L’immortale Ettore Majorana, il Rimbaud della Fisica

L’immortale Ettore Majorana, il Rimbaud della Fisica

Il caso infinito Majorana è brillantemente discusso e analizzato in questa biografia speciale, tra le tante indagini sulla fine del fisico italiano, forse la più esaustiva

Recensione di Roberto Guerra – La Particella mancante. Vita e mistero di Ettore Majorana, genio della fisica, di Joao Maguejo (Corriere della Sera/RCS Rizzoli, 2015- collana La Scienza come un Romanzo;RCS , Rizzoli, 2010)

Il caso infinito Majorana è brillantemente discusso e analizzato in questa biografia speciale, tra le tante indagini sulla fine del fisico italiano, forse la più esaustiva. Una biografia, particolare non banale, atipica, da parte di Joao Maguejo, un fisico contemporaneo e cosmologo stesso noto e creativo, ulteriormente atipica per certa cifra di scrittura per nulla convenzionale, anzi spregiudicata, anche verso figure essenziali per la storia del grande fisico, parenti e pronipoti inclusi (in tal senso eloquenti certi commenti sullo stesso Fermi). E’ un libro a metà tra l’analisi conoscitiva di Ettore Majorana e una sorta di NCIS precisa e dichiarata per risolvere il mistero non stop della fine del fisico. Mistero che continua in certo senso, per questioni cronologiche in ogni caso oggi deceduto, tuttavia sono più o meno confermate le due ipotesi prevalenti: davvero suicida Majorana nel suo ultimo viaggio documentato tra Napoli e Palermo, nel viaggio di ritorno, oppure ritiratosi in qualche convento. Meno probabile almeno secondo l’autore, un Majorana autoesiliatosi in Argentina fino allla morte di non tantissimi anni fa, naturale, come spesso le cronache anche recenti hanno ipotizzato. Probabilmente, il suicidio o il ritiro monastico per una certa depressione di Majorana, forse dovuta al ben noto, nella pubblicistica a lui dedicata, dubbio di coscienza sugli esiti della ricerca atomica e nucleare dallo stesso Majorana inaugurata a suo tempo con il leggendario gruppo dei ragazzi di Paninsperna, guidato da Enrico Fermi. (Si pensi agli stessiOppenheimer e anche Einstein, al pilota dell’Enola Gay che lanciò la prima atomica su Hiroshima). Davvero, quindi il suicidio o ritiro monastico dovuti allo choc del futuro atomico compreso troppo presto da un genio del genere? Ettore, troppo appunto sopra… forse per farsi sopraffare psicologicamente, anzi, sarebbe stato un antivirus per cosi dire straordinariamente più prospettivo di tanti entusiasti ingenui dell’atomo. Forse semplicemente troppo umana la vera motivazione, il suo autoeclissarsi dall’umanità, dovuto addirittura a certo gene alla Dawkins connaturato non necessariamente quello “egoista” (anzi, con una metafora s’intenda), un carattere più da artista che freddo scienziato, aggravata da romanzi anche familiari troppo Reali di cui nel libro si accenna anche ampiamente. Intanto e la fonte (un Fisico) ci pare autorevolissima, Majorana era il più geniale del gruppo di Fermi: genialità conclamata riconosciuta “live” dallo stesso Fermi e, tacitamente o meno, dagli stessi colleghi della scienza italiana di quegli anni. Altra cosa i suoi rapporti interpersonali con l’ambiente: Majorana troppo eccentrico e quasi scienziato maudit (distruggeva fogli colmi di impossibili equazioni con scoperte o quasi scoperte rivoluzionarie poi comunicate anche da altri, ad esempio gli stessiBohr e persino Heisenberg, praticamente fregandosene, completamente indifferente a fama e primogeniture in tal senso, almeno fino ad un certo punto). Emerge comunque una depressione quasi congenita nel giovane geniale fisico, nonostante appunto anche riconoscimenti in vita, conoscenze di reciproca stima con i principali fisici teorici dei quell’epoca, riconoscimenti anche accademici, l’ultima sua lezione annunciata il giorno prima della scomparsa. Anche dopo la sua dipartita dal gruppo di Fermi, Majorana pur vivendo quasi autorecluso nella casa dei famigliari a Catania, continuò le sue riovoluzionarie ricerche. Alla fine o quasi di decise anche a pubblicare la sua prima opera omnia, opera all’epoca apprezzata eppure sfortunata in quanto pareva parzialmente sconfessata da ricerche parallele. Invece, e questa la news almeno focus in questa biografia, Majorana scoprì quasi anzitempo il cosiddetto neutrino, un precursore, della contemporanea Teoria delle Stringhe e di una teoria del tutto quasi per la Fisica persino attuale, tutt’oggi sirena incompiuta, certa sintesi tra le teoria della relatività di Einstein e la Meccanica quantistica, grande sfida per la Fisica del futuro prossimo. La biografia è un piccolo grande capolavoro, riassumendo, tra storia reale di Ettore Majorana come scienziato (e si accenna anche a altra opera omnia rivoluzionaria purtroppo andata clamorosamente perduta e-0 distrutta dallo stesso Ettore) e narrazione verosimile e per forza di cose, leggi la scomparsa mai definitivamente spiegata, immaginaria: paradosso che in ogni caso spiega il mito sempre vivente di Majorana, in questo caso davvero Immortale: a proposito, e incontrato, intervistato da Maguejo nelle sue ricerche, esiste tutt’oggi, un discendente… omonimo, Ettore Majorana, anche lui un fisico!

INFO collana La scienza come un romanzo…

http://store.corriere.it/La-particella-mancante.-Vita-e-mistero-di-Ettore-Majorana-genio-della-fisica/t.GsEWcVSSMAAAFNQ.NqmNIl/pc?CatalogCategoryID=RG2sEWcVwCgAAAFNn.FqmNIl&refresh_ce-cp

http://www.bur.eu/libri/la-particella-mancante/

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