Tsunami nel Mediterraneo: tra Italia e Grecia i rischi più elevati, attenzione a Sicilia e Creta [MAPPE]

Uno studio guidato da Achilleas Samaras sui rischi degli tsunami nel Mediterraneo tra Italia e Grecia

Quello dello tsunami è uno dei fenomeni naturali più estremi e catastrofici: frequenti nelle aree di Oceano Pacifico e Oceano Indiano, si verificano in modo abbastanza ricorrente anche nel Mediterraneo ed è passato ormai molto tempo (quasi 107 anni) dall’ultimo episodio rilevante, quello del 28 dicembre 1908 dopo il terremoto di magnituto 7.2 nello Stretto di Messina. Tra gli eventi più catastrofici quello del 21 luglio del 365 d.C., con uno tsunami devastante in tutto il Mediterraneo dopo una scossa di magnitudo 8.5 ad ovest dell’isola di Creta, devastando le antiche civiltà di Italia, Grecia ed Egitto e uccidendo decine di migliaia di persone.

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Ma cosa accadrebbe se qualcosa di simile si verificasse oggi? Un team di esperti guidato da Achilleas Samaras, ricercatore del Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale dell’Università di Bologna, ha realizzato uno studio con cui simula le conseguenze di un maremoto tra Italia e Grecia. Il lavoro, pubblicato su Ocean Science, ipotizza due tsunami nel Mediterraneo, provocati uno da un terremoto di magnitudo 7.0 nella Sicilia orientale e un altro, sempre di magnitudo 7.0, a ovest di Creta.

tsunami_together.jpg__1280x99999_q85_subsampling-2Il team ha sviluppato un modello al computer per rappresentare come gli tsunami nel Mediterraneo potrebbero diffondersi e colpire le coste, utilizzando le informazioni sulla profondità fondo marino, litorale e la topografia. I risultati dello studio sono decisamente allarmanti: “sulle coste del Mediterraneo vivono 130 milioni di persone – spiega Samaras e per molte di loro ci sarebbe ben poco tempo per l’avvertimento dell’arrivo dell’onda anomala. Gli effetti più gravi sarebbero a Creta, dove 3,5 chilometri quadrati di terra emersa finirebbero sott’acqua. Ma anche sulla Sicilia orientale, tra le province di Catania e Siracusa, le conseguenze sarebbero pesanti“.