Storie di Musica – Jimi

Jimi Hendrix non suonava la chitarra, era la chitarra che si faceva suonare da lui, un sodalizio perfetto, sinuoso, profondo, passionale

Mi trovavo a New York, passeggiando tra la 57ima che incrocia con la terza, non troppo lontanto da Central Park e appena dietro il Rockefeller Center, quando accaldato e assetato entro in un bar per scolarmi una birra. Lo scelgo perche`avevo notato da fuori dei vinili sulle pareti ed alcune chitarre elettriche appese, cosi` dissi fa al caso mio se si respira musica.  Entrai e fui accolto a gran volume  dagli AC/DC con You Shook me all night long ,erano circa le cinque del pomeriggio per cui il bar non era ancora affollato dall`ondata di impiegati a fine giornata lavorativa, e mi sedetti al bancone aspettando il momento per ordinare la mia desiderata birra, mentre non troppo lontano da me vi erano due uomini che bevevano e che chicchieravano con il proprietario del bar.

Il fare di ognuno di loro sembrava scherzoso e confidenziale, cosi` mi venne da pensare che erano i classici clienti fissi e abituali pronti ad occupare il loro tempo al pub davanti ad una pinta e qualche contenuto di cui parlare, magari baseball o uno degli altri sport solo americani come il football, quando ad un certo punto il volto del proprietario del locale si irrigidi`, il timbro della sua voce cambio`, e quel suo modo di fare accomodante (lo stesso che aveva avuto nei miei confronti nel salutarmi appena entrato) cambio` bruscamente e di colpo, lasciando intuire un notevole disappunto e una irreversibile fine della pazienza. Non capii perche`, ma quello che sentii, rivolgendosi ad uno dei due clienti, fu un imperioso e altisonante invito a prendere la via di uscita`: “ Vai via immediatamente dal mio bar, e non voglio neppure che saldi il conto blasfemo!!!”….

Una volta andato via l`uomo respinto, sentii aggiungere quasi borbottando al padrone: “Preferisco offrire birre piuttosto che sentire queste stupidaggini”…

jimi hendrix2James Marshall Hendrix nasce a Seatlle il 27 Novembre 1942 e muore a Londra il 18 Settembre del 1970 a soli 27 anni, come abbiamo gia` detto.

Fino al Giugno del 1967 e` praticamente un perfetto sconosciuto, ma gli bastarono solo 40 mesi per non lasciare alcun dubbio a nessuno, o quasi, e passare alla storia come il piu` grande chitarrista di tutti i tempi.

La sua carriera, verso la popolarita` ed il successo, inizia proprio a New York, al Green Village, dove si era recato per seguire le orme del suo idolo di quel momento, Bob Dylan. Li` conosce Linda Keith che all`epoca era ancora la fidanzata di Keit Richards, la quale vede in lui il genio assoluto e lo presenta a Chas Chandler, ex bassista degli Animals che da non molto aveva cominciato a pensare di fare il manager e quindi anche il talent scout.

I due decidono di portare Hendrix a Londra, pensando che era il luogo giusto in cui quel talento cristallino potesse essere riconosciuto e apprezzato. Prima del suo soggiorno londinese, di circa un anno e che cambio` strutturalmente la sua vita, iniziando un cerchio` che si chiudera` da dove era iniziato qualche anno dopo, aveva collaborato come turnista con qualche band negli Stati Uniti come chitarra ritmica di accompagnamento e successivamente solista. Era stato in diverse band accompagnando nomi piu` che illustri per allora, che andavano da Little Richard a Sam Cook, fino a Curtis Mayfield & The Impressions.

A New York conobbe due dei tre re, che ebbero un impatto cruciale nello sviluppo della tecnica chitarristica di Jimi, precisamente: Albert King e B.B. King (non potevo non nominarlo essendo scomparso circa 2 mesi fa), il terzo re e` il grande Freddy King ma non ebbe mai  la fortuna di conoscerlo, che insieme agli altri due sono passati alla storia come il triunvirato del blues.

