alle storie maledette che si raccontavono su di lui. Ma poi arrivarono gli anni sessanta, la musica era cambiata, o meglio stava cambiando e di artisti complessi emotivamente, dalle forti personalita` e che ebbero uno strano, magico e anche maledetto rapporto con il blues ve ne furono diversi. Si temette, per qualche mese, anche per Jagger e Lennon (essendo John il nome), perche` in due anni tondi, dal Luglio 69 al Luglio 71, scomparvero rispettivamente: Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, tutti e quattro interpreti di blues, tutti morti in circostanze sospette e tutti e quattro morti nel ventottesimo anno di vita.

E` da questo preciso momento, dalla morte di Morrison, che si aprono le porte(non a caso dopo Morrison) del club J27, e` da questo preciso momento che  questa strana storia e tutto cio` che ne concerne, comincio` a lievitare e passare di bocca in bocca, costruendo ed alimentando per sempre la leggenda del club maledetto.

La particolarita` delle 5 morti, sta nel fatto che nessuna di esse fu chiarissima e ben accertata, e quelle che comunque sono piu` evidenti sono avvolte da un torbido alone di mistero relativo alle circostanze estramente casuali. Brian Jones come abbiamo gia` detto venne ritrovato annegato nella piscina della sua villa, e le ipotesi a riguardo furono diverse e tutte variopinte.

Anna Wohlin, la fidanzata di Jones, dichiarò nel 2000 che Brian fu assassinato da un costruttore che si trovava con loro in casa per rinnovarla. Il costruttore, Frank Thorogood, confessò all’autista dei Rolling Stones Tom Keylock la propria responsabilità sul letto di morte; comunque, bisogna notare che non vi furono altri testimoni durante la sua confessione. Nel suo libro “The Murder of Brian Jones”, Anna scrisse che Frank Thorogood si comportò in modo strano, e sembrava compiaciuto quando Brian fu trovato nella piscina (egli fu anche l’ultima persona a vedere Brian vivo), ma essa ammette anche di non essere stata presente al momento effettivo della morte di Jones. Molti oggetti, come strumenti e arredamenti costosi, furono rubati dalla casa di Jones appena dopo la morte, molto probabilmente da Thorogood, Keylok, e da altri che lavoravano nella proprietà. Alcune voci dicono che furono rubate anche delle registrazioni fatte dallo stesso Jones per il suo futuro gruppo, ma niente è mai stato confermato. Molti strumenti rubati invece riuscirono allo scoperto sul mercato dei collezionisti. Per quanto riguarda Jimi, la piu` grande chitarra della storia, fu un cocktail di anfatamine, tranquillanti e alcol ad arrestargli il cuore il 18 settembre del 1970 in una camera di albergo a Londra. Era all` apice della sua notorieta` e della sua progressiva ascesa artistica quando il ragazzo di Seattle nato il 27 Novembre del 1942, in circostanze strane o comunque non del tutto chiare e mai chiarite, smette di suonare la sua Fender Stratocaster con la bocca per sempre, almeno su questo mondo. Anche se di Hendrix ne parleremo a parte prossimamente. Per Jim Morrison, come abbiamo detto la scorsa puntata, fu un presunto arrresto cardiaco a fermargli la vita, ed a posteriori sembra come se lo sapesse, come se fosse pronto. Ebbe giusto il tempo di finire le registrazioni di L.A. Woman nel Marzo del 71, decisamente il lavoro piu` blues della band, e poi parti` per Parigi, ando` a spegnersi nella capitale dei Bohemian, proprio lui che e` senz`altro stato il bluesman piu` naïf e Bohemian di chiunque altro. Lo stesso che diceva: « Ho solo venticinque anni, ma sono un vecchio uomo del blues… » , oppure: « La vera poesia non dice niente, elenca solo delle possibilità, apre tutte le porte, e voi potete passare per quella che preferite ». Se passate da Parigi e vedete una folla di gente piuttosto cospicua al cimitero parigino del Père Lachaise, bhe non chiedetevi cosa sta succedendo, e` la gente in fila per visitare la tomba di Morrison. Ed infine lei, la piu` grande blueswoman bianca della storia, una delle voci piu` grandiose della storia della musica,  la Texana Janis Joplin. Una sensibilita` delicata fuori dal comune che lasciava intuire solo quando cantava, e come cantava!!?!!

Cosi` preziosa e fragile da divenire ben presto eroinomane (erano anche i tempi),e quella sera il suo spacciatore di fiducia non c`era, cosi` lei chiama un altro, ma la roba e` troppo pura, lei esagera con la dose e la notte del 4 Ottobre del 1970, all`eta` di 27 anni, Janis spira` il mortal sospiro.

Tutte morti quantomeno accidentali se non bizzarre, e tutte un po` misteriose, avvolte in un alone di incertezza e non chiarezza dell`accaduto, tutte che fanno parte di quella meta` oscura del mondo della musica e che a volte, quando sono cariche di misticismo e superstizione, fanno anche un po` paura. Ma non credo sia questo il caso, o almeno spero, credo che la leggenda della maledizione del Club J27 esista, o quanto meno sia esistita e che sia tutto vero.

Solo che il mio punto di vista differisce da quello delle credenze popolari su un aspetto in particolare, ovvero che si, e` vero che queste persone erano predestinate a morire nel ventottesimo anno di vita non compiuto, ma non e` vero che erano scesi a patti con il diavolo e non credo che quest`ultimo sia tornato a prendersi quello che gli spettava, anzi……

Credo che il Club J27 sia esattamente il contrario e cioe` che non c`entra niente il diavolo, tutt`altro, erano i migliori, o comunque unici ed esclusivi nel modo di interpretare il blues, e quando c`e` il blues di mezzo, non c`e` solo il diavolo, non e` solo la musica del diavolo, bensi` e` il sound della redenzione, e` il sound che ha originato tutto, e` la matrice, la mamma di tutto e di tutti quanti noi…

I loro animi, le loro personalita`, ma soprattutto il loro modo di percepire il blues e reinterpretarlo, di sentirlo dentro e riuscire ad esternalizzarlo con la stessa frequenza che modulava quello interiore, la loro forza e la loro passione, il loro essere stati i primi a fare qualcosa o farla in maniera differente. Jimi Hendrix diceva, e credo sia piuttosto eloquente: “ Blues it`s easy to play but not to feel” (Il blues e` facile da suonare ma non da sentire)…..

Non furono i soli, ve ne furono altri e non solo del mondo della musica, come ad esempio il pittore americano Jean-Michel Basquiat, e per rimanere nella musica, nel 1994 ci entra anche il tanto angelico quanto criptico Kurt Cobain e qualche anno fa l`eterna smarrita Amy  Winehouse, tanto da perdere la J nel nome e divenire solo Club27.

Ma a noi piace ricordare e raccontare la storia che ha dato origine a tutto, come sempre del resto, perche` se non si capisce da dove si nasce e` ancora  piu` difficile del normale capire la direzione e il come si muore, e che sia stata una mera coincidenza, una bizzarra combinazione di contingenze fortuite, oppure che il diavolo davvero sia arrivato a prendersi le loro anime non lo sapremo mai e mai capiremo determinati livelli di affinita`, misticita`, alchimia e  surrealta`….E` la magia, la meta` oscura e la forza sovrannaturale del blues!!!!!

Questa era la leggenda della maledizione del Club J27!!!!

Invece lei, e` la piu` grande interprete femminile di blues della storia della musica…

Di nome faceva Janis e questa e` la strappa lacrime ed emozionata Cry Baby….