Maltempo, gli esperti: sempre più morti se non si ferma il consumo del territorio

“Il 7% del territorio italiano frana e le aree soggette ad elevata criticità idrogeologica coprono quasi il 10% della nostra penisola. Con la continua cementificazione si conteranno sempre più perdite in termini di vite umane”

Nel momento in cui viene diramata un’allerta, di qualsiasi grado o colore essa sia, in qualche modo vi sono possibili rischi che possono occorrere a cose e persone. “In questi casi – spiega ai microfoni di Meteoweb Paola Salvati, dell’Istituto di Ricerca per la protezione Idrogeologica – sono i sindaci e gli enti locali che devono sapere come comportarsi, e i cittadini dovrebbero essere resi più consapevoli con informazioni a tappeto. Non è necessario che scuole e uffici vengano chiusi, se la gravità della situazione non lo prevede, ma è importante che i cittadini siano preparati e sappiano come comportarsi”.

frane“Sul territorio italiano sono state censite più di 460 mila frane – spiega Salvati – ma probabilmente si tratta anche di una sottostima. Ben il 7% del territorio italiano frana e le aree soggette ad elevata criticità idrogeologica coprono quasi il 10% della nostra penisola. E’ proprio il territorio che ha una propensione ad eventi di dissesto idrogeologico, a causa della sua conformazione, dato che è giovane e in più ha quasi il 70% di zone montuose o collinari”. Studi costanti e programmazioni pluriennali sono quindi indispensabili per la prevenzioni di catastrofi. “Eventi come le esondazioni di fiumi sono nel loro corso naturale; ciò che è necessario è il controllo del consumo del territorio. Con la cementificazione e il consumo di suolo, infatti, il mancato drenaggio delle acque porterà ad eventi alluvionali sempre più frequenti perché mettiamo sul territorio potenziali elementi che portano a disastri. Con la continua cementificazione si conteranno sempre più perdite in termini di vite umane. Sulle nostre coste, ad esempio, c’è stata un’esplosione nelle costruzioni che ha portato al proliferare di strutture più o meno necessarie per soddisfare la popolazione crescente, questo ha portato gli eventi meteorologici ad interagire più di prima con il territorio”.

inondazioniE i dati in merito sono allarmanti. Vengono spesi milioni di euro e comunque i morti per catastrofi naturali, ogni anno, sono svariate decine. “Urbanizzazione e ampliamenti – conclude Paola Salvati – devono dunque tenere conto del rischio e non possono prescindere dalla conoscenza del territorio a livello idrogeologico“.