Conobbe anche Frank Zappa che pare gli abbia insegnato la tecnica del Wah Wah ( tecnica chitarristica che prende il nome dal caratteristico suono prodotto dal taglio e dal reinserimento graduale delle frequenze alte, vagamente assimilabile a un miagolio o a un vagito, da cui il nome onomatopeico), tecnica che gli sara`particolarmente utile sul palco di Woodstock.

jimi hendrix3Arriva a Londra il 24 Settembre del 1966 con un bagaglio striminzito ed una Fender Stratocaster, in quella Swing London della meta` sessanta gia` pronta, al contrario di New York, ad assaporare lo stile unico ed innovativo di Jimi. Vuole conoscere Eric Clapton, suo idolo e vedere come lavorava con i Cream, per esserne ispirato da una parte e dall`altra capire cosa voleva la gente di Londra, essendo Clepton gia` affermato da qualche anno nella scena underground della capitale Inglese. Grazie agli agganci di Chandler e le conoscenze nell`ambiente di Linda, Jimi riesce a incidere il primo singolo, che e` una cover di  Billy Roberts, la struggente, arrabbiata ed energicamente bluesy Hey Joe.

Quello e` il momento della svolta definitiva, arrivano i primi veri interessi da parte del settore verso quella chitarra di Saettle che suonava in un modo unico e affascinante, con una commistione continua di quasi tutto quello che era gia` esistente come sound, che risultava essere qualcosa di mai ascoltato: Blues, R&B, Jazz, rock folk blues, acid rock, rock psichedelico, soul e funky. Vengono reclutati al basso Noel Redding, anche se era un chitarrista  e Mitch Mitchell alla batteria dopo un lancio di monetina….

jimi hendrix experienceNascono a Londra nel 1967 I Jimi Hendrix Experience!!!

Sulla scia dei Cream si sposa la formazione a tre, il cosiddetto Power Trio, tipica formazione in cui deve spiccare il chitarrista e dove il basso e la batteria sono fondamentalmente una mera cornice ridondata di accompagnamento. Fin dal primo album fu immediatamente un successo, la critica ed il pubblico risposero con entusiasmo all` uscita di Are you Experienced? con il suo fusion sound tanto pragmatico (inteso che non vi era tutta questa ricerca particolare di strumenti che emettessero dei suoni che arricchissero il main sound), quanto intenso, puro ma comunque nuovo e diverso. Nonostante venga riconosciuto come cantautore, Hendrix non ha scritto cosi` tante canzoni sue, si divertiva a riproporre soprattutto cover riviste e rivisitate nel suo stile. Da cover di Muddy Waters e Howlin Wolf a All Along the Watchtower di Dylan, tutte interpretate a suo modo e con il suo stile inconfondibile.

Dopo il successo della stagione londinese che proietta Jimi a livello mondiale,  arriva il momento di tornare a casa, non proprio a casa perche` si va a West a Monterey per l`International pop festival della Summer of Love, ma comunque si torna nel suo paese di nascita`.

A Monterey, con il duo di accompagnamento della Experience, Jimi da una eco definitiva e sfarzosa del suo talento e del suo modo di fare musica. Terminera` l`esibizione incendiando e distruggendo sul palco prima e sugli amplificatori poi la sua chitarra, lasciando tutti esterrefatti e dei fastidiosissimi e lancinati feedbacks acuti mentre il fuoco si spegneva sulla sua Stratocaster distrutta (i pezzi di quella chitarra sono stati poi recuperati e si trovano conservati al Experience Project di Seattle).

jimi hendrix4La grande performance di Monterey lo consacro` definitivamente dandogli la tanto attesa gloria mondiale e la giusta ispirazione per riportarlo in studio con i suoi due collghi per il secondo album. La questione con Hendrix era che sapeva abbastanza bene da dove partiva ma mai dove arrivava e dove sarebbe voluto arrivare, questa caratteristica divenne uno dei punti cruciali della sua breve ma intensissima carriera, quasi un marchio di fabbrica, ma un problema per gli altri che suonavano con lui, poiche` ad un certo punto si annoiavano e spazientivano nel proseguire delle jam sassion che pare siano arrivate anche a 4 ore consegutive di registrazioni varie ed improvvisate. Questo aspetto distrusse completamente il rapporto tra i membri della band che dopo la pubblicazione di Axis: Bold and Love, il loro secondo album, e poi il terzo Electric Ladyland(considerato il miglior lavoro di Hendrix, caratterizzato, appunto, da lunghe jam sassion) si sciolsero definitivamente lasciando Jimi da solo e con un invito ad un festival, Woodstock….

Mette su dei turnisti in cerca di un impiego e si presenta nello stato di New York per quell`appuntamento come la star piu` attesa, non a caso si era gia` deciso che avrebbe chiuso la rassegna, “Jimi suona la notte del terzo giorno e chiude lui, non si discute!!” (frase celebre di Micheal Lang, uno degli organizzatori di Woodstock). In realta`, si, chiuse il festival ma la mattina successiva, essendosi presentato lunedi 18 Agosto alle nove, vedendo un pubblico ridursi a 200 mila unita` rispetto alle 500 mila che avevano partecipato sino a domenica notte.

