Scienza: visi arrabbiati sui cartelli pubblicitari sono pericolosi per chi guida

Da una ricerca tutta italiana è emerso come osservare un viso che esprime forti emozioni, in particolar modo la rabbia, riesca ad aumentare il livello di distrazione nell’osservatore: in primis i cartelloni pubblicitari lungo le carreggiate sono uno dei fattori di maggior pericolo per gli automobilisti

Cartelloni pubblicitari che ritraggono visi fortemente espressivi sono pericolosi per gli automobilisti. Vedere un volto con un’espressione emotivamente carica, specie se l’emozione è la rabbia, può influire sulle nostre azioni. E l’effetto distraente è potenzialmente pericoloso in alcune situazioni, per esempio la guida. Le indicazioni arrivano da una ricerca della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, pubblicata su ‘Cognitive Neuroscience’. Una faccia che entra nel campo visivo distrae influenzando il corso delle azioni, hanno dimostrato gli studiosi. Ad attrarre e distrarre, secondo gli esperti della Sissa, sono sia l’appartenenza di genere del viso che l’emozione espressa, ma quest’ultima sembra rispondere a un meccanismo più profondo e automatico. Elisabetta Ambron, ricercatrice della Sissa, Raffaella Rumiati, docente della scuola e responsabile del laboratorio Insula, e Francesco Foroni, ricercatore, hanno condotto esperimenti in cui un compito motorio eseguito sul monitor di un tablet veniva disturbato dall’apparizione di facce. Due i test realizzati. Durante l’esecuzione del compito motorio, nel primo si chiedeva al volontario di osservare e riportare il tipo di emozione espressa dalla faccia, nel secondo il suo sesso. In entrambi i casi le facce distraenti variavano sia per genere che per espressione, così che nel primo esperimento il sesso era considerata una variabile ‘non pertinente’ con il compito, mentre l’espressione era la variabile pertinente. Viceversa nell’esperimento 2. In entrambi gli esperimenti la dimensione pertinente influenzava la traiettoria tracciata sul tablet con il dito (la attirava verso il punto dello schermo dove la faccia era apparsa), ma solo nell’esperimento 2 anche la variabile non pertinente aveva lo stesso effetto di quella pertinente. Questo significa, secondo gli autori, che le espressioni emotivamente cariche sono un potente distrattore che funziona anche a livello implicito (ovvero senza che l’attenzione sia già rivolta a questo tipo di stimolo). “Le espressioni, in particolare la rabbia che è stata quella a mostrare l’effetto più marcato negli esperimenti, sono stimoli evolutivamente importanti perché possono per esempio difenderci da aggressioni. Per questo il risultato non stupisce”, spiega Foroni. “L’aspetto negativo di questo effetto distrattore, d’altro canto, è che può portare a situazioni pericolose. Immaginate un individuo che alla guida sia distratto da cartelloni pubblicitari che ritraggono delle facce, non è una situazione così improbabile. Chi si occupa di sicurezza stradale dovrebbe tenerne conto”.