Dopo aver corretto il presentatore che li annuncio` come The Jimi Hendrix Experience, quando in realta` non lo erano piu`, difatti fu lo stesso Hendrix a presentare i Gipsy, Sun & Rainbows, cominciarono a suonare parte del repertorio della Experience piu` materiale nuovo, probabilmente improvvisato. Fu una performance incredibile, piu` unica che rara, anzi decisamente unica e niente di simile e` stato rivisto nella storia della musica, niente di accostabile e paragonabile neppure lontanamente, lasciando insieme a quelle due ore della sua musica, un fardello pesantissimo che nessuno, a prescindere di quanto si ami e si e` appassionati di musica, potra` mai dimenticare….

Ovvero, intona un inno americano contro la guerra in Vietnam dissonante e sconsacrato, irriverente e tanto drammatico quanto ironico, il tutto simulando mitra ed elicotteri con solo la sua Fender!!!

jimi hendrix woodstockFu il piu` grande festival della storia della musica e il peggiore per organizzazione (solo ed esclusivamente perche` si prevedevano meno della meta` dei partecipanti, 200 mila sulla falsa riga di Monterey), fu l`ultima vera apparizione della contro cultura Hippy, l`ultima vera manifestazione in cui si poteva cogliere quello spirito combattivo pacifico, quella voglia di cambiare le cose davvero in un modo opposto a quello che ci hanno sempre insegnato, ovvero la guerra, quella voglia di non accettare quel modo reazionario imposto. Quello stesso spirito di cui parlano gli Eagles nella loro malinconica e stupenda Hotel California, che tra le righe e senza dirlo esplicitamente si rifieriscono proprio a quel festival ed alla fine di un qualcosa, attraverso le parole del sommelier del Hotel: “So I called up the Captain, please bring me my wine, and He said: < We haven`t had that spirit here since 1969>( Cosi` ho chiamato il sommelier, <cortesemente mi porti il vino> e lui disse: < Non abbiamo piu` quello spirito dal 1969>)(In inglese il gioco di parole rende meglio la similitudine in quanto spirit significa sia spirito che alcol). Ma oltretutto e forse piu` di ogni altra cosa, fu l`ultima e piu` grande apparizione, nonche la piu` lunga della sua carriera (oltre 2 ore), di Jimi Hendrix….

Jimi Hendrix non suonava la chitarra, era la chitarra che si faceva suonare da lui, un sodalizio perfetto, sinuoso, profondo, passionale, intenso come il piu` bel rapporto sessuale che si possa immaginare, la suonava in tutti modi, per qualsiasi tipo di sound: con i denti, dietro la nuca, dietro la schiena, con il reggi microfono. Non aveva nessuna identita` l`approccio del pezzo, nessuna importanza, ma soprattutto nessun riferimento, Hendrix e` stato come Diego Armando Maradona nel calcio, non si doveva allenare, non aveva bisogno di indicazioni o di studiare l`avversario, Hendrix poteva partire dalla sua meta` campo e scartare tutta la squadra avversaria compreso il portiere per poi depositare il pallone in rete.

Ci sono stati e ce ne saranno ancora tanti altri di chitarristi virtuosi e innovatori, come Jimmy Page che conosceremo meglio tra un po` essendo il chitarrista dei Led Zeppelin (terza posizione), oppure Eddie Van Halen che non vi ho mai nominato, che la classifica Rolling Stones mette all`ottavo posto dei migliori 100 chitarristi di sempre, oppure ancora Duane Allman degli Allman Brothers Band che si trova al nono. Piu` ovviamente i gia citati Keith Richards che si trova alla quarta posizione, B.B. King alla sesta, Chuck Berry alla settima, Jeff Beck alla quinta e il mitico Pety Townshend alla decima.  Mentre al secondo posto troviamo Eric Clapton, decisamente il piu` grande bluesman bianco della storia insieme a Stevie Ray Vaughan. Quello stesso Clapton che venne messo al primo posto dal tizio che beveva al bancone in quel bar di New York, motivo per il quale venne sbattuto fuori malamente dal padrone…

Quando saldai il conto della mia birra, chiesi al padrone cosa era successo e lui in modo abbastanza ermetico mi spiego`, mi fece capire…

Mentre andavo via lo sentii dire, come che non stesse piu` parlando con me, e probabilmente cosi` era, e lo stesse dicendo a se stesso ad alta voce: “ Jimi non gareggia, non si paragona…..con Jimi non si scherza!!”